"Balotelli non sarà mai completamente Italiano", dice il capo ultrà del Verona. In quali percentuali Balotelli lo sia, non lo specifica. Non specifica neanche quale sia esattamente il significato di essere 100% Italiano in una nazione che è sempre stata invasa da chiunque e in qualsiasi zona e dove si possono trovare tracce di DNA e fisionomie che vanno dai Normanni ai Nord Africani passando anche per i Mongoli (avete mai fatto caso ai lineamenti orientali di tantissime donne Pugliesi?) Sicuramente possiamo escludere che il capo ultrà del Verona consideri il "parlare correttamente l'Italiano" come fattore decisivo in quanto:

A) Balotelli parla perfettamente Italiano con una forte cadenza Bresciana
B) La maggior parte degli Italiani autoctoni ha sempre dimostrato di avere una padronanza della lingua Italiana abbastanza approssimativa.

Cambiamo prospettiva sulla cosa. La frase "non sarà mai completamente Italiano" ha sicuramente un'accezione dispregiativa ma la stessa frase racconta comunque una verità che a molti sfugge e che deve essere vista in un'altro modo. Persone come Balotelli che hanno una storia e delle radici che partono da oltreconfine è perfettamente normale che si sentano orgogliosi e connessi anche alla propria parte "non Italiana". In America è stato coniato il termine Afro-americano, in Italia non si parla ancora  apertamente di afro-italiani (o simili) e sinceramente è meglio così. Se da una parte certi termini possono spiegare meglio certe situazioni, alla lunga si rischia solo di coniare nuovi termini che facilitano separazioni e inutili etichette. E poi davvero così importante essere Italiano al 100% per essere considerati Italiani? Parafrasando una frase celebre : Se al mattino quando ti svegli , il primo pensiero che hai è in Italiano, allora sei Italiano.