Nel mio ultimo articolo mi ero chiesto, avevo auspicato meglio, che Douglas Costa riuscisse nel mese di partite senza Mandzukic a dare continuità al suo campionato, dimostrando di integrarsi al meglio con Ronaldo e Dybala, per quello che era il tridente di qualità immaginato da tanti tifosi, sulle orme di quello United che nel 2007-2008 vinceva tutto senza un vero centravanti, con Ronaldo, Tevez e Rooney.

Ci vedevo due soli problemi tattici, la scarsa propensione al gol di Douglas Costa e la scarsa continuità del brasiliano nel lungo periodo. Di Ronaldo abbiamo oramai chiaro come ama giocare, e non mi si venga a dire che è Allegri che gli detta la posizione e i compiti in partita, lui che non riesce a metterlo in panchina e non riesce a spiegargli che le punizioni le battono meglio Pjanic e Dybala e che qualche rigore lasciato all'argentino gli cambierebbe l'umore e gli toglierebbe qualche pressione da parte dei media che lo aiuterebbe ed aiuterebbe tutta la squadra, portoghese compreso.

Ronaldo non ama occupare l'area, ha l'abilità di andare a prendersi la posizione lì dentro quando c'è da tirar in porta, ma non ama far da regista offensivo, da uomo d'area come fece Totti per un biennio nella Roma di Spalletti, una Roma senza 9.
Andare a impegnar l'area per andar al tiro in questo schema diveniva essenziale e Costa ha fallito il compito.

Lo stesso Dybala ha vissuto questo periodo, in cui poteva sfruttarla la mancanza di uno dei due attaccanti che usualmente gli stan davanti, per aver più chance per andar al tiro, occupando permanentemente una posizione da trequarti anche in assenza di Mandzukic aggravando la mancanza di riferimenti in area di rigore.

Si contesta ad Allegri anche questa e giustamente il tecnico ha tenuto a metter i puntini sulle i: Dybala gioca dove vuole e dove ha sempre giocato alla Juve, sui 35metri, a far ripartire l'azione cercando aperture di campo e dialogo nello stretto con mezzeali e avanti.

Quello che cambia non son i compiti tattici, ma il contesto tattico in cui fa le sue cose. Il dialogo con i compagni prima era finalizzato ad aprirsi il campo allargando il gioco sulle fasce o dettando l'uno due a Mandzukic o Higuain per tentare di andar al tiro. Oggi lo sviluppo del gioco quando si arriva a ridosso dell'area di rigore comporta l'inevitabile arrivo del pallone a Ronaldo che si allarga per il cross rendendo superflui gli esterni di attacco come Douglas Costa o Bernardeschi o taglia dentro per cercar il tiro, quasi mai per servir nel corridoio Dybala che arriva da dietro.

Non stupisce che l'argentino non tiri più in porta con la continuità di prima e non stupisce che non vada in gol con la frequenza passata.

E d'altro canto a metà stagione è oramai chiaro che Ronaldo ha bisogno di un Mandzukic attorno a cui costruire il suo gioco e che Dybala deve adattarsi, per ritagliarsi un ruolo nella Juve di Ronaldo, ad un contesto tattico che gli toglie i tempi per la conclusione e gli impone una posizione da rifinitore.

Isco sarebbe senza alcun dubbio più a suo agio in questi compiti, ma Isco non ha i gol e le giocate che son nel bagaglio di Dybala. 

Non so se il cambio sia obbligato, certamente aumenterebbe la qualità di gioco della squadra, ma la stessa cosa, senza dover rinunciare a Dybala, si potrebbe ottenere cambiando le caratteristiche delle nostre mezzeali.

L'innesto di Ramsey e Ndombelè, anche solo 1 di questi, permetterebbe alla Juve di mantenere i dribbling e la qualità delle giocate di un Douglas costa, con in più la consistenza che quello non riesce a dare nella fase difensiva.

E garantirebbe di sgravare parzialmente Dybala dai compiti di risalita della squadra, della ripartenza della squadra permettendogli di andar più spesso vicino all'area ed alla conclusione. Ovviamente Ronaldo permettendo.