No Woman, No Cry è il titolo di una famosa canzone di Bob Marley, che tradotto in italiano significaNon donna, non piangere”. Consentitemi una piccola licenza, creativa, allo scopo di revisionare, solo temporaneamente, il titolo della canzone in No Roma, No Cry.

Più tardi capirete il motivo...

Non Roma, non piangere soprattutto a causa delle voci che ti vorrebbero -bella e senz’anima- in vendita al miglior offerente! Questa è tutta un’altra storia da approfondire, eventualmente, in un altro articolo! Chiodo scaccia chiodo: Allo stato attuale dei fatti è sempre meglio distogliere il pensiero attraverso il calcio giocato, sicuramente, più gratificante e nobile rispetto a tutto il resto, spesso montato ad arte dagli stakeholder.

Nella tredicesima giornata di campionato, infatti, la Roma ha sconfitto, per tre reti a zero, un mediocre Brescia. Quest’ultimo orfano della rondinella più rappresentativa, Mario Balotelli (sarà già emigrato in Turchia?). Per onore di cronaca la compagine giallorossa – capitanata all’occorrenza da un redivivo A. Florenzi (ben tornato capitano!) – non ha scaldato, più di tanto, il cuore infreddolito dei pochi tifosi giallorossi presenti allo Stadio Olimpico di Roma.

Allo stadio i tifosi della Magica, probabilmente, avranno preferito il calduccio di un centro commerciale, climatizzato, anche perché il natale, con tutto ciò che comporta, è ormai alle porte. Sono lontani i tempi, a cavallo tra gli anni ottanta e quelli novanta, durante i quali l’appassionata e fiera tifoseria romanista – che tutto il mondo c’invidiava - si contraddistingueva, rispetto a tutte le altre, soprattutto per il tifo caloroso. Divago nostalgicamente – non me ne volete, sono proprio fatto così – per ritornare, celere, alla cronaca della partita!

Durante i novanta minuti di gioco, i calciatori bresciani sono sembrati più simili a dei piccioni sopra un cornicione che a rondini, certamente più virtuose, con una lunga rotta migratoria da percorrere: Vorrei avere il becco per accontentarmi delle briciole”, così raccontava il maestro Povia attraverso il testo del suo capolavoro, musicale, intitolato “Vorrei avere il becco”, persino vincitore “meritatamente” del Festival di Sanremo 2006.

Da tifoso dei Lupacchiotti, al contrario, provo un certo imbarazzo ad ammettere – senza peli sulla lingua – che la squadra giallorossa non è stata, per niente, brillante soprattutto nella prima frazione di gioco conclusasi con il risultato di parità: zero a zero!

No Roma, No Cry!

Evidentemente – con un po' di pazienza, in seguito vi confiderò anche altro gli undici di Fonseca sono partiti in sordina a causa di un condizionamento psicologico, di natura inconscia, causato dalle note vicende societarie. Qualora voleste approfondire l’argomento, lo scrivente vi invita a degustare l’articolo su VxL – redatto volutamente in chiave ironica intitolato semplicemente: “La Roma è in vendita!”. Un altro elemento, purtroppo, che ha inciso negativamente sulla performance sportiva dei giallorossi è il solito pessimismo dell’ambiente romano che solo di recente ha nuovamente alzato i toni della discussione attraverso – udite, udite, attenti al lupo la voce “autorevole” dell’ex capitano e idolo giallorosso, Francesco Totti.

Una volta che metti le mani dentro capisci che cosa c'è nella Roma. Io ne so qualcosa!”:

Ah Francè fino a quando giocavi nella Roma, andava tutto bene e adesso... spiegaci, per favore, cosa ci sarebbe di così, tanto, oscuro dentro questa Roma? Francè fai il buono, datti una calmata, perché non puoi lanciare il sasso per poi nascondere la mano…!

Di certo non ci vuole Sigmund Freud per diagnosticare che l’ex capitano della Roma, Totti Francesco, con certe dichiarazioni, criptiche e fuori luogo, non sta facendo il bene della sua "amata" ex squadra!

No Roma, No Cry. Ora lo sa anche Paolo Fonseca che, osservando da lontano gli ipocriti, ha preso il diletto di cantare durante l’intervallo tra il primo e il secondo tempo: “Non Roma, non piangere!” ....... e, come solo la musica può fare, il sole si alza sempre, radioso, sullo Stadio Olimpico di Roma.

Solo per onor di cronaca, il match contro il Brescia è finito con il risultato sonoro di tre reti a zero a favore dei giallorossi. Le rondinelle bresciane, per l’occorrenza diventate timidi piccioni, sono state impallinate, senza pietà: Pam! Pam! Pam! sotto i colpi precisi di Chris Smalling e Company.


No Roma no cry

Cause I remember when we used to sit

In a government yard in Trigoria

Observing the hypocrites…….

 

Arsenico17