L'hanno chiamata Nations League, questo nuovo torneo per le Nazionali di livello mondiale che prevede la retrocessione e la partecipazione di tutte le migliori squadre. Lasciando da parte il discorso Italia, ormai ben sviluppato, ricordando solo che la serie B è stata evitata, ci sono alcuni aspetti che vanno evidenziati. Il panorama calcistico sta cambiando e solo chi ha programmato fin dalle Nazionali giovanili sta vedendo i frutti. La Germania, già molto negativa in Russia, aveva l'evidente obiettivo di svecchiare una squadra molto logora e sostituire i vari pilastri di quel ciclo vincente. Il cambiamento sta avvenendo a rilento e i risultati scarseggiano, ci vorrà in po' di tempo ma il progetto di inserimento giovani esiste. Anche l'allenatore ormai va rimosso, non perché inadeguato, anzi, ma per dare il segnale di cambiamento forte che serve. La Spagna ha ancora l'abitudine di specchiarsi troppo, di poter fare il buono e il cattivo tempo. Il gioco monocorde rappresenta un problema, come i troppi giocatori importanti che vogliono essere leader. Sembrano mancare un po' di gerarchie e il mister deve porre rimedio per non sperperare tutto questo talento. Il problema sembra essere nella fucina veramente enorme di talenti già molto giovani che viene sfornata ogni anno. Da considerare anche la rivalità interna fra il gruppo Barça e quello Real.

Ecco allora le note liete, Olanda e Inghilterra. Gli orange hanno nel loro dna di schierare squadre giovani che sanno giocare a memoria, fin dalle Nazionali giovanili, un calcio propositivo e spettacolare che quando funziona esalta le caratteristiche dei giocatori. Un dettaglio se la difesa, come la storia insegna, non è proprio perfetta. Un gruppo di tecnici giovani che fin dalle Nazionali under 16 ha un compito ben preciso: insegnare calcio. Ecco poi l'Inghilterra, con una squadra giovanissima, un calcio molto tecnico, fatto di fisicità e corsa. La forza di una nazione ritornata ai vertici grazie ai titoli giovanili vinti a livello Under 19 e 20 dove hanno raggiunto la vetta del mondo. Il lavoro di questi ultimi anni sta pagando, il gruppo è sano, senza gelosie; gli inglesi cominciano a far paura alle rivali e per una volta a poter insegnare alle super potenze come il lavoro e la programmazione alla lunga paghino. La sola esperienza non può bastare, occorre quel mix di giovani ed esperti, con sempre un gruppo pronto a subentrare. Oggi Olanda o Inghilterra sono le favorite per il successo finale, per le altre in cui ci sono work in progress l'obiettivo saranno i campionati europei prima e dopo i Mondiali sperando di essere riusciti a colmare il gap. Non è normale che l'Inghilterra insegni e regali un calcio spettacolare: qualcosa sta cambiando? O si tratta solo di una serie di coincidenze? Purtroppo c'è chi sta peggio, vero Italia? Abbiamo battuto la Polonia, non il Brasile, e non si vede una traccia di progetto.