A Roma si sogna per l'arrivo del tecnico portoghese, anche a discapito di un calciomercato non proprio all'altezza del tecnico. A Roma i tifosi sono una istituzione, sì, così come Francesco Totti, e per la maggiore quando si vogliono far sentire, si fanno sentire, non v'è dubbio che le contestazioni negli anni quando ci sono state sono state davvero importanti, e non regalano nulla a nessuno, che sia un giocatore, un'allenatore o addirittura un presidente, che non rispetta quella maglia che amano alla follia, quasi fosse la loro moglie.
Spesso, da romano lo so per la perfezione, tanti tifosi si chiudono in se stessi, quando perde, addirittura non mangiano e vanno a dormire, nervosi, e con un chiodo fisso in testa: la sconfitta. Se poi questa arrivi contro la Lazio al derby, allora apriti cielo, perchè lì sono oltre che cupi in viso, anche persone scostanti, che non vogliono sentir parlare di calcio, almeno per una settimana intera, anche se poi gli strascichi se li portano dietro fino al prossimo derby.

Quest'anno la musica sembra cambiare, l'arrivo di Josè Mourinho sta portato un entusiasmo ai massimi storici, manco fosse la Roma di Fabio Capello che vinse lo scudetto nel 2001, ma quando venne annunciato ci fu davvero una grande festa, qui da me si stapparono le bottiglie di spumante, gente che andava in giro intonando canzoni sul tecnico, che perculava ogni qualsiasi altro tifoso di altre squadre, perchè stava arrivando quel tecnico che avrebbe cambiato la loro storia. Mourinho, infatti, ha riportato la luce in casa Roma, dopo i due anni di Paulo Fonseca, che i tifosi hanno spinto in tutto e per tutto fuori da Trigoria a forza di insulti tra radio e fuori dal centro sportivo. La gente l'ha cacciato, e questo, anche grazie alla nuova proprietà, ha portato i Friedkin a trovare un tecnico di spessore, che non sia stato troppo esoso, almeno al primo anno, per la campagna acquisti, trovando la disponibilità di Mourinho, non proprio l'ultimo arrivato, a Roma tale allenatore mancava dal 2001, quando proprio un signor tecnico, Fabio Capello, vinse il terzo ed ultimo scudetto in casa giallorossa.
Sognare? Eh si, è proprio questa la parola chiave dall'arrivo del tecnico giallorosso, boom di richiesta di biglietti, anche se poi la normativa Covid ne ha stabiliti soltanto il 50% , ammortando un mercato di livello inferiore, contando che in casa Roma, dopo l'addio di Pau Lopez, Dzeko miglior attaccante giallorosso e Pedro trasferitosi sull'altra sponda di Roma, la Lazio, portando a casa soltanto quattro facce nuove; Rui Patricio per la porta, chiesto proprio dal tecnico, Matias Vina terzino arrivato per sostituire l'infortunato di lungo corso Leonardo Spinazzola, poi Eldor Shomurodov, esterno d'attacco che tanto ha fatto bene nella sua prima stagione al Genoa e in attacco Tammy Abraham dal Chelsea come sostituto di Edin Dzeko. Se all'inizio l'addio dell'attaccante bosniaco non è stato preso bene, poi Abraham lo ha fatto dimenticare fin da subito a suon di reti e ottime prestazioni.
La Roma naviga in zona Champions, l'entusiasmo è alle stelle, e anche la sconfitta contro l'Hellas Verona non sembra aver scalfito che per un solo giorno i tifosi, l'amaro è andato via, dopo le parole incantatrici di quel tecnico, che gli basta dire qualcosa per far pendere i suoi tifosi dalla sua parte. Se per Paulo Fonseca, almeno nelle radio romane, c'era una carerva di persone che chiamavano e si lamentavano dopo sconfitte o brutte prestazioni che non portavano i tre punti, per quel che riguarda l'unica sconfitta contro l'Hellas Verona, la gente chiamava ma non per attaccare il tecnico, ogni qualsiasi giocatore in campo, il tecnico era esente da parole poco consone.
Ora il tecnico si sente tranquillo, ben sapendo che la piazza tirerà le somme a fine stagione, e ad oggi sogna un qualcosa che manca da 20 anni, quando il loro capitano di tante battaglie Francesco Totti e compagnia bella, vinse quel terzo storico scudetto. Mourinho, da parte sua, non ha mai parlato di vittorie finali, e questo è un punto a suo favore, anche perchè dire qualcosa lo avrebbe portato a pressioni varie, fino a spossarlo mentalmente più di quando non potrebbe essere qualora non riesca a soddisfare il pensiero del tifoso, che ci metterebbe mono di un'ora da portare un tecnico dall'olimpo agli inferi.

Roma, sponda giallorossa, ora dorme sogni tranquilli, si gode questa squadra, che non ha nessuna eccezione o campione di turno, ma che vuole vedere dove questo fenomeno in panchina possa portare lontano la loro squadra, ma non vi saranno certamente preferenze, se a fine stagione la squadra non raggiunga le posizioni più alte della classifica, con o senza squadra, perchè qui, l'unica cosa che conta è venerare la Maglia.