"L’AS Roma è lieta di annunciare che Daniele De Rossi ha rinnovato il proprio contratto con il Club fino al 30 giugno 2019". Con questo annuncio, poco più di un anno fa, De Rossi prendeva i gradi di Capitano a pochi giorni dall'addio di Totti. Onori e oneri sperati e sudati sul campo anche se il Nostro non ha mai ricevuto, da parte dei tifosi, l'amore incondizionato riservato solo al numero 10. Monchi si è dato un gran da fare per trovargli un degno sostituto e alla fine ha portato a casa N'Zonzi, per dare respiro, si dice. La mia sensazione, però, e che il francese avrà tutto il tempo per ambientarsi, imparare la lingua, scegliere casa e ristoranti preferiti della Capitale. 

L'utimo atto di Capitan Futuro non sarà né da comprimario né da spettatore in panchina. Sarà lì nel mezzo, come cantava Ligabue, a combatte e sudare come un centurione dell'antico impero, mantello rosso porpora e spada al cielo. Il ruolo di Re di Roma è spettato a Francesco, ruolo patrizio, che si assegna a chi ha avuto il dono divino della classe calcistica, chi sa giocare fa l'attaccante, il numero 10; a lui il ruolo un po' più plebeo del mediano, del picchiatore, del gladiatore. La stagione appena trascorsa gli ha regalato molte soddisfazioni, una semifinale di Champions, e chissà se, nell'ultima, non possa alzare qualche trofeo. Sarebbe il giusto premio per una carriera di sacrifici e di sudore.