Tuo fratello, un'altra parte di te. Un compagno di giochi e di avventure, in età infantile. Confidente e amico particolare, in età adulta. Tuo fratello, stessa fisionomia o nessuna somiglianza. Passioni disparate: dalla musica alle letture, passando per gli sport. Nondimeno si può sostenere la stessa squadra o avere gusti divergenti. Poco importa, perché il calcio ha sovente accomunato o diversificato i destini di parecchi consanguinei. Alcuni illustri, altri senza particolari squilli. 

Sandro e Ferruccio Mazzola, figli del leggendario Valentino, simbolo del Grande Torino, militano entrambi nella Grande Inter del Mago Herrera. Sandro è annoverato fra le stelle più brillanti, Ferruccio si presenta come un discreto gregario. Il piccolo Mazzola diverrà noto per le confessioni scottanti circa presunte somministrazioni di sostanze dopanti ai giocatori di quella squadra.                                                                                                              Napoli è in estasi per un argentino di nome Diego. Ascoli un po' di meno per Hugo. I fratelli Maradona sono il giorno e la notte. Diego conquista lo scettro di re partenopeo. Hugo brilla nell'immenso firmamento di meteore del nostro campionato.                                                                                                                                                    Beppe è un tuttofare vestito di nerazzurro. Franco è un fenomeno della fase difensiva. Stesso sangue eppure divisi da una rivalità cittadina. Il maggiore legherà le sue vicende al Biscione, dapprima in maglietta e calzoncini, poi nel ruolo di vice-allenatore e osservatore. Il minore diverrà patrimonio della storia milanista e dell'intero pallone italico. Insieme a Scirea è il miglior libero del nostro calcio.                                                                                       
Caso strano per gli Inzaghi brothers: Pippo vince praticamente tutto tra Juventus e Milan, mentre Simone si accasa stabilmente nella Roma biancoceleste, con risultati inferiori. Tuttavia la prospettiva muta se si guarda alla carriera in panca: Pippo, bruciato dal Milan, si rilancia al Venezia e toppa di nuovo al Bologna. Simone è segnalato fra i migliori tecnici in circolazione, pur avendo allenato solo la Lazio.

Essere fratelli, nel pallone, non significa necessariamente che l'ago della bilancia debba pendere a favore di uno dei due. Si può essere talentuosi e idolatrati in egual misura. Michael e Brian Laudrup sono fra i protagonisti del miracolo Danimarca all'Europeo del 1992, cavalcata che ha permesso alla nazionale ripescata, dopo l'esclusione della Iugoslavia, di salire sul tetto d'Europa. I gemelli De Boer, Frank e Ronald, interpretano ruoli di primo ordine nell'Ajax di Van Gaal, in Nazionale e nel successivo approdo in terra catalana. Gary e Phil Neville, allo stesso modo, evocano lieti ricordi nei supporters dei Red Devils.

Stesso padre e percorso in nazionale differente per i figli di Mazinho, Thiago e Rafinha. Il primo, nato in Salento, abbraccia la selezione spagnola. L'ex interista si veste di verdeoro come papà.
Stesso padre, madri diverse e non solo. Kevin-Prince Boateng è nazionale ghanese, a differenza di suo fratello, Jerome, nazionale tedesco.

Nell'epoca del reddito di cittadinanza, un eroe si innalza al di sopra delle parti ed esegue il ruolo brevettato dai pentastellati: il navigator. Già, perché Gigio Donnarumma, con la partecipazione straordinaria di Mino Raiola, non ha ottenuto soltanto un lauto rinnovo di contratto, ma anche un posto al sole per Antonio, suo fratello maggiore. Nell'insospettabile ruolo di navigator, il classe '99 ha assicurato il tanto bistrattato quanto agognato posto fisso al consanguineo meno quotato, per un corrispettivo annuale di 1 milione di €. Più che un ingaggio, sembra un reddito di cittadinanza, essendo Antonio il terzo portiere del Milan (di Salvini).