Sembra chiaro che il mondo del calcio italiano non voglia piegarsi all'idea di un Milan relegato nel zone non nobili della classifica, costretta a contendersi l'accesso diretto all'Europa League. Eppure, nonostante le ultime due annate in particolare abbiano rivelato il vero valore di questa squadra, sembra che non ci si voglia rassegnare alla realtà.

La fine dell'era Berlusconi porta in quel di Milanello il fantomatico magnate cinese, di cui nemmeno in patria si era mai sentito parlare, il quale al primo anno da "presidente" spende la bellezza di 200 milioni di euro per il mercato estivo, soldi investiti su molti buoni giocatori ma non eccellenti, pochi di quegli investimenti si sono dimostrati azzeccati, eppure c'era chi vedeva il Milan come treza forza indiscussa del campionato, con la possibilità di contendere lo scudetto alla Juventus. La società volò più basso puntando all'accesso alla Champions, soprattuto per poter giustificare la campagna acquisti. Da ricordare anche le critiche mosse da Pallotta contro il Milan. Finita la stagione il Milan si rivelò molto deludente chiudendo in zona Europa League.

Si potrebbe pensare che, a quel punto, sarebbe stata costretta cedere qualche pezzo per poter rientrare nei parametri del FFP, invece no, viene portato Leonardo in società si prende Higuain in prestito dalla Juve e si passerà un'estate col ritornello del Milan, più che convinto, di prendere Milinkovic-Savic per il quale Lotito al tempo chiedeva ben 150 milioni. Inizia una nuova stagione nella quale, nonostante quella appena conclusasi, il Milan viene dipinto ancora come una delle prime forze del campionato arricchito dall'arrivo di Higuain. Dopo un inizio convincente iniziano le prime difficoltà, la squadra non gira, la vittoria manca e arrancando, con il caso Higuain, si arriva a Gennaio, dove abbiamo dovuto assistere all'ennesima esaltazione di un mercato rossonero impossibile, da Carrasco a Fabregas il Milan era intenzionata a portare a casa qualche grande colpo, sessione di riparaizone che si concluderà con Fabregas che snobberà la squadra di Milano per andare al Monaco, in lotta per non retrocedere, e Carrasco che è rimarrà in Cina.

Unico acuto degno di nota è l'operazione che ha portato Piatek al Milan e Higuain al Chelsea. Operazione fondamentale non tanto dal punto di vista tecnico ma quanto dal punto di vista economico, in quanto il Milan, così facendo, si riesce a liberare dell'ingaggio di 9 milioni del Pipita che pesava come un macigno sui già pesanti conti rossoneri. Io credo che chiunque nel mondo del calcio, nonostante l'avvio di campionato stellare di Piatek, se dovesse scegliere tra l'attaccante polacco e quello argentino si sarebbe fiondato su Higuain, invece no! Per mesi abbiamo dovuto assistere all'incensazione del nuovo bomber rossonero, visto, addirittura, come un mix tra Pippo Inzaghi e Van Basten. Ben presto, tuttavia, la realtà è stata evidente a tutti, e superati i primi tempi di eccitamento Piatek si è dimostrato essere quasi inutile alla causa rossonera, mai in gol contro le big,  decisivo solo contro l'Atalanta.

Concluso l'ennesimo campionato mediocre del Milan, sarebbe giusto pensare che continuare a spacciare una squadra come il Milan attuale per una squadra di prima fascia sia folle, in quanto si andrebbe a ledere l'immagine di un club glorioso come il Milan, ma no. La sessione di mercato estiva si apre con notizie che vogliono i rossoneri in pressing sul centrocampista laziale Savic, conteso da tutta europa, per poi virare sul ben più modesto Krunic, sentiamo di un Milan le cui trattative oscillano tra Torreira dell'Arsenal sul quale, secondo alcuni, sono convinti di poter arrivare, e il più probabile prossimo acquisto ovvero Diawara. Ricordiamo inoltre il valzer delle panchine che ha riguardato le prime squadre della classe, in cui, a quanto pare, il Milan sia stata spettatrice e si sia dovuta pure accontentare di un buon Giampaolo! Per finire con il ds Tare che senza troppi indugi a preferito rimanere alla Lazio.

Il Milan non vuole accettare il fatto di non essere, come è evidente, un Top club, dichiarando intenzioni di mercato come Torreira, Veretout e Milinkovic-Savic, ma costretta a trattare giocatori modesti come Krunic o riserve come Diawara e Mario Rui. La dirigenza rossonera dovrebbe semplicemente prendere coscienza che il Milan di Elliot non è nenache lontamaente il Milan di Berlusconi.