Prima squadra a vincere la prima versione della Champions League (Coppa dei Campioni), prima per numero di palloni d'oro vinti dai propri giocatori, per circa ventitré anni la miglior difesa con più lungo minutaggio senza subire reti, e per molto tempo la squadra con maggior numero di trofei internazionali vinti (attualmente ancora ma solo in Italia).

Il Milan era senza dubbio il club dei record in positivo, ma da oggi incomincia altresì a collezionarli in negativo, infatti, comunque andrà alle 18 di questa sera contro la Fiorentina, quando scenderà in campo nell'ultima di campionato per provare a difendere il sesto posto, utile per l'accesso diretto alla Europa League per evitare così i turni preliminari, i rossoneri chiuderanno per la quinta volta consecutiva con un piazzamento inferiore al quinto, cosa che non era mai successa, con il girone unico della Serie A, da oltre ottantacinque anni a questa parte. Senza migliorare la posizione in classifica dello scorso anno, che invece già aveva migliorato la propria posizione rispetto alle tre stagioni precedenti (chiuse rispettivamente con il 5°, 10° e 8° posto).

Un risultato che riaprirà sicuramente una forte contestazione sulla gestione in corso della nuova proprietà e in particolare sul direttore esecutivo e sportivo Mirabelli, la cui posizione è sempre più in bilico, dopo aver ricostruito praticamente una squadra intera con i quasi duecento milioni spesi questa estate.
Il bollettino ha evidenziato fin da subito, l'errore di aver speso 54 milioni per due attaccanti, di cui uno giovanissimo, quando con 50 ne prendevi un nome ad effetto, che avrebbe aiutato non poco anche la campagna abbonamenti. Non è comprando dieci giocatori alla volta che si rifondano le squadre, se poi non intervieni in base al modulo adottato, o lo cambi a stagione in corso, poi ovvio che ti mancano centrocampisti, esterni alti. Certo non è facile farlo senza commettere qualche errore nelle scelte di calciomercato, ma la cosa che più pesa è che non risultano, a parte alcuni buoni elementi, molti altri per farlo. Il più grave errore è stato sicuramente quello di illudere i tifosi, ed agire troppo alla impazzata, verificatasi poi un io compro tanto per, o meglio "facile comprare coi soldi degli altri".

Non sono i soldi che fanno le competenze, chi si era lasciato cullare dalle frasi di Berlusconi, quando in procinto di vendere dichiarò: "Ho lasciato il Milan nelle mani di chi lo riporterà subito grande, mi hanno garantito che spenderanno trecento milioni sul mercato", ovvero ho venduto a chi potesse competere economicamente con magnati e sceicchi, solo con il potere dei soldi, non ha messo in conto chi poi li andasse a spendere. Ci si chiede ora, quasi a malincuore, come li avesse spesi lui e Galliani. Certo, troppo facile parlare ora, perché sicuramente questo record in negativo va attribuito anche a loro, e alla loro gestione degli ultimi anni, cambiando di continuo allenatore e cullandosi dei successi passati, senza pensare al futuro del Milan, ma solo ai suoi interessi in politica e aziendali. Ripeto, le fasi di transizione non sono mai facili, soprattutto dopo 30 anni con la stessa proprietà, ma i tifosi si aspettavano e meritavano qualcosa di meglio.

Ora rimane da capire come verrà risolta la questione rifinanziamento con Elliot dando maggiori certezze societarie e ai tifosi, dopo metà giugno ci dovrebbero essere importanti novità in merito. Younghong Li starebbe cercando un socio che lo affianchi e che dia stabilità economica nel club, intanto il fondo americano si farà garante davanti alla UEFA, accettando di spostare a giugno 2019 la scadenza di una piccola parte del prestito da 120 milioni.