Non è una sorpresa il fatto che il Milan abbia confermato e rinnovato il contratto a Pioli. I risultati e le prestazioni di quest'ultimo periodo dimostrano come sia meritato il rinnovo e che la scelta di prendere un allenatore straniero dandogli tanto potere fosse stata sbagliata e rischiosa. 
Certo, anche confermare Pioli lo è. Perché un conto è giocare senza più grandi obiettivi e senza più nulla da perdere, giocando quindi con la testa sgombra. Un conto è giocare con la pressione di dover fare risultato. Il prossimo anno Pioli e squadra avranno la pressione di dover competere per entrare tra i primi quattro.
Ma questo non toglie che non sia meritato il proseguimento del rapporto di lavoro. Tra la squadra e l'allenatore si è formata un'alchimia che porta tutti i giocatori a dare di più ed a tenere performance costanti. Basta leggere le parole di Calhanoglu.
Certo, l'arrivo di Ibrahimovic ha contribuito decisamente a migliorare le prestazioni della squadra. Però questo non deve togliere nulla  all'affiatamento che Pioli ha saputo creare con la squadra.
Sul mercato si possono comprare giocatori, allenatori e dirigenti, ma l'affiatamento e l'alchimia che si crea tra staff tecnico e squadra, e quindi ecco perché è la scelta più  logica. 
Con Rangnick il  Milan sarebbe dovuto ripartire da zero, con un nuovo progetto e una nuova idea tattica da inculcare ai giocatori e sopratutto un affiatamento tutto da costruire. 

Bassano Giancarlo