Il Milan ha confermato nell'ultima partita dell'anno solare 2020 di essere una squadra notevolmente cambiata rispetto a un anno fa, quando perdeva 5 a 0 a Bergamo. Non solo l'arrivo di Ibrahimovic ha determinato la crescita del gruppo, ma anche il lavoro di Pioli che è  entrato nella testa dei giocatori e adesso ha saputo creare quell'alchimia tattica dove tutti rendono al meglio delle loro possibilità.  

La leadership di Ibrahimovic ha inciso notevolmente e il suo carisma ha aiutato il gruppo ha prendere coscienza delle proprie potenzialità. In  campo e fuori dal campo lo svedese è un leader e trascina i suoi compagni, spronandoli a fare sempre meglio e a rendere sempre al massimo. 
Le vittorie nel derby, contro il Napoli, oltre che quelle ottenuto a luglio contro la Lazio e  la Juventus sono frutto di un ottimo gioco collettivo  nelle due fasi. Che prescinde da Ibrahimovic. Perchè la squadra rossonera ha dimostrato di rendere anche senza lo svedese. Contro la Sampdoria, contro il Sassuolo e la Lazio ha vinto senza di lui, dimostrando di mettere in campo una buona tecnica e buoni schemi di gioco.
La forza del Milan è che prescinde dalle assenze: non solo senza Ibrahimovic, ma anche senza Kjaer, senza Bennacer e Kessie vince comunque contro una squadra di statura come la Lazio. 

Anche se si tratta di un forte collettivo, nulla vieta di citare alcune individualità. La crescita clamorosa di  Calabria, la forza e la qualità di Theo Hernandez, l'esperienza di Rebic, la preponderanza di Kessiè, la classe di  Donnarumma. 
Tanti giocatori che rendono al massimo in un collettivo coeso e unito. 
Ad oggi la squadra è da scudetto: non ci sono dubbi! 

Bassano Giancarlo