Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo, non viviamo davvero. (Anatole France)

Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprà mai quali cresceranno, forse lo faranno tutti. (Albert Einstein)

Il Milan sta vivendo una fase di assestamento dovuta agli enormi cambiamenti a cui sta andando incontro. Cambiamenti radicali che trasformeranno il Milan e lo proietteranno verso il futuro completamente cambiato. L'apice di questo cambiamento, ovvero la ciliegina sulla torta, sarà lo stadio di proprietà moderno e multifunzionale con attività interconnesse in condivisione con l'Inter. Un progetto che modificherà e migliorerà il fatturato del club rossonero con tutto ciò che ne consegue.

Il Milan di Elliott, diretto da Maldini, Boban e Gazidis con la partecipazione di Scaroni, Massara e Moncada, nonostante gli ostacoli, deve continuare a seminare. La pazienza è la virtù dei forti, ma non bisogna andare troppo per le lunghe. La pazienza non può essere infinita.

Gazidis ha dichiarato che l'intervento di Elliott ha salvato il Milan dalla D. La situazione con Yonghong Lì non era rosa e fiori ma forse il concetto è stato un po' forzato. Elliott non avrebbe mai recuperato i soldi spesi nel Milan dopo il prestito concesso a Lì con lo stesso Milan in garanzia, anche smantellandolo. Anche vendendo Milanello per esempio e tutto il parco giocatori all'inizio del suo insediamento. 

Elliott tiene il Milan anche per i suoi interessi. Un fondo gestisce soldi di terzi, deve sempre migliorare la situazione delle aziende in cui entra e non può perdere soldi, ma deve far fruttare il suo investimento.

La gratitudine per il fondo Elliott non manca di certo, sapevamo che era una garanzia la sua presenza dietro Lì e che teneva il Milan con le spalle coperte e al sicuro. Gratitudine che c'è e ci sarà ma che non deve sfociare in una "sindroma di Stoccolma" secondo cui non si possa criticare nessuna scelta compiuta da questa società. Senza mai scadere in offese personali volte a minare l'onorabilità del criticato o dei criticati, ma il diritto di critica deve essere lasciato al tifoso.

La scelta di Pioli non ha convinto la stragrande maggioranza dei supporter rossoneri poiché non sposta molto gli equilibri da un cambio con Giampaolo. Pioli ha un po' di esperienza in più di Giampaolo, ma personalmente ritengo che forse sarebbe stato meglio affidare la panchina ad un coach di nome, rinomato, uno di esperienza come Spalletti o Ranieri, ora alla Sampdoria al posto di Di Francesco. Un tecnico di esperienza poteva dare la giusta scossa sulla carta. Nulla è ancora scritto e Pioli può stupirci tutti e farci ricredere.

Il Milan di Pioli ripartirà da dei punti fermi come Romagnoli, che con la nazionale italiana è andato in gol per la prima volta contro il Liechtenstein e che ha visto gli azzurri di Mancini qualificarsi per gli europei con largo anticipo dopo aver raggiunto ben 9 vittorie consecutive. Record come ai tempi di Pozzo, che però vinse due mondiali e una olimpiade. 

Altri punti fermi dopo Romagnoli sono Biglia, con Pioli capitano nella sua Lazio che ha raggiunto il terzo posto, con Bennacer che potrebbe essere schierato mezz'ala. Calhanoglu potrebbe essere panchinato e ceduto a gennaio anche per vicende extracalcio, dove con i suoi compagni di nazionale turchi festeggia i gol facendo il saluto militare dopo il terribile attacco della Turchia alla Siria. Loro sono dalla parte di Erdogan, non è ben chiaro se è perché ci credono o perché sono spaventati per possibili ritorsioni. Mi chiedo, se davvero il suo pensiero é a favore di questa guerra, come possa essere visto dai compagni, se non possano crearsi della antipatie per le sue idee.

Dopo Romagnoli, Biglia e Bennacer, i punti fermi saranno Hernandez, Leao, Paquetà, Piatek e Bonaventura con ovviamente Gigio Donnarumma tra i pali. Sarà questo probabilmente lo zoccolo duro a cui si affiderà Pioli. A parte Biglia, anche un po' zecchino d'oro. Una squadra molto giovane.

Pioli gioca con il 4/3/3 e 4/2/3/1 con una squadra equilibrata che gioca per vie centrali, con un terzino che sale e uno che resta bloccato dietro, come faceva anche Gattuso, e con gli esterni d'attacco che stanno meno larghi ma vanno più dentro l'area e stanno più vicino alla punta centrale.
Parte in salita l'avventura di Pioli, inviso e che non gode della fiducia incondizionata dei tifosi, anche delusi per gli ultimi anni dei rossoneri sottotono.
Molti paragonano l'attuale momento dell'Inter con l'attuale momento del Milan e non ha alcun senso questo. Il progetto Suning con l'Inter è iniziato nel 2016. Il progetto di Elliott dall'inizio parte questo anno. È logico che l'Inter sia più avanti del Milan per il semplice motivo che ha iniziato un progetto di ricostruzione prima del Milan. Ci arriverà anche il Milan al livello attuale dell'Inter. Tempo al tempo. Roma non è stata fatta in un giorno.

La rinascita del Milan richiede pazienza, ma Elliott deve sapere che non deve andare troppo per le lunghe e che la pazienza è la virtù dei forti ma non è infinita. Bisogna correggere i propri errori.
Boban pare che abbia convinto la proprietà ad investire anche su due profili di esperienza e non solo su under 25. Al Milan viene accostato il giovane Vignato del Chievo ma anche profili come Sidibé, duttile terzino ambidestro di esperienza del Monaco classe 1992 in prestito all'Everton dove non gioca. Sono accostati al Milan anche i profili di Rakitic, Aurier e Ozil, questi ultimi due prendibili anche in prestito con diritto di riscatto, anche se Aurier, pur non trovando spazio nel Tottenham, viene dichiarato incedibile dagli Spurs. Vengono dati per gennaio come sicuri partenti Rodriguez e Castillejo. Il terzino svizzero piace all'Everton e in Germania.

I profili di esperienza sono ciò che mancano alla rosa del Milan. Non averli è un errore. Elliott continui a seminare e a investire sui giovani e sullo stadio ma durante il suo cammino corregga gli errori del suo progetto.
Solo con i giovani non si va da nessuna parte.