Correre nel tempo non è mai positivo, Gattuso sta facendo bene, ma arriveranno momenti duri, arriveranno le sconfitte, i momenti in cui dovrà dimostrare ulteriormente le sue doti. Al Milan da allenatore c'è arrivato scortato sotto l'ala protettrice di Mirabelli con la fama di uno tutto grinta e cuore ma poca tattica, poche idee di gioco. Lui l'ha specificato subito: "Il patentino non me l'hanno regalato", ha tuonato. Infatti a giudicare dalle sue prime uscite sta dimostrando di aver appreso bene le nozioni calcistiche, anche quelle tattiche. Gattuso non ha ancora fatto nulla di straordinario, i suoi meriti finiscono là dove iniziano i demeriti del suo predecessore: ossia nel modulo. Il ritorno al 4-3-3 è stato garanzia ed è tutt'ora garanzia di un Milan presente in campo, ha ritrovato giocatori come Calhanoglu, Biglia e Bonucci, insomma sta facendo ottime cose. Il sunto del mio discorso è che Gattuso ha fatto cose "ragionevoli" dal punto di vista tattico e grandiose dal punto di vista mentale per questo suo Milan.

Nell'ultima conferenza stampa ha detto: "Tra 7/8 anni, quando mi ritirerò, vorrei fare un'intervista in calabrese", il che fa riflettere, perchè significa che pensa che tra qualche anno smetterà di allenare. Allora, data anche la vicinanza del doppio impegno contro l'Arsenal di Wenger, 20 anni sulla stessa panchina, chissà che non possa prendere esempio. Visto che al Sion, al Pisa e al Palermo non ha trovato la sua dimensione (per vari motivi, molto spesso legati a problemi societari), chissà che al Milan non possa aver trovato la sua casa, dopo che lo è stata da giocatore. D'altronde Rino ha caratteristiche che lo rendono praticamente un allenatore ideale per il Milan, in cui può trasmettere tanto ai giocatori. Il Milan ha trovato il suo "Sir"? Chissà. "Per adesso pensiamo alla Roma!" ammonirebbe lui. D'accordo, però di sicuro quando stringerà la mano di Wenger non potrà non pensare a come sarebbe bello se lui invecchiasse sulla panchina del suo unico grande amore.