Allegri e Ronaldo: cresce la convinzione che alla Juventus uno di due sia di troppo.
Due persone squisite, amabili, educate, rispettose, ma con un'idea di calcio diametralmente opposta.
Neanche i loro interessi personali sembrano collimare esattamente, nonostante sia lecito credere e sperare, debbano entrambi essere indirizzati  in un unico obiettivo comune:  il bene ed il successo della Juventus.

Ronaldo ha senz'altro a cuore il successo della squadra, deve però coincidere col suo! Non farà mai il centrocampista! Come spesso è accaduto ad Higuain nei due anni in cui ha giocato a Torino, come capita a Manzukic da tempo... Come è stato imposto a Dybala ultimamente. Ronaldo, protagonista assoluto da sempre, non si adatterà mai ad un ruolo di secondo piano, non sarà mai spalla di qualcuno.
Potrà sacrificarsi e già lo fa, ma fino ad un certo punto ed in determinate situazioni. Queste situazioni, che alla Juventus per un insieme di circostanze si stanno verificando sempre più spesso, annientano il suo obiettivo primario che è quello di essere sempre e comunque protagonista assoluto e mettono un grosso punto interrogativo sul suo futuro bianconero.

In tante partite, durante questo suo primo campionato in Italia, abbiamo visto Ronaldo sollecitare i compagni a salire e nel frattempo e troppo spesso, l’allenatore della Juventus a suggerire Halma... ed invitare i suoi giocatori invece a scendere... a mantenersi prudenti.

Conosciamo ormai fin troppo bene il credo calcistico di Allegri. Per il tecnico bianconero è fondamentale prendere meno gol possibili piuttosto che cercare in ogni modo di farne uno in più dell’avversario. Più importante non rischiare di perdere piuttosto che rischiare di vincere... Ronaldo la pensa esattamente all’opposto, lui vuole attaccare e sopratutto vuole segnare, segnare sempre ed il più possibile.

Durante il mach di domenica al San Paolo, il nervosismo del campione portoghese si è manifestato più spesso che in precedenti occasioni ed in maniera più plateale. E' uscito dal campo rabbuiato nonostante la vittoria...
A Ronaldo non è andato giù l'atteggiamento della squadra, quasi sempre rintanata nella propria metà campo, nella propria area... L'abbiamo visto gesticolare con i compagni, allargare le braccia sconsolato, suggerire la posizione, invitarli al pressing più alto.
Ha provato a dare l'esempio provando qualche scatto rabbioso, qualche pressing solitario. Si è voltato spesso verso la panchina  gesticolando ed  indicando la spaccatura esistente tra l'attacco e la difesa, avvicinandosi poi al tecnico, sconsolato, bere un sorso d'acqua scuotendo la testa…

Non è la prima volta che in questi ultimi anni qualche grande giocatore ha deciso di abbandonare la squadra bianconera per incompatibilità tattica con l'allenatore livornese.
Tevez ad esempio, sanguigno e battagliero si era sempre sentito a proprio agio con Conte e gli è bastato 1 anno con Allegri per riscoprire una irrefrenabile e improvvisa nostalgia per la propria terra e per la squadra del cuore: il Boca Junior.
Dani Alves non le mandò a dire... per lui il calcio era sopratutto divertimento e spettacolo, non poteva adattarsi a quel gioco remissivo e attendista, che mai avrebbe portato la Juventus ad affermarsi anche in Europa. Non so se ci sia stato finora qualche confronto o chiarimento tra Ronaldo ed Allegri.

Stamani il quotidiano torinese Tuttosport  titola in prima pagina ‘’Ronaldo cambia la Juve’’ specificando nel sottotitolo che Allegri è d’accordo con l’idea di Ronaldo, e cioè... che la Juve debba disporsi in campo in maniera meno attendista e prudente e sopratutto debba disporsi in maniera più propositiva ed efficace in fase d'attacco.
Ma se anche l’allenatore è d’accordo su questo aspetto tattico fondamentale, perché la Juventus continua a giocare con la coda tra le gambe?
Perché questa Juventus somiglia sempre più ad una candela che sta terminando il suo corso e sembra pronta a spegnersi da un momento ad un altro?
Perché in questi 5 anni si è passati da una Juventus ‘’tigre’’, quella di Conte, che azzannava gli avversari pur non avendo grandi campioni, ad una Juventus ‘’gatto persiano’’ che nonostante i grandi giocatori a disposizione è più propensa a fare le fusa? E gli basta qualche zampata per  sistemare quei tre o quattro topolini con i quali gioca qui in Italia?

Questo l’interrogativo fondamentale che la società Juventus è tenuta a sciogliere nel più breve tempo possibile, urgono scelte fondamentali, decisive, ed è già tardi... Prima che sia troppo tardi...