Stante la mia totale neutralità sul chi tifare per questi Mondiali, mi ero ripromesso di guardare due partite: Portogallo-Spagna e Argentina-Islanda. La prima non ha deluso le attese. La seconda, neppure. Per quale motivo? Perché mi aspettavo questa Argentina e soprattutto questo Messi

Dal 1993, anno dell'ultimo successo in Coppa America, l'Albiceleste si presenta ai blocchi di partenza quasi sempre con il miglior attacco in assoluto, e puntualmente fallisce. Solo per restare alla rassegna iridata: nel 1994 schiera in avanti Caniggia, Batistuta, Maradona e Balbo; risultato: ottavi di finale. Nel 1998 a guidare il reparto offensivo sono Batistuta, Claudio Lopez, Ortega, Veron, Balbo e Crespo; risultato: quarti di finale. Nel 2002 gli stessi interpreti non vanno oltre il primo turno. Nel 2006 Saviola, Crespo, Tevez, Palacio, Milito, J. Cruz e Messi sono appena sufficienti per raggiungere i quarti. Nel 2010 stessa musica: Di Maria, Messi, Higuain, Tevez, Aguero, Palermo e Milito si fermano nuovamente ai quarti. Nel 2014 fuori Milito, Tevez e Palermo e dentro Palacio e Lavezzi, l'Argentina arriva in finale con enorme fatica e perde dalla Germania. Una selezione potenzialmente fortissima che non è mai riuscita a sfruttare appieno le straordinarie risorse di cui dispone. E sarà così anche stavolta.

E veniamo a Messi. Ritengo superfluo riesumare i suoi insuccessi con l'Argentina, dai tre secondi posti in Coppa America (2007, 2015 e 2016) alla delusione più cocente di tutte, quattro anni fa allo stadio Maracanã. Il 31enne di Rosario è frenato da qualcosa più grande di lui, come un'ombra gigante che aleggia costantemente dietro il numero 10 ogni volta che indossa la maglia della sua Nazionale. Un'ombra che ha un nome e un cognome, Diego Armando Maradona, che lo perseguita e che non gli consente di scrollarsi di dosso quell'inadeguatezza di fondo che ne ha sempre contraddistinto le prestazioni con la Selección

Io non posso pensare che un fuoriclasse che ha messo a segno nella sua carriera 552 gol in 637 partite col Barcellona, di cui 100 solo in Champions League, non sia in grado di infilare neppure una rete nella fase finale di un Mondiale. Critica obbligata: in blaugrana hanno un gioco collaudato fatto per esaltare le caratteristiche della Pulce. E a questo io rispondo con una domanda: perché l'unico altro fuoriclasse allo stesso livello di Messi, vale a dire Cristiano Ronaldo, è un mostro sia col Real Madrid che col Portogallo? Solo una questione tecnica o anche mentale? A mio parere Messi è rimasto al Maracanã, il 13 luglio 2014, e da lì non si è più mosso. E finché ci sarà lui al centro di tutto, i biancocelesti il Mondiale non lo vinceranno mai.

Concludendo, azzardo una previsione. L'Argentina faticherà e non poco, ma passerà i gironi, e si fermerà tra gli ottavi e i quarti. Messi finirà la competizione iridata senza squilli, magari con un paio di gol buoni solo per aggiornare le statistiche. Anche stavolta, verosimilmente per l'ultima volta.