I sempre più depressi Piatek e Paquetá giunsero a Milano un anno fa, con l’etichetra di salvatori della patria e la somma di 70 milioni che usciva dalle casse rossonere a completare la mezza miliardata andata in malora negli ultimi cinque anni.

Piatek mi fece urlare al miracolo dopo le due pappine al Napoli in Coppa Italia, in cui sbranò Koulibaly : per il resto della stagione il suo rendimento fu ottimo ed anche il calo realizzativo nelle ultime gare, non mi faceva minimamente presagire che fosse un acquisto sbagliato. Oggi al netto di un girone di andata orripilante, ho meno certezze sul polacco, ma su di lui non mollerei, non fosse altro perché sono secoli che non molliamo con giocatori che sono brocchi certificati da timbro e ceralacca da anni e sono sempre partiti titolari facendoci perdere una montagna di punti (e ce ne faranno perdere ancora visto il pugno di acciaio in panchina).

Discorso diverso per Paquetá: appena arrivato lo osservavo con attenzione e mi chiedevo dove stesse l’ottimo giocatore che i gazzettieri incensavano il giorno dopo con la puntualità di un orologio svizzero. Me lo sto chiedendo ancora adesso e sul carioca mi faccio le stesse identiche illusioni che ho sui Suso, Calhanoglu, Biglia e Kessie: sono dei Montolivo/Bertolacci bis, la Vendetta. Non li vuole nessuno se non in prestito: fardelloni a bilancio e pesi tecnici che avremo sul groppo fino a scadenza e per i quali ringraziamo sentitamente i loro acuti mentori, tutti DS di fama internazionale e di zeru risultati.

Intanto il mercato invernale volge al suo epilogo e le figure patinate di Boban e Maldini cominciano a registrare un leggero rialzo delle loro quotazioni, non tanto perché non chiudono (probabilmente non lo hanno mai nemmeno cercato) per il centrocampista di potenza fisica che ci servirebbe come l’aria, quanto per le esplosioni di Theo, Bennacer e Rebic e per il ritorno di Ibra.

Ci hanno provato ed è andata bene : rimandatissimi Leao (che comincia a deprimermi), Krunic (che non gioca), e Duarte (che è un bidoncello). Di questi tempi sono già risultati spettacolari, visto che l’intera campagna di Mirabeauty è da discarica abusiva!

Coraggio  miei giovani e prodi manager, vecchie glorie rossonere! Mi rendo conto che parlare coi Singer è come comunicare con Zeus per un Acheo : non si sa mai se ti ascolta, ma hai il ragionevole sospetto che non sappia nemmeno chi tu sia. Quanto al dialogo, soprattutto tecnico, con il prode Gazzidis,...immagino le soddisfazioni.