Il tifoso juventino DOC non dorme sonni tranquilli da un po', morso dai corsi e ricorsi storici. Nessuno juventino che si rispetti, infatti, ha mai dimenticato quell'estate infame in cui, mentre con mani e orecchie sapienti si ordiva la trama di Calciopoli, la dirigenza fu obbligata a vendere Ibrahimovic e Vieira all'Inter, dando il "la" alla grande epopea nerazzurra. 

Bene. Da quando Fabio Paratici e Wanda Nara si sono incontrati casualmente a Ibiza, il suddetto juventino vive nel terrore che nuove esigenze di bilancio (?) motivino un nuovo regalo ai tifosi dell'Inter. In primo luogo perché sentire parlare di problemi bilancio per la ricchissima proprietà bianconera fa sorridere, ma è la triste realtà. In secondo luogo perché la consueta incapacità di fare mercato in uscita sembra far intravedere ogni giorno di più il triste epilogo: lo scambio Dybala-Icardi.

Tutti gli esperti sanno che, come confermato indirettamente da Marotta e direttamente da Wanda Nara, l'anno scorso Juventus e Inter avevano concluso lo scambio tra Higuain e Icardi. Lo stesso Paratici ha detto esplicitamente che fosse uno dei modi per risollevare il morale juventino. Soltanto il fiero e ostinato rifiuto di Icardi fece all'epoca saltare il tutto, dando il "la" alla funesta stagione sia di Higuain, che di Icardi. Sinceramente non si capisce come un giocatore che l'anno scorso valeva come Higuain, dopo sei mesi passati senza giocare, valga come Dybala. Sono i misteri del mercato dei fenomeni, che evidentemente capiscono di calcio e di finanza più di noi.

Marotta, dal canto suo, guarda come il cinese in riva al fiume arrivare un Paratici bisognoso di ossigeno, che mendichi lo scambio in ossequio alle amate plusvalenze pur di ridare vita alle casse juventine: ne deriverebbe un arricchimento reciproco, con l'Inter prontissima a reinvestire la plusvalenza su Milinkovic-Savic. Sarebbe chiaro a quel punto che, grazie alla risoluzione di tutte le urgenze dell'Inter, la coppia Marotta-Paratici potrebbe assicurarsi, paradossalmente, il nono scudetto consecutivo, questa volta a Milano.