"Palermo e Zamparini, un idillio eterno"                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

Tenterò di spiegare la differenza tra una società di calcio seria, affidabile (qualcuna ancora oggi esiste) ed una società capeggiata da “incantatori di serpenti” ed “arrampicatori di specchi”.  
Ci sono dei team societari composti da investitori ed imprenditori di marketing pubblicitario e d’immagine, con casse stracolme di denaro.
Quel denaro, in gergo finanziario, “flottane”, invece di “donarlo” e finire nelle tasche dello Stato italiano sottoforma di cavilli sempre nuovi e di esose tassazioni, lo si fa confluire, transitare, “lavandolo” in un altro investimento.
Spesso, chi ama uno sport in particolare, crea o acquisisce una società sportiva dilettantistica, quindi un’associazione o una cooperazione, oppure una Srl, se si vuol coinvolgere investitori ed azionisti di un certo calibro, è indicata una società che abbia come denominazione finanziaria la sigla SpA, ovvero, una Società per Azioni.
All’estero, ci sono delle realtà, che personalmente ammiro, in quanto anche i tifosi possono fare parte del consiglio direttivo, acquistando un numero minimo di azioni, ved il Barcellona, ce ne sono molte altre in Inghilterra, Olanda, Danimarca, Svezia e Germania, anche se militano in serie minori. Sempre più volti nuovi, affascinati dal mondo dello sport, o solo perché hanno necessità di camuffare in qualche modo in flottante o surplus di cassa, entrano, in punta di piedi, quasi per non far troppo rumore, anche nel mondo del pallone.
E’ sicuramente una mossa positiva economicamente parlando in quanto fanno girare un volume cospicuo di denaro, creando molti posti di lavoro. Di contro, in tanti non hanno alcuna nozione di come si gestisce al meglio una società sportiva. Solitamente, costoro si affidano a persone sbagliate o se hanno un carattere egocentrico, al loro fiuto per gli affari. 
A tal proposito, chi mastica di calcio, ricorderà quello che fece anni fa Maurizio Zamparini, ex presidente del Venezia Calcio, che pur non avendo una grande dimestichezza col mondo del calcio, quando la Regione Veneto ed il Comune di Venezia si opposero per l’ennesima volta alla creazione del nuovo stadio nelle città lagunare, lasciò la presidenza, con la discesa del Venezia in serie B.
A quasi 76anni, fiutò, come un setter da caccia, l’affarone per acquisire il Palermo Calcio. per una cifra molto contenuta, militava in serie B, ed era fallito più volte, nessun imprenditore siciliano voleva più saperne di investire altro denaro. Ben presto si ritrovò con una grande botte piena di buon vino siciliano e la moglie ubriaca: aveva fatto Bingo!

L’ascesa: porta subito il Palermo in serie A, dopo più di 30 anni di cadetteria. Iniziò a scorree linfa vitale. Ama contornarsi di dirigenti capaci e d’ottimo fiuto, come  Rino Foschi, Giorgio Perinetti, Walter Sabatini ed anche se faceva fuori una serie innumerevole di allenatori (ben 51), a Palermo ebbe un idillio d’amore prima con l’allenatore Francesco Guidolin e successivamente con Delio Rossi, dopo aver cacciato, Iachini, Tedino, Sannino e Ballardini.
Insomma, si parla molto spesso della componente fortuna, ed è vero che ci vuole in tutto quello che si fa ed occorre l’azzardo,ma se hai la fortuna dalla tua parte e sei scadente in altro, non si va molto lontano. Evidentemente, Zamparini, sarà nato con la camicia addosso! Anche se schivo, imprevedibile e vulcanico, conquista in cuore dei tifosi del Palermo e non solo. La gente lo ama e lo osanna per quello che è. Lui lo sa bene e ricambia. Presto, molto presto, ha tutte le mattine la colazione pagata nei due bar che è solito frequentare.
La gente di Palermo lo fa immergere nella magica atmosfera della metropoli del sud. E quando lui si lascia andare, lo rimpinzano di arancine, pitoni, mozzarella in carrozza, iris, panini ca meusa, panelle e crocchette, fritto misto di mare, pasta con le sarde alla palermitana, piccoli sformati di pasta anelletti alla norma, e chi più ne ha più ne metta. Ammetterà in diretta, in una edizione della DS, che lo stanno facendo diventare obeso!

La gente di Sicilia, quando si affeziona a qualcuno, dimostra l’affetto in mille modi, ma solitamente come prima cosa ci tiene molto a far conoscere le bontà della propria gastronomia. La loro infinita generosità, il loro sorriso contagioso e il loro parlare ad alta voce molte volte vengono scambiate per invadenza senza limiti nella vita degli altri. Ma il siciliano in linea di massima è così con tutti, soprattutto con gli amici, si toglierebbe il pane di bocca per poter aiutare un caro amico o una persona che stima.

Zamparini, dalla sua parte, aveva una tifoseria affamata di vedere il Palermo protagonista nella serie che conta. Lo stadio palermitano, inoltre, gli mette a disposizione ben 50.000 posti, anche se in uno stadio fatiscente, come d’altronde lo sono in grandissima parte gli stadi dei club che militano nella massima serie. Per non parlare di quello che si vede nelle serie minori, allucinante!
La fame del calcio che conta, dopo la prolungata astinenza, e quella capienza, gli garantiscono 35-40 mila abbonati a stagione, senza contare i prezzi pieni (sempre esosi) di coloro che inorgogliti delle prodezze del Palermo si spostano anche per fare più di 300 km. tra andata e ritorno.
Pullman organizzati e treni speciali che dalla Sicilia orientale raggiungono il capoluogo, situato nella zona centro- occidentale della Sicilia. I mezzi di trasporto vengono quintuplicati in occasione delle trasferte con le squadre più blasonate.

La scomparsa di Zamparini non è passata affatto inosservata.
Così lo ricorda l’ex d.s. del Palermo, Giorgio Perinetti: “Mi aveva già contattato nel 2010, il giorno prima dello scontro diretto con la Sampdoria per la qualificazione in Champions League. Gli dissi che non potevo espormi, dato che c’era ancora Sabatini. Tutto nacque perché segnalai Ilicic, dicendo al presidente quanto fosse forte. Poi lo videro all’opera contro il Maribor e lo acquistarono.  E’ noto a tutti gli amanti del pallone, che fuoriclasse sia diventato in seguito, lo sloveno.

“Con i talenti scoperti da Maurizio Zamparini, ci si potrebbe fare una Nazionale di calcio”. Così afferma Beppe Sannino, uno dei 51 allenatori esonerati dal vulcanico ex patron del Palermo, sulla panchina nel 2012,  Sannino, ha ricordato i nomi di Dybala, Cavani,  Pastore, Ilicic... una marea di giocatori.

Lui è stato un precursore, amato da Palermo per avergli fatto toccare il cielo con un dito. Sanguigno, burbero ma sincero: faceva anche un po’ parte del personaggio che si era costruito. Comunque un uomo di calcio straordinario, e non lo dico perché è scomparso, lo dico in tutta sincerità. Nei suoi confronti provo solo stima ed amore. L’anno più bello della mia carriera è stato con lui a Palermo”.

In effetti, il Palermo di Maurizio Zamparini (2002 – 2018), almanacco alla mano, è stato il più forte della storia rosanero, tornato in Serie A dopo 31 anni di assenza, con tanto di qualificazioni in Europa e la finale di Coppa d’Italia all’Olimpico di Roma del maggio 2011, con piazza di Spagna invasa dai colori rosanero. Zamparini ha realizzato i sogni dei tifosi del Palermo, portando allo stadio Renzo Barbera giocatori di altissimo livello, molti dei quali ancora oggi in attività, come allenatori.

Dybala ricorda Zamparini: “Sei stato il primo a credere in me, ti ricorderò per sempre!” Partiamo con Luca Toni, il bomber che, con i suoi 30 goal, trascinò il Palermo in Serie A nel 2004 e ne mise a segno altri 20 nella stagione successiva.  Che dire, poi, di Eugenio Corini, il capitano di quella fantastica squadra, ancora oggi nei cuori dei tifosi rosanero. Se si potesse, toglieremmo la statua di Ruggero VII° dal Politeama, per sostituirla con una sua! Passiamo a Fabio Grosso. Sì, il difensore romano, oggi tecnico del Frosinone, che a Palermo si conquistò un posto nella Nazionale che vinse i mondiali del 2006 in Germania, decisivo nella semifinale con i padroni di casa.  Suo il rigore che sancì il successo con la Francia.  Suo l’urlo passato alla storia.

Ah, già. Lamberto Zauli, il Zidane del Palermo. Che coppia con Luca Toni!  Pura magia.  E di Andrea Barzagli che si può scrivere? Acquistato dal Chievo Verona nel 2004, anche lui finisce per indossare la maglia azzurra, poi ceduto al Wolfsburg, in Germania, prima di tornare in Italia, con la maglia della Juventus, con cui vinse molti titoli. Accanto a lui c’era Cristian Zaccardo, modenese, che con la maglia del Palermo collezionò 142 presenze e 8 reti.

Un altro azzurro, campione del mondo, fu Simone Barone, arrivato dal Parma nel 2004. Un metronomo. Parlava poco, ma faceva tanto lavoro in mezzo al campo. Ok, andiamo avanti: Ve lo ricordate  Mark Bresciano?  Tutti abbiamo amato l’esultanza da statua dell’australiano quando segnava un goal. Che brividi al Renzo Barbera… Così come le reti d’autore firmati da Edinson Cavani, con le sue cavalcate sulla fascia, da una porta all’altra.  Come faceva a terminare in piedi le partite?   Da Palermo, scovato in Uruguay da Zamparini all’età di 20 anni, è cominciata la sua favola calcistica, con le maglie di Napoli, di Paris Saint Germain ed oggi milita nel Manchester United al fianco di Cristiano Ronaldo.

Di bravi portieri, il Palermo ne ha avuti tanti. Salvatore Sirigu, uno dei più forti numeri uno della storia rosanero, oggi ancora in Serie A. Sì, nella lunga lista dei campioni c’è Fabrizio Miccoli. Lasciamo perdere la sua vicenda giudiziaria. Nessuno come lui ha segnato così tanto con la maglia del Palermo: 74 goal in 165 partite.

Passiamo alla coda bionda: Federico Balzaretti che ha giocato con Torino, Juventus e Fiorentina prima di indossare la maglia rosanero ma è stato a Palermo che ha dimostrato di essere un gran bel giocatore, guadagnandosi la Nazionale e facendo parte della squadra che ha sfiorato la qualificazione in Champions League! Ah, se Igor Budan non avesse sbagliato quel goal con la Sampdoria, con il “Renzo Barbera” strapieno! Ma i palermitani gli vogliamo tanto bene ugualmente, non portano affatto alcun rancore.

A Palermo ci ha fatto sognare anche Amauri, prima di un maledetto infortunio del 23 dicembre 2006 che, se non ci fosse stato, chissà dove sarebbe arrivato quel Palermo! Amauri, era una furia della natura. Passò poi alla Juventus ma ancora oggi, su Instagram, non fa altro che parlare dei suoi anni in Sicilia.

Attenzione, ora il cuore batte ancora più forte: Javier Pastore, l’argentino. 
Che classe! Che giocate! Colpi mai visti al Barbera. E quei tre goal al Catania (acerrimi nemici sportivi) ancora oggi fanno parte delle partite leggendarie. Pastore, fu venduto per 42 milioni di euro al Paris Saint Germain:  un grande colpo imprenditoriale  di Zamparini, anche se fino alla fine ne voleva intascare 50 di milioni, diceva che Pastore li valeva tutti!

Ricordo un Napoli - Palermo prima della sosta natalizia, quando Javier Pastore toccò il primo pallone face un sombrero ad un difensore partenopeo e un tunnel al secondo (da applausi a scena aperta), dallo stadio gremito si levò una domanda a gran voce: “Ma se un Pastore costa 50 milioni, tutto il presepe quanto costa?”. Ci fu una risata generale contagiosa, ovviamente i tifosi del Napoli l’avevano detto in dialetto.

Ditemi quel è quel tifoso che non si stizzisce quando il presidente vende i migliori pezzi…
E’ ovvio, ci si resta male, ma se il buon Zamparini non avesse venduto qualche pezzo forte, non avrebbe potuto mantenere a quei livelli per tutti quegli anni il Palermo in serie A.
Infine, un trio. Uno di quelli tosti. Uno di quelli che hanno arricchito d’affetto il cuore di ogni tifoso rosanero: Franco Vasquez, Andrea Belotti e Paulo Dybala, affettuosamente chiamato “ù picciriddu”arrivò a Palermo che aveva solo 16 anni.

Qui gli occhi diventano rossi per la commozione, se ami lo sport al di là del tifo, sono due cose distinte e separate, ma se non sei sportivo, non puoi essere mai un tifoso! Ed ancora prima che il foglio finisca… Josip Ilicic, Fabio Simplicio, Cesare Bovo, Mattia Cassani, Franco Brienza, Giuseppe Biava … e tutti gli altri … Tutti, nessuno escluso!
Queste copiose lacrime dal sapore dolce-amaro son dedicate con tutto il cuore al buon Maurizio Zamparini. Perché ha fatto sognare e a volte incavolare con le sue decisioni, una città intera, anzi, un’isola intera! Zamparini, è riuscito a trasmettere emozioni indimenticabili, encomiabili.

Grazie di tutto, mitico presidente.

P.S.:  A Palermo, il presidente fu insignito della cittadinanza onoraria come palermitano. In una zona centrale di Palermo è stata rimossa una vecchia statua di Nino Bixio (un mercenario dei mille) ed oggi sorge fulgida una bellissima statua intera in bronzo, a lui dedicata. 
Il giorno stesso della sua dipartita, il Governatore della Regione Sicilia e i supporters rosanero fecero recapitare un comunicato stampa alla famiglia Zamparini, dicendo che sarebbero stati onorati di ospitare le spoglie del mitico presidente.
Per ovvie ragioni, furono pubblicamente ringraziati per il nobile gesto d’amore infinito. Ma declinarono l’offerta.

 

Josh Gullotta