Sarà lui l'artefice della rivoluzione Inter 2.0. Sarà lui l'artista della prossima annata. Sarà lui il miglior allenatore italiano. Luciano "Lucio" Spalletti saprà stravolgere l'Inter sotto il profilo tattico e dei risultati, ridando a Cesare quello che è di Cesare. Con lui la parola "scudetto" non è più utopia. Due punti e mezzo a gara rappresenta una media stratosferica per l'Inter targata Luciano Spalletti nel primo spezzone del campionato appena concluso. Solo Allegri ha saputo far meglio in termini di risultati, con una Juventus ben più fornita e attrezzata in tutti i reparti. Spalletti è un'artista trasformista. Non solo dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche sotto il profilo umano, abile a mettere a proprio agio tutte le pedine a disposizione. Con la Roma ha fatto molto bene, questione Totti permettendo. Allenare piazze difficili come Roma può essere stato per "Lucio" un'arma a doppio taglio in termini di giudizi e commenti della critica. Ciononostante, con Spalletti l'Inter può vestire i panni di autentica protagonista della prossima stagione sportiva. Una metamorfosi totale quella interista, iniziata nella stagione 2017-2018 e che culminerà in quella che si profila oltre l'orizzonte estivo. Un capolavoro a livello tattico nel campionato che ha piazzato l'Inter tra i primi 4 posti, un carattere e un gioco che probabilmente non si vedevano dai tempi di Mourinho. Certo, la società non lo ha aiutato parecchio, isolandolo in alcune situazioni e costringendolo perfino a sfogarsi in sala stampa. Spalletti ha fatto capire di essere abituato ad affrontare con lucidità determinate situazioni, come aveva fatto vedere in parecchie circostanze anche a Roma, e questo alla lunga potrebbe rivelarsi un fattore decisivo e importante in una piazza abituata a grandi risultati come quella interista. Icardi o non Icardi a settembre, sicuramente l'argentino con "Lucio" si è saputo trasformare in perfetta macchina da gol, indispensabile alla causa interista. Funzionano tante cose in casa Inter, altre meno ma non per colpa del "Lucio" toscano, spesso criticato nella capitale, ma capace di ribaltare le sorti dell'Inter come un calzino. "Lucio" è un allenatore in grado di allenare la mente dei giocatori e di schierare una formazione a pennello, che mette in risalto le doti di ciascun singolo. Eppure quando tornò a Roma a inizio 2016 dopo cinque memorabili anni allo ZenithSpalletti non sembrava più quello di una volta, quello tutto tattica e spettacolo, abile perfino a far giocare Simone Perrotta, centrocampista puro, nell'insolito ruolo di attaccante di movimento. Kondogbia a parte, Spalletti ha saputo mettere in riga ciascuna pedina interista, facendo sentire tutti importanti, compreso Eder che, quando chiamato in causa, riesce spesso e volentieri a spostare gli equilibri del match. Solo Joao Mario, probabilmente, in casa Inter non era stato ancora in grado di ambientarsi a pieno ritmo. Il tempo è prezioso, da qui a fine estate potranno cambiare molte cose in entrata e in uscita. L'impressione comune è che questa Inter abbia tutte le carte in regole e le cartucce tattiche per mettere in difficoltà qualunque avversario e aggiudicarsi lo scudetto nella prossima stagione sportiva. Senza coppe quest'anno ci sono stati minori sforzi e non c'è stato obbligo di fare turnover. Ma ciò interessa relativamente, perché la società durante il periodo di pausa sta facendo di tutto per allestire una grande squadra e regalare un bel vantaggio a Spalletti in termini di vasta gamma del suo rosterRoster interista che potrà certamente vantarsi di avere una panchina attrezzata e ben assortita, con giocatori che potrebbero giocare come titolari in qualsiasi altra piazza. Basti pensare a De VrijSpalletti è astuto e preparato, saprà utilizzare tutti i suoi uomini nel modo migliore durante l'arco del campionato e anche in Champions. Con una sapiente gestione dello spogliatoio e con un Icardi sempre più leader letale di questa Inter, se veramente resterà a Milano. Col suo veleno, il serpentone nerazzurro può mordere e far male anche al più caro dei cugini. Milan sei avvisato. Juve, Napoli e Roma, attenzione. Lo scudetto non sarà una passeggiata. Al campo l'ultima sentenza.