L'oro di Greg! No, non è un film western, come "L'oro dei Mckenna", film del 1969, con Gregory Peck e Omar Sharif. E' la consacrazione, invece, di un atleta straordinario, Gregorio Paltrinieri (non Gregory Peck), e della nostra splendida nazionale di nuoto, che ha stravolto le ordinarie gerarchie internazionali del nuoto. Davanti a tutti c'è la solita nazionale USA, con 46 medaglie, delle quali 17 d'oro, poi la Cina, con 20 medaglie ma 12 d'oro, e terza l'Italia con 21 medaglie (più della Cina), ma con ben 9 medaglie d'oro. L'allenatore azzurro, Cesare Butini, ha dato un bel 10 ai suoi ragazzi, premiandoli della loro forza e della classe che in molti casi è emergente, prospettandosi una crescita non indifferente. E se Butini premia i suoi ragazzi, bisogna riconoscere alla federazione nuoto di avere programmato molto bene lo sviluppo agonistico del nostro sport acquatico. E posso esserne uno spettatore diretto. 

Tanti anni fa, una trentina circa, portai mio figlio a fare nuoto in piscina, un po' per farlo sfogare e la smettesse così di "stressarmi", ed anche per fargli fare uno sport sano che l'avrebbe anche temprato per il futuro. Mio figlio aveva sei anni, e così per dire, proposi agli allenatori presenti se potesse fare nuoto agonistico. La risposta mi lasciò interdetto: "E' troppo grande ormai, per il nuoto agonistico devono cominciare non dopo i tre anni!" "Semmai - fu la proposta - andrebbe bene per la pallanuoto". Rimasi di stucco, e mi dissi: "Questi sono pazzi!". Ed invece no, avevano ragione loro. E fu da quella rivoluzione, probabilmente ben studiata dai tecnici della federazione, che il nuoto italiano prese una piega diversa. Noi siamo sempre stati parenti poveri del nuoto internazionale, dovendo subire nazionali meglio organizzate come Stati Uniti, Ausralia e Germania, oltre a nazionali super dopate, come Germania Est, URSS e Cina. Bisogna tenere presente che la Cina ha 1 miliardo e cinquecento milioni di abitanti, e gli Stati Uniti 300 milioni, noi 60 milioni! Un bacino non indfferente di utenti a nostro sfavore. E le difficoltà non erano solo quelle, ma qualcosa cambiò.

Per il doping, hanno provveduto gli organismi internazinali preposti ai controlli, per il recupero di competività, la nuova scelta dell'Italia. Perché la scelta paga? In primo luogo, i bambini già introdotti all'abitudine all'acqua, un elemento poco naturale per l'uomo, riescono a sviluppare una facilità di galleggiamento e di movimento attitudinale. Poi, la selezione, più accurata e con maggiori soggetti a disposizione, e il vantaggio di non vedersi sfuggire talenti verso altri sport, magari più attraenti ma meno adatti alle loro possibilità di sviluppo agonistico.
Dall'altra, ci mettiamo la crescita fisica dei nostri giovani, ormai a livello dei loro coetanei anglosassoni o teutonici. Infatti l'altezza media dei nostri giovani è fortemente aumentata, sia per implicazioni alimentari, sia per la propensione a seguire attività sportive, come ad esempio il nuoto stesso, che espande le capacità di sviluppo scheletrico e muscolare. Sicuramente, dobbiamo anche fare i complimenti alla federazione per il fatto che ha saputo legare le varie società, attraendole verso un fine comune, oltre che agonistico. Ogni società può partecipare a competizioni di squadra e regionali, sapendo che i loro migliori nuotatori possono essere il viatico di una buona pubblicità per il movimento, anche locale, oltre a supportare la nostra Nazionale.
Nel frattempo, abbiamo visto l'esplosione di talenti eccezionali, come Federica Pellegrini, ed ancor prima Domenico Fioravanti e Massimiliano Rosolino, tutti vincitori di medaglie d'oro a mondiali ed olimpiadi. E sono solo un esempio, poiché grazie ad altri ottimi nuotatori, il palmarés si è ricoperto di metalli pesanti e la consapevolezza che il materiale c'è e può solo progredire. E' triste ricordare che la nostra edizione dei mondiali di nuoto del 1994, a Roma, portò solo una medaglia d'oro, ed una di bronzo, ma non nel nuoto. Infatti l'oro lo vinse la squadra maschile di pallanuoto, ed il bronzo la squadra femminile. Nelle competizioni in vasca, ci fu il nulla assoluto, ma scoppiò lo scandalo doping, che colpì soprattutto i nuotatori cinesi. Bisogna comunque ricordare la tradizione vincente della nostra pallanuoto, che ha vinto molti titoli mondiali e olimpici, sin dagli anni sessanta. E vorrei ricordare che in Italia abbiamo un arzillo ultraottantenne, di nome Eraldo Pizzo, detto il "caimano", che è universalmente considerato il "Pelè" della pallanuoto. Insieme a Manuel Estiarte(spagnolo), considerato il più forte di tutti i tempi. Nella sua magica Pro Recco, fece vedere che cos'era la classe in acqua e calottina. Recco è un paese della zona levante di Genova, molto carino, e nemmeno grande, ma ancora oggi una delle capitali mondiali della pallanuoto. 

Ma che dire dei giovani d'oggi, e per appunto il nostro Greg? Il nostro nuotatore di Carpi è notoriamente tifoso della Juventus, e ciò me lo rende ancora più simpatico. Da notare che si allena con il suo amico Acerenza, di chiare origini campane, ed immagino gli sfottò quando giocano Juve e Napoli. Ed il suo amico lo ha accompagnato nella medaglia d'oro dei dieci chilometri, arrivando secondo, e mentre scrivo un altro italiano ci consegna la medaglia d'oro sulla distanza dei venticinque chilometri (io neanche in bicicletta) Dario Verani, portando definitivamente a nove gli ori conquistati dai nostri favolosi ragazzi. E nella crescita di gruppo, si deve riconoscere la capacità di esprimersi in stili dove non ci presentavamo neanche in vasca, come dorso e rana, con Tommaso Ceccon, 100 dorso e record del mondo. Benedetta Pilato, 100 rana, oro a 17 anni, detentrice del record del mondo 50 rana, dove è arrivata seconda. Nicolo' Martinenghi, oro nei 100 rana, e record italiano. Il duo misto sincronizzato, Lucrezia Ruggiero e Giorgio Minisini, due volte oro, in due specialità diverse. La staffetta mista 4x100, Ceccon, Martinenghi, Burdisso e Miressi con uno splendido oro e record europeo. E non dimentichiamo le nostre sincronette, sempre in miglioramento con un argento ed un bronzo. E una citazione a Chiara Pellicani e Matteo Santoro, 34 anni in due, argento nei tuffi sincronizzati.
L'immagine finale la dedico a Gregorio Paltrinieri, quattro volte campione del mondo, con titoli olimpici nel carniere, e che ha vinto l'oro nei 1500 stile libero, in vasca, e l'oro nei diecimila in acqua libere, più l'argento nei cinque kilometri.
Che dire? Grazie, e chissà se da lassù i nostri Chiaffredo Rora e Nino Bianchi, grandi nuotatori morti a Brema nel disastro aereo del 1966, ci guardano e gioiscono con noi, mentre nuotano tra le nuvole del cielo, in cerca di medaglie che non avranno mai più, ma nella gloria del Signore.