In un mondo ideale allo stadio di calcio i tifosi vanno per tifare la propria squadra di calcio e basta.   
Invece sembra che lo stadio di calcio sia un'arena dove alcune persone si sentono autorizzate a insultare  città, persone e quant'altro. Ormai è consuetudine sentire cori contro Napoli,  "Noi non siamo Napoletani"  "Vesuvio lavali con il fuoco" e altri  che insultano pesantemente Napoli.  Non solo cori, ma anche gli striscioni  che inneggiano alle tragedia come quelle di Superga o dell'Heysel. Non parliamo degli insulti di carattere razzista. Lo stadio diventa una sorta di valvola di sfogo per chi è arrabbiato e deluso dalla vita e cerca di  sfogare questa sua frustrazione allo stadio cantano insulti agli altri. 

Allo stadio  si dovrebbero andare a tifare per la propria squadra, ma forse è una pura utopia. Ma chi insulta un giocatore o allenatore avversario, denigrandoli per caratteristiche fisiche o di nazionalità, non merita alcuna giustificazione e va considerato come la feccia della società. 

Non solo insulti e volgarità.
Spesso i pullman di squadre in trasferta vengono accolti da frustrati che tirano uova e pietre, arrivando al delirio di voler fare chissà che cosa.  Forse la società dovrebbe intervenire più pesantemente per evitare determinati comportamenti.
Ma per far sì che lo stadio sia un luogo decisamente migliore, si dovrebbe cominciare a lavorare dal basso e cominciare a educare i ragazzini  al buon comportamento dello stadio. Utopia? L'ignoranza e la diseducazione vanno combattuti sempre e mai giustificati.   

I professionisti devono rispondere agli insulti? E' difficile rimanere indifferenti agli insulti che ti vengono fatti per novanta minuti, e chi risponde va assolutamente compreso. Ancelotti, a differenza di Mourinho, non ha risposto, ma non ha nascosto il suo fastidio a fine partita di Juventus-Napoli. 
Mourinho ha risposto come ha fatto all'andata e come ha fatto a Londra dopo  Chelsea-Manchester ai tifosi  londinesi che lo insultavano. In Inter-Barcellona, Vidal è stato insultato appena entrato in campo visto la sua esperienza alla Juventus.
Niente e nessuno giustifica l'insulto all'avversario. A mio modo di vedere, non va mai giustificato e sempre combattuto, a partire dai media. 

 

Bassano Giancarlo.