Il calcio ai tempi del coronavirus non verrà ricordato solo per gli stadi vuoti, per il calcio esclusivamente televisivo, per chi se lo può permettere, ma anche per le enorme discrepanze economiche che si stanno affermando. Ed il calciomercato ne è la vetrina di queste discrepanze. Sarà un campionato spaccato più del solito, ne risentirà la competitività, e la lotta scudetto, salvo eclatanti catastrofi, forse neanche ci sarà.
La Juve per il decimo anno consecutivo rischia di vincere lo scudetto
, ma soprattutto rischia di vincerlo senza una reale competizione. E le conseguenze poi si vedono in Europa. Perché quando il campionato non è competitivo, diventando quasi noioso, e privo di stimoli, in Europa le prendi.

La Juventus ha già lo scudetto in mano? Probabile.
Nessuna società della SerieA è al suo livello. Punto. L'Inter è sulla carta l'unica che potrebbe ostacolarla, di questo si parla. Ostacolarla. Ma lo scudetto non è cosa di questa Inter. Né di qualsiasi altra squadra della Serie A che non sia la Juve. Poi ognuno può farsi tutti i film che vuole. Ci mancherebbe. È divertente sentir dire dalle parti di Bergamo che l'Atalanta vuole competere per lo scudetto. Fantastico. Tutti sognano un nuovo Leicester. Tanto di cappello all'Atalanta. Oramai non più incognita, ma grande squadra che ha stupito in Europa. È interessante sentir dire che il Milan potrebbe lottare per lo scudetto. D'altronde in casa del diavolo sperano di uscire dall'inferno da anni, e il paradiso dello scudetto è una meritata illusione calcistica. E poi Napoli, Lazio, Roma, e chi altro possiamo inserirci? Cerchiamo di essere seri. Questo campionato rischia di essere uno dei meno competitivi di sempre della SerieA. Una cosa doveva essere fatta. Cogliere la palla al balzo per rendere il sistema più equilibrato ed evitare situazioni di marcato disequilibrio economico. Nessuno ha il coraggio di ridurre il numero delle squadre in SerieA. Nessuno ha il coraggio di riformare a dovere questa competizione. Ma continuando così, non solo la Juve dominerà per i prossimi vent'anni la serieA, ma a dirla tutta, non stupiamoci se poi magari la mollerà per quella Superleague che nel calcio post coronavirus rischia di essere più reale del peggior incubo che si materializza quando meno te lo aspetti.
E a questo punto non è detto neanche che sarà un male per il calcio.