Dopo tre pareggi consecutivi, l'Inter torna alla vittoria e lo fa nella partita più importante conquistando il pass per le semifinali di Coppa Italia ai danni della Fiorentina.
La Coppa Italia, spesso bistrattata e vista come un impiccio, sta riacquistando negli anni la sua importanza (nonostante una formula che permette alle otte big della Serie A di entrare in gioco solo nelle fasi finali,a differenza delle competizioni estere dove spesso capitano imprese storiche di formazioni di serie inferiori che superano le  squadre più blasonate) con i grandi club di Serie A  disposti a tutto pur di vincerla come dimostrano le formazione mandate in campo dove la parola turnover sembra essere scomparsa dai radar. Se il campionato resta un sogno (la Juventus è ancora di un altro livello e l'inserimento della Lazio non è certo d'aiuto) e l'Europa League complicata  (nonostante l'organico dell'Inter si uno dei migliori), la Coppa Italia  è forse la competizione più facile da vincere, viste le sole quattro partite da giocare (e vincere) per arrivare in finale. Per l'Inter, poi, la competizione diventa ancora più importante se si pensa che l'ultimo trofeo alzato al cielo è proprio la Coppa Italia vinta nel 2011 e che la sete di vittorie di Conte e della proprietà cinese potrebbero convergere proprio sulla Coppa nazionale.

Al di là del passaggio del turno contro la Fiorentina, Conte era alla ricerca di risposte dal punto di vista del risultato (visto il periodo di appannamento in campionato) e del gioco non sempre all'altezza delle aspettative di pubblico e critica ma anche dello stesso allenatore che punta sempre all'eccellenza. Risposte che alla fine della partita sono più che positive con il ritorno alla vittoria ed un gioco che in alcuni momenti della partita (soprattutto nella ripresa) è stato più che positivo. Falcidiato dalle assenze, Conte ha dovuto optare per un cambio di modulo schierando l'Inter con un quasi inedito 3-4-1-2 per ovviare alle pesanti assenze in mezzo al campo. Davanti al capitano Handanovic (che da leader aveva strigliato la squadra al termine della partita pareggiata col Cagliari,dimostrando tutta la sua maturità ed esperienza) la linea difensiva orfana di Skriniar e De Vrij ha visto i ritorni di Godin e Ranocchia con Bastoni (ormai titolare) in completamento del pacchetto arretrato. In mezzo al campo, quindi, le novità più importanti con la coppia Vecino (ormai tolto dal mercato) e Barella con Candreva e Young sugli esterni. Davanti spazio al trio Sanchez (in versione trequartista)Lautaro e Lukaku.

Primo tempo senza sussulti, quello che va in scena a San Siro, con l'Inter in difficoltà nel possesso e la Fiorentina (schierata più con un 5-3-2 che con un 3-5-2) decisa nel mantenere le posizioni senza scoprirsi troppo per paura dei possibili contropiedi della formazione di Conte. Ad iniziare meglio la partita è la Fiorentina che dopo pochi minuti spaventa la retroguardia nerazzurra con un tiro-cross di Lirola. Da lì in avanti la produzione offensiva dei viola è nulla con l'Inter in possesso del pallone ma in palese difficoltà dal punto di vista della costruzione. Le assenze di Brozovic e Borja Valero sommate a quella di De Vrij (vero e proprio regista arretrato) finiscono per penalizzare il giro palla nerazzurro con Barella e Vecino che faticano non poco nel trovare le punte e i tre difensori che spesso si lasciano andare a lanci lunghi nella terra di nessuno. Faticano oltremodo, poi, le tre punte con Lukaku e Lautaro mai innescati ed il povero Sanchez costretto a vagare per il campo alla ricerca della giusta posizione. Sul finire della frazione,e un pò a sorpresa,un'azione ben costruita,grazie a scambi nello stretto e un pizzico di fortuna,permette all'Inter di passare in vantaggio con Candreva abile ad insaccare quasi a porta vuota il gol del vantaggio.

A differenza delle scorse partite, quando l'Inter iniziava sotto ritmo i secondi tempi dimostrando troppa sicurezza verso il vantaggio acquisito nella prima frazione, la squadra di Conte inizia alla grande la ripresa costringendo la squadra di Iachini ad una difesa ad oltranza. La voglia e la determinazione di Barella e Vecino portano l'Inter ad essere più incisiva anche in fase di costruzione con Candreva in stato di grazia e Young inserito alla perfezione nelle dinamiche di squadra. Anche Lautaro inizia la ripresa con un altro spirito,regalando ai tifosi nerazzurri alcune delle sue giocate e sfiorando il gol con una botta al volo che sorvola di poco la traversa. Mentre Sanchez continua il suo peregrinare in mezzo al campo e Lukaku vive di spunti occasionali la sua partita,il più pericoloso diventa Vecino che di testa (la sua specialità) costringe il portiere avversario ad un grande intervento per evitare il raddoppio degli avversari. Il gol è nell'aria ma ha segnarlo non è l'Inter bensì la Fiorentina che sfrutta alla grande un calcio d'angolo mandando in gol Caceres che sovrasta (in maniera fallosa ma non ravvisata da arbitro e Var) Lautaro. Il gol dei viola crea uno sbandamento nella retroguardia nerazzurra che rischia di ricapitolare pochi minuti dopo quando Vlahovic si lascia ipnotizzare da Handanovic. Per dare una scossa alla squadra, Conte getta nella mischia Eriksen salutato da una vera e propria ovazione del pubblico interista e come per magia dopo un solo minuto dal suo ingresso in campo l'Inter torna in vantaggio grazie ad un grandissimo gol di Barella che al volo da fuori area lascia partire un missile che batte Terracciano.
La partita prosegue senza altre occasioni rilevanti, con l'Inter in netto controllo e la Fiorentina mai veramente pericolosa nonostante concluda la partita con quattro giocatori offensivi. 

Il 2-1 finale regala quindi all'Inter la semifinale di Coppa Italia dove affronterà il Napoli, squadra che vede la Coppia Italia come strada alternativa per l'approdo in Europa, oltre che come trofeo salva stagione visti i risultati negativi visti sotto il Vesuvio nell'ultimo periodo.