Leggendo il titolo dell'articolo penserete che a scriverlo è stato uno con le idee parecchio confuse... Se la prima cosa a cui avete pensato appena avete visto il pezzo è questa, beh, vi invito a salvare il link tra i preferiti di Google e tornare a leggerlo a fine maggio dell'anno venturo. L'Inter di Antonio Conte vincerà lo Scudetto, non è un proclama come potrebbe sembrare, sono milanista e figurarsi se mi mettessi pure a decantare le lodi dei primi rivali sportivi della mia squadra, in questo articolo predominerà la coerenza e vedrò di mettere in evidenza i motivi per cui l'Inter guidata da Conte sarà la squadra che interromperà l'egemonia della Juventus, che dura ormai da otto stagioni.

D'altro canto la storia della carriera del carismatico allenatore salentino parla chiaro: tolte alcune stagioni di ambientamento nei primi anni di professione nelle quali si è "fatto le ossa", perché Conte a differenza di molti ex grandi calciatori la gavetta l'ha fatta e i successi se li è sudati - mica stiamo parlando di Gattuso, di Seedorf, di Brocchi o di Pippo Inzaghi - dovunque è andato ha sempre raggiunto il massimo risultato sportivo, talvolta anche insperato, dopo un solo anno di lavoro. E' successo così al Bari ormai un decennio fa, dove dominò il campionato di Serie B e riportò i pugliesi in A, e un destino analogo lo ebbe il Siena sotto la sua guida nella stagione 2010-2011.

Ma è dopo la bella stagione in terra toscana che per lui arrivò la grande occasione: la panchina della Juventus, club ambizioso determinato a rilanciarsi dopo troppi anni di generale anonimato. E così accadde: allenando una compagine di molto inferiore alla contendente numero uno al titolo, il Milan, scalzò la concorrenza e la sua Juve dopo un solo anno sotto la sua guida tornò sul tetto d'Italia. E in bianconero così fu per tre stagioni, gettando le basi per costruire l'armata continentale che è oggi la Vecchia Signora.

Dopo questa esperienza, chiusasi non nel migliore dei modi, la più veloce ad accaparrarsi questo autentico fuoriclasse della panchina fu la FIGC, e fu così che Conte divenne allenatore della Nazionale Italiana. Da CT della selezione azzurra il suo percorso fu, se vogliamo, ancor più sorprendente: aveva sotto gestione una delle rose azzurre meno forti di sempre, potendo disporre di ben pochi giocatori di qualità. Ed è qui che Antonio mise in campo la sua più grande, straordinaria abilità: quella di saper trasformare i propri giocatori, facendoli rendere al triplo delle loro normali capacità. La Nazionale Italiana, che senza di lui soltanto un anno e mezzo più tardi neanche riuscì a qualificarsi al Campionato del Mondo, si presentò agli Europei di Francia 2016 senza troppe aspettative e a detta di tutti sarebbe già stato un grande risultato passare il girone: l'Italia spazzò via selezioni fortissime e candidate da tutti tra le possibili vincitrici, Belgio e Spagna, ed arrivò ad un rigore dal battere la Germania campione del Mondo e dalle conseguenti semifinali del torneo.

A Conte però stava stretto il mondo da selezionatore, lui che è un uomo di campo, e allora ecco che accettò l'offerta del Chelsea, anch'esso determinato a rilanciarsi dopo una fallimentare stagione chiusa al nono posto. E che continuo a fare: al primo anno sulla panchina londinese Conte, senza esperienza in tale campionato, conquistò la Premier League. La stagione seguente però non fu serena come la prima, lo spogliatoio sfuggì di mano, il bomber della squadra, Diego Costa, fu cacciato e diversi giocatori cardine, come Thibaut Courtois, David Luiz e Willian iniziarono a non sopportare più i suoi rigidi metodi di lavoro; fu così che, nonostante la FA Cup conquistata, Conte fu esonerato in malo modo dal club inglese dopo due sole vincenti stagioni. Ed è così che, dopo un anno sabbatico passato tra cause legali col Chelsea e tribune vip dei maggiori stadi italiani, Antonio Conte è approdato all'Inter, affascinato dal progetto nerazzurro e determinato a fare ciò che meglio gli riesce: vincere il campionato alla prima stagione, e così accadrà.

A valorizzare tale tesi non vi sono soltanto la storia della carriera di Conte, la sua meravigliosa capacità di elevare esponenzialmente i suoi player e l'undici già di per sé fortissimo che sta costruendo l'Inter, ma anche l'attuale situazione della Juventus, la quale negli ultimi nove anni mai si è trovata spaesata e in difficoltà come lo è oggi. A Torino, sponda bianconera, dopo cinque anni con Massimiliano Allegri, arriverà con ogni probabilità Maurizio Sarri, un allenatore che adotta uno stile di gioco completamente diverso da quello praticato nell'ultimo quinquennio con alla guida il tecnico livornese; un'idea di calcio, quella di Sarri, fatta di automatismi di gioco, schemi imparati a memoria e un'organizzazione difensiva prettamente a zona e che non ammette sbavature, alla quale saranno necessari i primi mesi di campionato per abituarsi, smaltendo nel frattempo le politiche tattiche di Allegri. Da tutto ciò l'Inter di Antonio Conte non potrà che trarre grande vantaggioLa prossima stagione l'Inter con Antonio Conte vincerà lo Scudetto e tornerà dopo dieci brutti anni di difficoltà a detenere lo scettro di campione d'Italia.