Nella mia educazione mi è sempre stata impartita una regola d'oro: se sei incazzato nero con qualcuno lascia trascorrere almeno 24 ore prima di rispondergli. Se non bastano, aspetta altre 24. Il problema è che in questo caso ho talmente il sangue agli occhi che posso far passare anche un mese e le cose non miglioreranno. Il target della mia invettiva è il Pallone-Gonfiato-Leonardo-Bonucci, scritto tutto attaccato. Un pagliaccio tronfio che un bel giorno di luglio decide che è troppo superiore tecnicamente e caratterialmente per giocare nella Juve e si fa coprire di soldi, con tanto di fascia da capitano, per andare a fare lo scolapasta a Milano sponda rossonera. Risultato: sesto posto finale, 42 gol subiti, sesta difesa del campionato. Fosse terminata lì non avrei avuto altro da dire: il Pallone-Gonfiato-Leonardo-Bonucci aveva fatto la prorpria scelta e aveva finito per pagare la sua boria. Il problema è che da Milano ce lo hanno rispedito indietro come un pacco postale. E in cambio gli abbiamo dato il miglior prospetto italiano: Caldara. 

Per lavarsi la coscienza molti dicono che Caldara sia una sorta di Rugani-bis: bravino ma incapace di essere il perno di una grande squadra. Staremo a vedere. Ciò che è certo è che il Pallone-Gonfiato-Leonardo-Bonucci oggi ci è costato 2 punti e da inizio anno abbiamo preso già 4 gol a causa sua. Lacune difensive che tutti, alla Juve, conoscevano. Eppure si è deciso di perseverare. Dicono che Marotta fosse contrario alla cessione di Higuain e al ritorno di Bonucci in cambio di Caldara. Non vorrei che ci avesse visto lungo, e per premiarlo della sua saggezza lo abbiano fatto fuori.