Caro giovane ragazzo,
come molti juventini, antichi e meno, mi ritrovo a meditare a tuttotondo sul tuo debutto da titolare avvenuto l'altra sera all"Allianz Arena.
Hai fatto bene, ti è andato tutto bene e ti meriti di certo il tuo momento di successo.
Châpeau!
Chi, come me, da molti anni segue il calcio (juventino e non) da appassionato prima ancora che da tifoso, ricorda moltissimi esordi di giovani talenti, ma non tutti gli episodi furono antesignani di carriere folgoranti.

Da sempre, e non solo in ambito calcistico, ad una prima prova ufficiale anche egregia non segue una costanza di risultato ed una evoluzione pari alle aspettative della prima ora.
Altre volte, al contrario, si può dire che il buon giorno si vede dal mattino ed in tal caso chi si sia trovato a condividere gli inizi ed abbia intuito le potenzialità potrà ricordare la data con intima soddisfazione  nel prosieguo della sua vita di supporter.
Nessuno può sapere oggi, come sarà il Tuo domani.
Troppe sono le variabili e, forse, non tutte dipenderanno da Te.
Tu, sinora, hai dimostrato di avere grandi numeri ed enormi doti naturali (il tutto, occasionalmente, si sposa con un nome Profetico).
Ritengo che tutto ciò che ti può mancare oggi, per vincolo anagrafico, potrà essere acquisito in seguito, attraverso la volontà e la professionalità che già  dimostri di possedere.

Il più pare Tu lo abbia già dentro; forse hai inalato le tue doti fin dal tuo primo vagito, in quel terreno di risaia dalla nobilissima storia calcistica di anteguerra... forse sei stato ispirato dalle figure indimenticate di quell'ambiente calcistico (ROSETTA, PIOLA e quant'altri, in una storia ultracentenaria...).
Di certo una buona scuola di Cantera ha provveduto a guidarti sinora, trasformandoti in ciò che sei oggi.
Più probabilmente una sinergia di situazioni ha plasmato il fenomeno che Tu oggi appari ai nostri occhi.

Ciò che vorrei sottolinearti, peraltro, esula dalla tua pura capacità tecnica e dal tuo ruolo di prima, piuttosto che di seconda punta.
Tu, forse senza rendertene conto, rappresenti un simbolo di formidabile spessore: italiano VERO, di seconda generazione, nato in un ambiente calcistico non (più) di primissimo livello -povera PRO!- prodotto comunque di scuola giovanile INTERNA, appartenente alla chiacchierata generazione dei millennials, ti ritrovi sulle spalla (numero a parte) la casacca che fu di Uomini leggendari: da John Charles a David Trezeguet, passando da personalità  tutt'altro che secondarie, come quelle di Paolo Rossi, di Bobo Vieri e tanti altri ancora.

Io spero. Io Ti auguro di vivo cuore di raggiungere e di superare addirittura le vette di quei grandissimi sotto il profilo professionale.
Tu per altro, a mio avviso, non rappresenti (solo) la figura di un grande centravanti.
Tu puoi essere l'esempio tangibile che tutta la Giustezza, la Saggezza, l'Eguaglianza, il corretto riconoscimento  del valore innato che il mondo moderno pare oggi reclamare SOLO A PAROLE, può essere una realtà che si può vivere sul serio.
Un simile messaggio da un lato può essere un viatico di speranza per altri giovani come Te. Dall'altro, il meccanismo può contribuire a lenire la sofferenza di chi giovane più non è e si sente spesso responsabile per aver contribuito a plasmare il mondo come è oggi: un mondo che, in realtà, non era che un prestito da restituire, magari migliorato, a chi fosse venuto dopo.
Il fatto poi che, nella eventualità, questo miracolo possa avvenire nella "nostra" Juventus" rappresenterebbe per noi, simpatizzanti storici, un incredibile valore aggiunto.

Con l'augurio di vedere i prossimi, TANTI gol di Moise Kean