Mi rendo conto di essere un tifoso atipico, nel senso che sono passionale nei confronti della mia squadra, vivo il calcio come la mia passione più grande, ma non riesco a tifare contro qualcuno o insultare un avversario. C'è rivalità e verso qualche squadra anche accesa ma mai arrivo a certi livelli. Probabilmente perché l'educazione sportiva che ho ricevuto da mio padre, interista, mi ha aiutato molto a capire prima gli uomini poi tutto il resto. Mio padre mi ha sempre portato a vedere e ammirare non solo la sua Inter di Mazzola prima, di Beccalossi poi, ma anche Zico, Platini, Van Basten, insomma mi ha fatto capire che il bello esiste anche in altre squadre e che i campioni vanno sempre rispettati anche da avversari. È per questo che quando un giocatore, un uomo, mi lascia sensazioni positive non riesco ad odiarlo o fischiarlo perché passato ad un'altra squadra o è da sempre un avversario. Poi ci sono anche quelli che mi stanno sulle scatole, ma è un'altro discorso.

Quindi è per questo che ieri sera al gol di Higuain non dico di avere esultato, ma mi sono sinceramente commosso ed emozionato alle sue lacrime. Perché l'uomo è sempre tale, e a volte noi tifosi ce ne dimentichiamo, appena sbagliano qualche partita siamo pronti a fischiare, mugugnare e a volte offendere, e ci dimentichiamo che sono sempre uomini o piccoli uomini che cercano sempre di dare il meglio di loro stessi e a volte per mille ragioni non ci riescono. Sentire i dubbi su Higuain mi faceva ridere ma immagino cosa avesse dentro lui, e quindi in quel tiro potente sotto la traversa ha scatenato tutto quello che si portava dentro. Sono felice per lui. Veramente è un grande uomo e un grande giocatore, e si merita più rispetto e considerazione.