L'inter riabbraccia la Champions League dopo sette anni. L'habitat naturale di una specie - quella interista - abituata e destinata a soffrire. Come sofferto è stato l'epilogo di una rincorsa durata una stagione intera: 3-2 a domicilio, con due reti negli ultimi dieci minuti a ribaltare lo svantaggio. E non contro una squadra qualunque, bensì contro la diretta concorrente per quel posto in Paradiso, quella Lazio riacciuffata e superata grazie alla migliore prestazione negli scontri diretti. Vittoria e qualificazione europea che hanno mandato in visibilio i tifosi nerazzurri, e che hanno posto la prima pietra della ricostruzione della Grande Inter che fu, e che dovrà essere. I mattoni per ricostruire un solido grattacielo fatto di successi - e per farlo nel più breve tempo possibile, evitando la temibile "spada di Damocle" del FFP - non può prescindere da questi 7 punti. Le 7 "R" attraverso cui ricostruire una grande squadra.

RIPARTIRE DA SPALLETTI - Il tecnico di Certaldo è stato fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi. Nonostante alcune divergenze nate dell'incomunicabilità di Suning - per quanto concerne il mercato - grazie a Spalletti, l'Inter ha più punti e soprattutto gioca meglio rispetto al passato. L'artefice della Champions vedrà a breve rinnovarsi il contratto, in scadenza al termine della prossima stagione. L'allenatore -  insieme al suo entourage - incontrerà prossimamente la dirigenza nerazzurra per trattare il prolungamento, a cui verrà aggiunta una "clausola" speciale: Spalletti avrà pieni poteri in materia di gestione di mercato e squadra. Un'ottima notizia per i tifosi nerazzurri. Il tecnico di Certaldo è la prima, fondamentale pietra su cui ricostruire.

RINNOVARE IL "MURO" - Nelle ultime ore è giunta sulla scrivania di Piero Ausilio un'offerta shock da parte di José Mourinho, che da queste parti ha lasciato un ricordo indelebile. Il suo Manchester United è pronto a mettere sul piatto 65 milioni di euro per Milan Skriniar. E, se ciò non fosse abbastanza, con la prospettiva di poter salire fino agli 80. Una cifra che molti club accetterebbero senza pensarci, ma non all'Inter, che vogliono ergere Skriniar a baluardo della futura Inter. Il "Muro Slovacco" - pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Luciano Spalletti - è incedibile per i nerazzurri, indi per cui qualunque offerta verrebbe rispedita al mittente. Proprio per questa ragione, sono partiti i lavori per adeguargli il contratto, con rinnovo fino al 2023 a 2,2 milioni a stagione (più bonus facilmente raggiungibili). Il giusto premio per uno dei difensori più forti della Serie A, che - per inciso - in questa stagione non ha saltato nemmeno un minuto.

RINUNCIARE AL "TIRA E MOLLA" CON WANDA - Se Skriniar è incedibile, non si può dire altrettanto di Mauro Icardi. Come ogni estate che si rispetti, è iniziato il tam-tam mediatico finemente orchestrato dalla geniale (e insopportabile) Wanda Nara. Nei vari incontri tra le parti, Suning dovrebbe mettere sul piatto un accordo fino a giugno 2023 con ingaggio da 6,3 milioni fisso a stagione, più bonus piuttosto semplici. La prima richiesta di Wanda si aggirerebbe intorno ai 9 milioni a stagione: sembrano buoni quindi i margini per raggiungere l’accordo in tempi accettabili. C'è un però. Resta infatti in filigrana un certo fastidio interista per le voci sulla Juventus, alimentate ad hoc per disturbare l'Inter. Rumors a cui di certo Wanda non può ritenersi estranea. È ovvio che la moglie di Icardi - non avendo ricevuto risposte dai nerazzurri nei tempi che voleva - abbia sondato in maniera più approfondita le intenzioni dei grandi club interessati al capitano. E tra questi c'è sicuramente anche la "Vecchia Signora" che - non potendo abbindolare l’Inter puntando direttamente alla clausola come fatto col Napoli per Higuain - può giocarsi proprio il "jolly Pipita" in un clamoroso scambio di bomber. In definitiva, Icardi è fortissimo - e senza i suoi gol difficilmente sarebbe stata Champions - ma non è indispensabile, come lo è invece Skriniar. Quindi diciamo no ai ricatti della Signora Nara!

RISTRUTTURARE SAN SIRO - Una fetta importante del raggiungimento della Champions va spartito con i tifosi. In questa stagione l'Inter ha vinto lo Scudetto ideale della media spettatori nelle partite casalinghe. San Siro è sempre stato pieno - anche in partite non "di cartello" - e quindi i supporter nerazzurri meritano un premio. Si aprirà perciò a breve un tavolo a tre - dove i partecipanti saranno Comune di Milano, Inter e Milan - per parlare non solo di quali progetti attuare per la ristrutturazione di San Siro, ma soprattutto della divisione dei costi. Che è la vera matassa da sbrogliare. Il sindaco di Milano Sala vorrebbe concludere tali trattative in tempi brevi - massimo mesi - cosicché i lavori possano partire già dal prossimo anno. Se per quanto riguarda il Milan ci sono dubbi - Fassone ha recentemente auspicato un doppio stadio nel capoluogo lombardo -, il futuro dell'Inter è pressoché certo. Il club rimarrà infatti a San Siro, proponendo uno stadio rinnovato e accogliente per il tifoso. Ed è per questo che la società ha deciso di ascoltare il parere proprio dei suoi tifosi, inviando a tutti gli iscritti un sondaggio su come migliorare lo storico impianto meneghino.

RINFORZARSI SUL MERCATO - L'Inter rimarrà sotto "settlement agreement" fino al luglio del 2019. Una doccia gelata per i tifosi della Beneamata. La grana maggiore è quella relativa alla cosidetta "lista Uefa". Tra norme e ammortamenti vari il regolamento è complesso, ma semplice nella sostanza: rispetto alla lista presentata due anni fa per l’Europa League il totale tra acquisti e cessioni deve risultare zero. Quindi per l’Inter le strade sono due: non iscrivere i nuovi nella lista Champions oppure cedere qualcuno che figurava nel vecchio elenco Uefa per recuperare soldi. Di milioni ne serviranno parecchi se si vogliono far giocare i vari Skriniar, Borja Valero, Vecino. Paradossalmente vendere uno di questi tre non servirebbe a nulla ai fini della lista Champions. E allora torna d’attualità la cessione di Mauro Icardi, di cui parlavo al punto 3: la sua uscita garantirebbe più di 100 milioni di plusvalenza. In corso Vittorio Emanuele non hanno perso la speranza e ci saranno comunque colpi importanti. A partire da Radja Nainggolan. Lo ha confermato pure James Pallotta, che poi ha ritrattato. Una smentita di circostanza, perché la trattativa per portare il giocatore a Milano è in stato avanzato: sul piatto c’è un’offerta di 26 milioni più Pinamonti. In agenda è previsto pure un summit col Sassuolo per discutere di Duncan e Politano. Se non sarà Politano, sarà Malcom a vestire il nerazzurro. Il Bordeaux avrebbe infatti aperto al trasferimento del brasiliano con la formula del prestito con diritto di riscatto, fissandolo ad una cifra che si aggira intorno ai 40 milioni di euro. Le altre priorità dell'Inter sono le fasce basse. Darmian è nel mirino della Juventus, ma la trattativa potrebbe saltare nel caso in cui i bianconeri decidessero di puntare con decisione su Cancelo. A quel punto, Darmian potrebbe tornare di moda in ottica interista. Oltre all’ex Torino, sono diversi i profili valutati dalla dirigenza nerazzurra: Cristiano Piccini, Pavel Kaderabek, Bartosz Bereszynski. Come al solito una serie di nomi infinita viene accostata all'Inter. Il dogma che dovranno seguire Ausilio&co.sarà comunque quello di rinforzarsi sul mercato, aldilà dei paletti. 

RASTRELLARE LE FOGLIE SECCHE - Capitolo cessioni. L'Inter degli ultimi anni ha dato una possibilità unica - quella di vestire i suoi colori - a giocatori che nel 2010 avrebbero lustrato gli scarpini ai vari Milito e Zanetti (per dirne due, ma la lista è lunga). Partiamo da Yuto Nagatomo, che in un'intervista ha parlato della trattativa che dovrebbe portarlo a titolo definitivo al Galatasaray. Il calciatore si è già esposto riguardo la sua volontà di tornare in Turchia: i due club stanno cercando l'accordo, ma la cifra richiesta dall'Inter è superiore a quella offerta dal Galatasaray. Ballano circa 2 milioni, e la speranza del giapponese è che il gap possa essere colmato il prima possibile: "Ho dato il mio cuore al Galatasaray, spero che l’Inter mi lasci andare." Fossi in Ausilio, non me lo farei ripetere due volte. In alternativa, gli spagnoli del Betis Siviglia ne offrono 3.5 per il giapponese, in caso di partenza di Durmisi, direzione Lazio. Altri "rami secchi" (scusate, ma è così) sono Santon - troppi errori quest'anno -, Biabiany - desaparecidos a Praga - e ci metterei pure Dimarco. Non perché sia scarso, ma perché dalla sua cessione si può ricavare ottima plusvalenza. Altri giocatori partenti sono i più continui Eder e Candreva, che piacciono molto soprattutto all’estero (Spagna, Inghilterra, Cina), anche se le loro cessioni non garantirebbero grandi introiti, vista soprattutto l'età. Infine, chi osa denigrare Andrea Ranocchia chiedendone la cessione, o non capisce nulla di calcio, oppure non hai mai visto neppure una partita del difensore umbro. Nelle poche occasioni avute, ha difeso i colori "del cielo e della notte" con cuore e dignità. Nelle gerarchie partirebbe dietro Skriniar, De Vrij e Miranda. Un quarto centrale di difesa così le altre squadre se lo sognano.

RICORDARSI DELLE RECOMPRE - L'ultimo punto riguarda le arcinote plusvalenze dei giovani canterani. Sui questi ragazzi - merito dell’ennesima stagione super della Primavera di Stefano Vecchi - c’è letteralmente la fila. Nessuna trattativa è stata definita ma tante sono a un punto di svolta. Radu e Emmers, due tra i più contesi, sono sempre molto vicini al Genoa (affare da 12 milioni di euro con diritto di recompra nerazzurra, in cambio di Salcedo e Serpe). Zaniolo è tra i più appetibili: il Sassuolo - ma anche la Sampdoria - è pronto a investire 6 milioni, senza dimenticare anche la neopromossa Parma. Pinamonti, invece, potrebbe anche andare all’estero e in A piace a Roma e Genoa. Seguitissimo anche il forte terzino destro Valietti, a cui personalmente darei una chance. E ieri l’Inter ha incontrato il Pescara per parlare di Marco Carraro, il 20enne centrocampista già in Abruzzo in prestito nella scorsa stagione. Insomma, l'Inter racimolerà un bel gruzzoletto dai suoi ragazzi. Un consiglio ad Ausilio è però d'obbligo: si ricordi delle recompre! Non disperdiamo un patrimonio che le altre squadre - non solo italiane, ma di tutta Europa - ci invidiano.