Simone Inzaghi, nella consueta conferenza stampa pre-partita in vista della prima giornata di campionato, ha chiaramente parlato di un nuovo inizio. “Ciò che è stato è stato, Nel passato abbiamo fatto cose importanti e abbiamo anche vinto trofei, ma ora bisogna azzerare tutto. Dobbiamo cercare di migliorare la nostra classifica per entrare in Champions League”, ha affermato il tecnico biancoceleste, incalzato dalle domande dei cronisti presenti.

La Lazio, questa nuova Lazio, ha iniziato la stagione nel migliore dei modi, con la vittoria, netta, in trasferta contro la Sampdoria dell’ex allenatore della Roma, Di Francesco. Una nuova Lazio, che è sembrata molto simile a quella della stagione 2007/2008, quando la qualificazione Champions è sfumata solo all’ultima giornata di campionato, nello scontro diretto contro l’Inter.

Questione di testa, è stato anche detto in quell’occasione. E anche in questa stagione appena iniziata, la testa sarà sicuramente un fattore fondamentale. Intesa innanzitutto come mentalità, soprattutto dei giocatori in campo. Dei vecchi, così come dei nuovi interpreti, chiamati a migliorare la rosa a disposizione di Simone Inzaghi. Cercando di evitare gli errori compiuti nel passato.

Questione di testa. Quella ad esempio di Milinkovic-Savic, che proprio un anno fa, ammaliato e distratto dalle sirene del calciomercato, la testa l’aveva, senza dubbio, altrove, e che invece quest’anno pare sia tornata a svettare in mezzo al campo, tra i tanti duelli aerei vinti e le giocate degne di un fuoriclasse.

Questione di testa. Quella degli attaccanti della Lazio, come Immobile o Caicedo, (o, eventualmente, del terzo ariete richiesto dallo stesso Inzaghi) che, mai come quest’anno, potranno contare sui numerosi cross provenienti dalle fasce affidate ai due nuovi acquisti, Lazzari e Jony (quest’ultimo sempre in attesa del transfer dopo la querelle con il Malaga).
Ed anche in Europa League la testa, per la Lazio, sarà importantissima. Soprattutto se (e questo potremo scoprirlo solo stasera, al termine dei preliminari di Champions League) la squadra biancoceleste riuscirà a restare, per l’appunto, tra le “teste” di serie della competizione e non scivolare, quindi, in seconda fascia, con il rischio reale di finire in un girone di ferro in occasione del sorteggio di venerdì sera.

Tutto questo, ovviamente, quando, giusto per restare in tema, la testa, di Simone Inzaghi, dei calciatori biancocelesti e dei tifosi, è già inevitabilmente rivolta a domenica, al derby. A quella partita che mai è stata giocata così presto in Serie A e che potrebbe, in un modo o nell’altro, andare ad influenzare il prosieguo del campionato delle due squadre capitoline.
Soprattutto dal punto di vista mentale e psicologico.

Proprio perché, come detto, alla fine, è tutta una questione di testa…