Ad ormai pochissimi giorni dalla chiusura della sessione estiva del calciomercato si può sostanzialmente dire, a meno di clamorosi colpi di scena dell’ultima ora, che il mercato della Lazio, sia di fatto concluso. 

I quattro innesti, fortemente voluti da Simone Inzaghi, sono praticamente arrivati all’inizio della preparazione della squadra, avendo quindi la possibilità di integrarsi al meglio con i nuovi compagni. Lazzari, Vavro, Jony e Adekanye (per questi ultimi due i transfer temporanei della FIFA sono arrivati nei giorni scorsi) hanno quindi potuto confrontarsi con i calciatori e con il tecnico della squadra capitolina fin da subito, inserendosi, gradualmente, negli schemi di gioco, nei movimenti e nelle scelte tattiche di Inzaghi.

Il tifoso laziale, sempre piuttosto critico, soprattutto in un calciomercato particolarmente ricco di trattative, come quello che sta per concludersi, si sarebbe aspettato, legittimamente per certi versi, forse qualcosa in più. Anche alla luce, ad esempio, delle indiscrezioni delle ultime settimane, che sottolineavano, a più riprese, la richiesta dell’allenatore della Lazio in merito ad un terzo attaccante, ma con caratteristiche completamente diverse da quelli già a sua disposizione. I nomi circolati sono tutt’ora moltissimi, ma il Direttore Sportivo, Igli Tare ha già avuto modo di dichiarare, a margine della sfida contro la Sampdoria, valevole per la prima giornata di Serie A, che il mercato biancoceleste può considerarsi chiuso.

Un mercato che, come detto precedentemente, qualcuno potrebbe anche considerare scarno o incompleto. Ma che, alla luce delle conferme effettuate, andrebbe invece valutato, a mio modesto parere, in tutt’altro modo.

Perché in realtà i veri colpi di mercato di questa Lazio sono state proprio le conferme di quelli che, in un modo o in un altro, erano ormai dati in partenza. A cominciare dallo stesso Simone Inzaghi, vero e proprio valore aggiunto di questa squadra, che ha deciso di restare, a determinate condizioni, per iniziare un nuovo ciclo, basandosi essenzialmente su quanto di buono (moltissimo) fatto negli anni precedenti e cercando di evitare gli errori del passato che gli sono costati la tanto ambita qualificazione in Champions League.

Lo stesso Tare, poi, ad esempio, è stato fortemente accostato al Milan. Ci sarebbe stato addirittura un rifiuto nei confronti della società rossonera da parte del Direttore Sportivo albanese. Un rifiuto volto a continuare un progetto, quello biancoceleste, che tra alti e bassi (questo è innegabile), negli ultimi anni sta comunque dando i suoi frutti. E la conferma in società di quello che, a ragion veduta oserei dire, viene considerato come uno dei migliori DS del nostro campionato, non può che essere una notizia positiva.

Ma le conferme importanti, se non addirittura fondamentali, arrivano direttamente dal rettangolo di gioco. Giocatori del calibro di Correa, Luis Alberto e Milinkovic-Savic, tutti accostati, chi più e chi meno, ad altre squadre o considerati addirittura come già ceduti, sono (almeno per il momento) rimasti tutti a disposizione di mister Inzaghi. 

Per il Tucu c’era un’offerta del Milan, agli inizi di Luglio. Per Luis Alberto, sempre secondo i bene informati, l’idea di un ritorno a Siviglia non è mai tramontata. Mentre per Milinkovic ogni giorno era quello giusto per andare alla Juventus, al Manchester United, al PSG, al Real Madrid o all’Inter. E anche per Immobile, all’inizio dell’estate, è addirittura giunta una mega offerta dalla Cina.

Eppure sono rimasti tutti a Formello, anche grazie all’attuale situazione economica della società guidata da Claudio Lotito, che non ha la necessità di dover vendere per fare cassa, e che quindi, può dettare, tranquillamente, le regole per le eventuali trattative dei propri calciatori.

A questi calciatori appena elencati, poi, andrebbe aggiunto anche il reintegro di Stefan Radu. Un calciatore che con la sua personalità, la sua esperienza ed il suo attaccamento alla maglia, può sempre dare quel qualcosa in più, in una stagione che si preannuncia davvero molto impegnativa. Senza dimenticare che se Lukako e Berisha (anche loro confermati) riuscissero a tornare in condizione (e le prospettive ci sono tutte), Inzaghi potrebbe contare anche su una panchina di tutto rispetto.

Il calciomercato volge ormai alla conclusione, ed è quindi anche tempo di tirare le somme.
E, alla luce di quanto appena esposto, non c’è dubbio sul fatto che, a fronte comunque degli esuberi che andrebbero ancora piazzati (Wallace e Durmisi su tutti) e nonostante il principio, insidacabile, che si può e si deve sempre migliorare, quello della Lazio, se tutto verrà confermato da qui a lunedì sera, sia stato un mercato sicuramente intelligente. Molto più di tanti altri del passato. Volto a non stravolgere, bensì a confermare, una squadra ed un assetto certamente funzionanti, che andavano, però, ulteriormente puntellati ed affinati con gli innesti giusti. 

E così è stato.

Ora la palla passa, ovviamente, ad Inzaghi e ai suoi uomini. Starà a loro dimostrare se, effettivamente, le idee ed i progetti paventati possano avere un reale riscontro in termini di risultati. E anche se, come sottolineato dallo stesso allenatore biancoceleste, anche quest’anno, come al solito, la Lazio non viene considerata, dalla maggior parte degli addetti ai lavori, tra le protagoniste principali di questo campionato, le motivazioni ed i presupposti per fare bene ci dovrebbero essere tutti.