Che sia stato un campionato surreale e falsato dalle molteplici situazioni avvenute lo sapevano da tempo. Il problema, però, è che nel momento in cui tutto ricomincia, ripartono i processi e le considerazioni. Tra queste, si piazza la prima in classifica che, salvo clamorosi sviluppi, sarà la Juventus, alla quale mancano soltanto 3 punti per ottenere il nono scudetto consecutivo. Una festa molto vicina, che però non può essere chiamata come tale. Il primo motivo è molto semplice: Maurizio Sarri, il famoso portatore di quella rivoluzione spettacolare dal punto di vista del gioco, non è riuscito ad imporsi, continuando di fatto l'imitazione di Allegri. Emblematica l'ultima prestazione offerta dai bianconeri in quel di Udine, caratterizzata da un possesso palla sterile e da una difesa che imbarca troppi gol, nonostante l'innesto importante di De Ligt. E pensare però che nel corso della stagione ne abbiamo viste tante di partite in cui la squadra di Sarri non avrebbe meritato di vincere; per citare alcuni esempi ricordiamo la gara di Torino contro il Bologna (i miracoli di Buffon), oppure quella di Roma con la ciurma di Fonseca, per non parlare di una delle ultimissime gare disputate, contro l'Atalanta. In quell'occasione, infatti, i bianconeri non sono mai stati in partita, lasciandosi surclassare per novanta minuti dai bergamaschi. Poi, però, sono bastati due rigori per mettere a posto le cose e pareggiare i conti, il primo dei quali molto generoso. Poco importa, la Juventus è forte, lo sappiamo da tempo, ma quest'anno ha faticato e se non ci fosse stata la sospensione del campionato per tre mesi, racconteremo sicuramente un'altra storia.

Non resta quindi che attribuire la vittoria dello scudetto ad una sorta di "demerito altrui". Un demerito attribuito soprattutto alla Lazio, unica ad aver sconfitto per ben due volte proprio la Juventus; la squadra di Inzaghi, che ha festeggiato l'ingresso in Champions da qualche ora, poteva veramente dire la sua fino in fondo se fosse ripartita con il giusto piglio nel dopo lockdown.
Un po' più staccata c'è l'Inter, che nonostante un ottimo girone d'andata, con il tempo si è smarrita in modo inaspettato, basti pensare alle numerose occasioni sprecate contro Bologna, Verona, Roma e Fiorentina; Antonio Conte lo ha detto più volte, per costruire una mentalità vincente ci vogliono almeno un paio di anni, ma i nerazzurri potevano e dovevano avere più punti, alla luce di come sono maturate le sconfitte. Ultima della lista è proprio l'Atalanta, sicuramente la squadra che gioca il più bel calcio del campionato. Anche Gasperini non è mai riuscito a crederci, eppure i bergamaschi volano da ormai troppo tempo e se non avessero gettato al vento le prime partite della stagione sarebbero potuti arrivare ancora più in alto, vedendo come sono andate le cose all'Allianz Stadium.

Festa, riposo e attesa per la Champions. Queste le tre caratteristiche che racchiudono l'emotività della Juventus e del suo allenatore Sarri. Se il campionato è ormai pronto a concludersi, la massima competizione europea sta per partire. I bianconeri saranno impegnati venerdì 7 agosto all'Allianz Stadium contro il Lione, dove avranno l'obbligo di ribaltare lo 0-1 dell'andata; una gara non facile visti gli ultimi tempi, forse cruciale proprio per Sarri. Intanto, però, le ore passano e l'ennesima festa scudetto sta per partire, anche se quest'anno Nedved e Paratici hanno poco da festeggiare, anzi, dovrebbero stringere la mano alla fortuna, che non è mai stata avversa ai bianconeri.
Il calcio è una questione di centimetri, dicevano i grandi saggi.