Era il 6 Gennaio dello scorso anno quando la Befana sotto le vesti Bianconere calò a San Siro con un maledetto carico di carbone da infornare nella stufa del talentoso Diavolo appena reduce di un filotto di guinnessiana memoria vantante ben 27 gare consecutive senza sconfitte.
Ad attizzare il fuoco fu una doppietta di Chiesa e a nulla valse il gol di Calabria nella ripresa, si trattò di un'effimera speranza... la discesa dal vertice del campionato dei destini Rossoneri era marchiata da quello straripante sacco di carbon fossile a combustione rapida segnata ineluttabilmente da un indigesto 3 a 1, causa scatenante dello stallo del Milan, che dopo aver volato in alta quota per l'intero girone di andata si trovò, suo malgrado, a dover rallentare la marcia ed atterrare mestamente per secondo nella pista di arrivo alle spalle del Jumbo trasportante Lukaku & Company.

Ma se la vita è come una "livella", diceva il buon Totò, la Befana di questo nuovo anno aveva ancora serbato in fondo al sacco i residui dolciari dello scorso anno; un aromatico cioccolato fondente Talmone che è sceso ieri sera come una soffice neve sul campo di San Siro dove un Milan infreddolito e falcidiato dalle assenze causa infortuni, Covid e trasferte in Africa ha dovuto in fretta e furia allestire una seconda squadra (ed il merito è totalmente attribuibile a Stefano Pioli) data la defayance di ben 9 calciatori tra le quali alcune pesanti come Kjaer (stagione finita) Calabria, Romagnoli, Tomori (positività Covid), Kessie, Bennacer (Coppa d'Africa) Rebic (postumi infortunio), ciononostante l'allenatore parmense decide di ridisegnare la squadra con una difesa inedita composta da Florenzi (una traversa piena) Kalulu (rinnovata sicurezza) Gabbia (il giovane usato sicuro) Theo Hernandez (e i sismografi tornano a tremare) la conferma di Mike Maignan tra i pali (2/3 interventi magistrali da ScordaDonnarumma) un centro campo Doc del promettente aiuto regista bosniaco Rade Krunic a corredare il lavoro del vero regista felliniano e lodigiano Sandro Tonali (un autentico degno della maglia numero 8 rossonera che appartenne gloriosamente a Gattuso al quale chiese il permesso d'indossarla ed il buon Rino rispose telegraficamente: "...e c'era bisogno di telefonarmi Sandro?...Mettila pure...e spacca tutto!!").
Ed infine il tridente a partire da Messias (prima rete di fronte ai propri tifosi ed i suoi funambolici cambi di passo causa di una fitta emicrania a Vina, uno dei pochi nella Roma  assieme a Rui Patricio, Smalling, Mkhitaryan a raggiungere la sufficienza nonostante le reiterate proteste di Mourinho nei confronti dell'arbitro padovano Chiffi e degli addetti al Var in occasione del rigore concesso ai Rossoneri ed in quello invece negato ai Giallorossi per una trattenuta della maglia di Zaniolo da parte di Tonali. La realtà per il Number One è che nella sua Roma ci sia ancora molto lavoro da fare, specie nella fase difensiva, e che la proverbiale grinta del portoghese non sia ancora esplosa).
Brahim Diaz (sta tornando ai livelli della scorsa stagione e la traversa di Rui Patricio sta ancora tremando), Saelemaekers (la solita generosità con e senza palla) e l'unica punta Olivier Giroud questa volta vincente e convincente (sembra poco presente ma il 35nne transalpino ha classe da vendere aprendo varchi di gioco per i compagni e realizzando dal dischetto il suo quinto centro stagionale) mentre il subentrato Ibrahimovic sbaglierà a pochi minuti dal termine un penalty, il quinto sugli ultimi sette calciati, per un fallo fischiato ai danni di una fiondata a rete di Leao.
Ed infine, last but not least, proprio lui, Rafael Leao, un portoghese velenoso, imprevedibile, sgusciante e vero centometrista palla al piede... se continuasse di questo passo potrebbe tranquillamente aspirare alla candidatura del prossimo Pallone d'Oro!
Nell'attesa che le altre gare sospese dalle ASL in rotta di collisione con i massimi organismi del calcio vengano disputate, il Milan ieri sera a San Siro ha sfatato la leggenda metropolitana che lo vedeva all'inizio del nuovo anno spesso e volentieri perdente. Il maleficio è stato sfatato grazie all'intelligenza da vero maestro di scacchi del coach Stefano Pioli che con le seconde linee Rossonere in campo ha saputo infliggere scacco matto alla Lupa di Mourinho! 
Ma forse, a pensarci bene, più che una partita di scacchi, data la netta supremazia della squadra meneghina nei confronti della capitolina, si è trattato di una semplice partita a tombola... dove il Milan ha realizzato prima un terno... e poi una... quasi quaterna... ed il tutto con una sola cartella... e mentre si accendeva un parapiglia tra l'arbitro Chiffi e i giocatori per un duro contrasto di gioco, anche la panchina rossonera avrebbe alzato i toni e a farne le spese sarà il Team manager Andrea Romeo, che verrà espulso tra gli applausi di qualche tifoso ed uno di essi indicava smanacciando 4 dita protese... un gesto evocante quello simile di capitan Totti quando indicò con la mano sdondolante 4 dita sotto lo sguardo di un esterefatto avversario Bianconero... di star calmi e zitti... perché ne avevano presi 4!! Ieri sera il quarto gol è mancato... però ammesso che si stesse giocando una partita a tombola...andremmo per soli 4 numeri...e sempre con la stessa cartella ad urlare: " Tombola!!! "....ed i cugini d'oltre Naviglio potrebbero... per quest'anno contentarsi ...di un semplice tombolino!... E saremmo così pari nel computo degli scudetti: 19!
Vero numero magico!

Un caro abbraccio.
Massimo 48