Chiesa è un campione, non più una promessa. Le chiacchiere, da questo punto di vista, stanno a zero. In questa Juventus, deve essere al centro; di più, in questo momento ne è la stella assoluta.
Tanto quanto Dybala, che potrebbe determinare fors'anche più dell' italiano, specialmente in serie A, anche se frenato dagli eccessivi infortuni degli ultimi tempi.

Discorso diverso per la nuova posizione da attaccante “vero” cui qualcuno pensa dopo le sfide vincenti con Chelsea e Torino. 
Stiamo infatti ragionando di una posizione che è stato possibile occupare in mancanza di Dybala e Morata, che torneranno, l'argentino già con la Roma probabilmente, e ragionare del reparto senza avere a disposizione i due attaccanti migliori in rosa lascia il tempo che trova.
E qui si arriva al nodo tattico del ragazzo anzi dell’uomo che sta tirando le castagne via dal fuoco al livornese.
Meglio non innamorarsi quindi, anche perché coi loro rientri la sfida di Allegri sarà integrare Chiesa agli altri.
Bella sfida, per carità.
Ma impegnativa non in assoluto ma nel relativo di quelli che sono i concetti calcistici di Allegri. Il suo modo di star in campo.
L'attitudine al gol di Chiesa, di più l'urgenza realizzativa che la fuga di Ronaldo ha acuito, influenzerà fortemente lo schieramento finale, semmai nella testa di Allegri esista il concetto di unicità d'assetto tattico.
Ad oggi la Juve ha l'ottavo attacco della serie A, 11 reti, meno del Bologna a 12, del Verona a 15 con Lazio e Milan, Roma 16, Napoli 18 ed Inter 22. Sicuramente fa specie aver segnato la metà dei gol dell'Inter. 
I bianconeri, oltretutto sono settimi per tiri effettuati, quindi non sono una squadra che sta tirando tantissimo, in sintesi raccoglie esattamente quanto semina, forse anche più di quanto semina.
Migliorare l'attenzione nella capacità di concludere a rete appare vitale. Come lo è mandare al tiro più uomini possibile.
In questo senso forzare Chiesa nella posizione di punta, magari mettendogli dietro Dybala dove ora gioca Bernardeschi, per il 5.3.1.1 con cui sono stati stesi Chelsea e Torino, forse permetterebbe di rafforzare la tendenza alla vittoria di corto muso, ma se essa ha senso sul breve periodo per minimizzare i rischi e massimizzare i risultati, non ti può portare lontano, specie in Europa, ammesso che si abbia questa ambizione, e Allegri ha dichiarato di avercela, nonostante tutto.
Per di più Chiesa, per quanto sia l'uomo del successo col Chelsea, non da alcuna garanzia di alzare i numeri realizzativi della squadra, 1 gol su 4 tiri in cui ha centrato la porta, centrata il 44% delle volte in cui ha tirato verso di essa in queste prime partite.
Per fare un confronto con il centravanti più forte in questa Serie A, Vlahovic, ha tirato 14 volte verso la porta, ha centrato lo specchio 5 volte, segnando 4 reti.
Questi numeri chiariscono perchè Morata, 6 tiri in porta, 2 gol, e Dybala, anche alla luce dei 10milioni di rinnovo che si accinge a firmare, non possono che essere titolari indiscussi.
E allora, un Chiesa, 2 reti ed 1 assist nelle prime 7 partite stagionali, a fine stagione con questi numeri potrebbe andare a 10-12 reti complessive e 6-7 assist, ma dovrebbe esser messo nelle condizioni di arrivarci, dovendo tirare di più per portarli a casa.
non può essere immaginato dentro un 4.4.2 come quello "tipo" che lo vedrebbe impiegato da tornante a destra. Anche perchè, anche ammesso che possa svolgere anche le funzioni tattiche richieste dal ruolo, senza perdere in termini realizzativi, anno scorso dopotutto in quel ruolo ha fatto 8 gol e 8 assist, va sottolineato come la corsia destra è territorio di Juan Cuadrado, il quale anche retrocesso nella posizione di terzino, con Chiesa a calpestare la stessa corsia, avrebbe difficoltà a dar sfogo alla sua progressione.
Tanto quanto capitava a Chiesa a sinistra con Ronaldo davanti.
La doppia esigenza di avere davanti calciatori che sappiano migliorare le statistiche realizzative attuali, penso ad un tridente più o meno combinato, Chiesa-Dybala-Morata, e di dar equilibrio e fonti di gioco alla squadra, conduce a mio giudizio all'inevitabile di un Chiesa che calpesti zone di campo più vicine alla porta avversaria, e più centrali, seppur tra le linee, tagliando dalla trequarti sinistra, per lasciar fare la stessa cosa, sul suo piede, a Dybala, sulla trequarti destra, lasciando di dar ampiezza al gioco della squadra al duo Cuadrado-Alex Sandro.
Un assetto di questo tipo influirebbe anche sulla struttura del centrocampo
, dove si passerebbe a 3, con un vertice basso e due mezz'ali di appoggio.
Locatelli più Bentancur e Rabiot nell'attuale striscia di campionato, preferibilmente Arthur più Bentancur e Locatelli da dopo la sosta.
Un assetto, con al centro del triangolo di centrocampo Arthur aumenta la capacità di palleggio della squadra, fondamentale per governare i ritmi ed evitare, essendo una squadra poco votata alla cura del possesso, a rallentarli per non fare una fase difensiva in apnea, data la vocazione di Allegri di tenere il baricentro basso.
Un assetto questo che assicura, con la posizione di mezzala di Locatelli, piedi buoni al servizio delle punte, e gol, non pretesi, non implorati come negli auspici di Allegri verso Rabiot e Mc Kennie, ma naturalmente portati in dote da un ragazzo che in 7 partite ha già realizzato quanto Chiesa e quanto Rabiot in tutta la stagione scorsa.
Il terzo slot lo che assegnerei a Bentancur, data la necessità di un uomo che permetta quell'intensità, la riaggressione sul portatore, che non è certo un'attitudine di Arthur e dello stesso Locatelli e che tanto servono ad una squadra che vive di transizioni positive.
Una volta si chiamavano contropiedi, definiamole ripartenze.