Da sempre nel mondo del calcio c'è una categoria particolare che vive giorno per giorno e dove nonostante le vittorie portate a casa rimane sempre sulla graticola. La categoria in questione è quelle degli allenatori da sempre utilizzati come capi espiatori dai presidenti e dai tifosi quando i risultati latitano (anche perchè più facile cacciare un uomo solo piuttosto che tutta la rosa) e che in alcuni casi vengono criticati anche senza motivo  come Allegri alla Juventus nonostante i titoli vinti. Ogni anno in Serie A sono tanti i casi di esoneri e se a questo punto della stagione scorsa gli avvicendamenti erano stati sette,in questa stagione sono addirittura diventati otto con il nono che potrebbe arrivare nelle prossime ore.

Il primo cambio in panchina della stagione è arrivato alla settima giornata quando la Sampdoria ha deciso di esonerare Di Francesco per puntare su Claudio Ranieri, uomo d'esperienza scelto per salvare la Sampdoria dalle acque gelide dell'ultimo posto in classifica. é pure questa estate la scelta di Di Francesco sembrava essere quella giusta per ripartire dopo i buoni risultati del triennio Giampaolo. Il tecnico abruzzese paga le grosse difficoltà in sede di mercato dove il passaggio di proprietà (poi sfumato) ha rallentato e non di poco le operazioni di mercato con una Samp indebolita (ceduti Andersen e Praet) e senza giocatori adatti al 4-3-3 dell'allenatore. Proprio le difficoltà tattiche oltre alle grosse difficoltà in fase realizzativa (Quagliarella sembra essersi smarrito dopo la meravigliosa scorsa stagione chiusa da capocannoniere) portano la squadra allo sbando ed in fondo alla classifica con soli tre punti realizzati nelle prime sette di campionato. Il cambio appare l'idea più saggia così come la scelta di Ranieri,allenatore navigato e capace di trasmettere tranquillità alla squadra. Il tecnico romano è riuscito fin da subito a cambiare la situazione e grazie ad un 4-4-2 pulito e senza fronzoli è riuscito ha portare la Sampdoria fuori dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Al momento i doriani sono ancora invischiati nella corsa salvezza ma il cambio in panchina senza dubbio si è dimostrato giusto nei modi e nei tempi.

Per uno strano scherzo del destino la settima giornata è fatale anche a Marco Giampaolo allontanato dal Milan per i cattivi risultati e sostituito da Pioli che come ai tempi dell'Inter dovrebbe essere il traghettatore verso la prossima stagione più che l'allenatore del futuro. Partito tra l'entusiasmo totale di pubblico e società, Giampaolo si è da subito scontrato con le difficoltà finanziarie del club che costruisce una squadra inadatta al 4-3-1-2 marchio di fabbrica delle ultime stagioni alla Samp. Il tecnico abruzzese alla prima giornata non solo perde ad Udine ma schiera una formazione ai limiti dell'immaginazione scatenando la critica più feroce neo suoi confronti. Le giornate successive non cambiano la situazione ma anzi la peggiorano con il tecnico sfiduciato a più riprese dai dirigenti e anche dai giocatori che in campo faticano più del previsto. Nonostante la vittoria sul Genoa,la società decide per il cambiamento anche in virtù di una latitanza di gioco che rischia di compromettere il progetto Milan. Dopo il no di Spalletti (ancora legato contrattualmente all'Inter) la dirigenza rossonera decide di puntare su Pioli per riportare il Milan in corsa per l'Europa. Al momento il cambio non sta dando ancora dei frutti con i rossoneri,se pur migliorati nel gioco,che occupano l'undicesima posizione e reduci dal pesante k.o. di Bergamo per 5-0.

La giornata successiva è il turno del Genoa, con il presidente Preziosi che decide di esonerare Andreazzoli per i risultati altalenanti della squadra capace di racimolare solamente cinque punti (quattro solo nelle prime due giornate). Il cambio in panchina in casa Genoa non è di certo una novità: anche nella passata stagione si decise per cambiare dopo otto giornate quando nonostante gli ottimi risulatati di Ballardini il presidente Preziosi decise per il cambio puntando su Juric. Nemmeno il tecnico croato però è sopravvissuto tanto sulla panchina rossoblù perchè alla quattordicesima giornata arrivò un nuovo esonero con l'arrivo di Prandelli rimasto sulla panchina fino alla fine della stagione culminata con una salvezza ottenuta all'ultima giornata.
Gli esoneri in casa Preziosi non sono mai stati della novità,basti pensare che l'ultima stagione senza cambi risale al campionato 2015-2016 quando al Genoa c'era Gasperini. Una volta mandato via Andreazzoli, quindi, la scelta della società è ricaduta (a sorpresa) su Thiago Motta alla prima esperienza di allenatore di una prima squadra. Al momento l'esperimento non è riuscito è la squadra occupa l'ultimo posto in classifica, per questo motivo sono ore di riflessione in quel di Genova con Thiago vicino all'esonero e Davide Nicola in prima linea per subentrare.

La decima giornata coincide con l'esonero di  Igor Tudor, che dopo le due salvezza consecutive portate a casa grazie al suo arrivo,aveva avuto la possibilità di guidare l'Udinese dalla prima giornata. Fatale all'allenatore croato la scarsa vena realizzativa della sua squadra oltre alle due goleade subite (7-1 con l'Atalanta e 4-0 con la Roma) che hanno sancito il suo allontanamento. Anche ad Udine negli ultimi anni gli esoneri sono stati effettuati con cadenza regolare,infatti l'ultimo allenatore a resistere un'intera annata sulla panchina bianconera è stato Stramaccioni nella stagione 2014-2015. Per il dopo Tudor la società ha scelto di affidare la prima squadra a Luca Gotti,vice del croato e reduce dall'annata al Chelsea nello staff di Sarri. Fin dal principio lo stesso Gotti si è definito allenatore ad interim in attesa di una prima guida che al momento ancora non c'è. Grazie ad un buon rapporto costruito con la squadra, Gotti è riuscito a portare a casa punti preziosi che ora vedono i bianconeri a più quattro sulla zona retrocessione.Non è però da escludere che al termine delle vacanze natalizie possa esserci un nuovo cambio (scelta auspicata anche dallo stesso Gotti) anche se, al momento, la società vorrebbe continuare così per poi ripartire con una nuova guida la prossima stagione con il nome di Giampaolo in cima ai desideri della famiglia Pozzo.

Scelta sconsiderata è stata quella di Cellino che per tenere viva la sua reputazione di mangia allenatori ha deciso,con sorpresa dei tifosi,di allontanare Corini dalla panchina del Brescia dopo undici partite. Per sostituire il tecnico della promozione il presidente ha deciso di puntare su Fabio Grosso alla prima esperienza nella massima categoria e reduce da una stagione tra molti bassi e pochi alti a Verona culminata con l'esonero sul finire della stagione. Il regno Grosso è durato la bellezza di tre partite con tre sconfitte,zero gol fatti e dieci subiti. Il volere del pubblico che inneggia a Corini per tutte e tre le partite unito al cattivo rendimento della squadra porta Cellino a tornare sui suoi passi richiamando Corini in panchina. Il tecnico bresciano nelle successive quattro partite porta a casa sette punti riportando le rondinelle in corsa per la salvezza.

La quindicesima giornata termina con un esonero ritenuto impossibile all'inizio della stagione, quello di Carlo Ancelotti dal Napoli. Dopo un buon inizio di stagione con i partenopei capaci di tenere testa alla Juventus,nonostante la sconfitta,e di battere i campioni d'Europa del Liverpool in Champions arriva un drastico calo che porta gli azzurri ad allontanarsi sia dalla lotta Scudetto che dalla zona Champions. Il culmine poi arriva con il ritiro forzato ordinato dalla società (al quale Ancelotti si dichiara contrario) e respinto in massa dai giocatori che decidono di tornare a casa. Proprio il rapporto tra Ancelotti e la squadra finisce per mettere il tecnico sulla graticola è così dopo aver comunque qualificato la squadra per gli ottavi di Champions,viene esonerato e sostituito da Gattuso che si ritrova per le mani una nuova sfida complicata dopo l'anno e mezzo passato sulla panchina del suo Milan. Nelle prime due giornate di gestione Gattuso, il Napoli a prima perso con il Parma e poi vinto a Sassuolo. Sarà però importate il girone di ritorno per capire se quella di Gattuso è stata o meno una scelta giusta. 

L'ultima partita del 2019 è stata fatale a Vincenzo Montella,allontanato dalla Fiorentina che per la seconda parte di stagione ha scelto di puntare sull'esperienza in materia di salvezze di Beppe Iachini. Inevitabile l'esonero per l'allenatore campano vista una prima parte di stagione sotto le aspettative con una squadra in piena corsa salvezza e che ha disatteso le speranze del nuovo presidente di riportare i viola in Europa. La scelta di Iachini appare la più sensata per concludere in maniera dignitosa la stagione anche se in caso di una seconda metà d'annata all'altezza delle aspettative non è da escludere una permanenza del tecnico marchigiano in toscana.

Attenzione per il 2020 alle situazioni di Spal e Torino con le panchine di Semplici e Mazzarri non così salde come un tempo.