#AAA Cercasi disperatamente la mia Roma. Avete letto bene e vi prego di non fraintendermi per nessuna ragione al mondo. Non è una richiesta pubblicata su uno squallido giornalino per incontri - magari da un pervertito calvo, butto, cattivo e con la bava alla bocca in cerca di sesso facile a buon mercato - bensì un’osservazione fatta a caldo da un tifoso in astinenza da vittoria; Ahimè da troppo tempo. Pensate che brutto, non vinco niente dall’anno 2008. Che tristezza! Mi fa una rabbia pensare a Lotito. Alla veneranda età di sessantatré anni, Claudio è un membro attivo nella comunità sportiva. In ben quindici anni ha centrato 5 trofei tra cui tre Coppe Italia e ben due Supercoppe. Ritorniamo subito alla mia Roma, il mio unico e grande amore. Non ci perdiamo in chiacchere perché il tempo è denaro.
Mi sento frustrato. Profondamente deluso e amareggiato dall’esordio in campionato della mia squadra del cuore. Un pareggio che sa di amaro in bocca e non è la conseguenza di un forte bruciore allo stomaco. In un certo senso mi sento tradito e non lo dico per rendere più drammatica la vicenda oltreché bruciante.

La Roma di Dan Friedkin è un cantiere aperto? Sì? No! Boh! Forse? E invece questa volta è un “ni” assolutamente convinto. Perché l’osservazione è pertinente come poche altre ce ne sono in giro per il web. Nello stesso tempo, però, non si deve pretendere l’impossibile dal nuovo proprietario della Roma. Il povero DAN. Da non confondere con il più conosciuto DAZN. Giusto o mi sbaglio? Non c’è nessun dubbio a riguardo. Per questa ragione oggi non voglio sentire storie. Anche perché chi scrive ha sempre ragione. Per il sottoscritto questa è una discussione chiusa a doppia mandata.
Magari… la Roma fosse soltanto un cantiere aperto!
Beh allora sì che questa è una sacrosanta osservazione degna di un approfondimento culturale. E io lo farò, costi quel che costi, attingendo nuovamente alle mie profonde conoscenze sulla vita.

NOZIONI DI EDILIZIA E CICLO DI DEMING – PARTE I
In Edilizia prima di iniziare l’attività di cantiere è necessario predisporre una serie di documenti obbligatori. Esempio: Il Piano di Sicurezza e Coordinamento o PSC, il Programma Lavori, istruttorie varie, il Documento di Valutazione dei Rischi o DVR e carta su carta che nessuno mai si degnerà di leggere da vivo. Forse da morto. Al contrario i Lupacchiotti danno la sensazione di essere nella primissima fase di pianificazione dell’attività. Prima di quella del Plan per intenderci (fase di studio della fattibilità del capitolato: ci sono o non ci sono i soldi per portare avanti la baracca?). Poi ci sarà il Do, il Check e infine (se tutto va bene) l’Act. Sono i dettami sacri del ciclo virtuoso della qualità. Niente di particolare. E soltanto che il tempo è bugiardo, riportandomi indietro nel tempo. Quando conobbi la mia attuale compagna proprio grazie a Deming.

NOZIONI DI VITA – RITORNO AL FUTURO
Ero un giovane alto e bello - allora caro Nostalgico rossonero non avevo problemi esistenziali - e per di più tricologicamente sano. Più volte, durante la giornata, potevo accarezzarmi i capelli. Lo facevo spesso e di nascosto da genitori, amici e parenti e soprattutto in bagno lontano da occhi indiscreti. Ah! Si! Dai! Sì! Venite a me. Come siete morbidi e soffici. Mi amate? Io tanto! Non desideravo farmi vedere da nessuno mentre li pettinavo con estrema cura e così tanto amore da perdere il fiato. Li coccolavo con il gel al cocco e con uno shampoo costoso. Con essi ci potevo parlare di tutto. Dalla politica alla Roma fino al sesso. Oggi ho conosciuto una bella ragazza. Mi piace un casino, sapete? Avete un consiglio da darmi? Arsenico17 metti tanto gel sui di noi! Ahhh, quanti bei ricordi! Perché il tempo passa inesorabile? Perché, perche, perchéèè…..èèèè!
Per un lungo periodo della mia vita (quasi 25 anni) i capelli sono stati i miei migliori amici. Perché mi domandate? Semplice nulla di particolare. Essi avevano tutte le qualità possedute da un buon amico. Anzi lo erano di più. Difatti a differenza del primo migliore amico, quello immaginario, essi sapevano ascoltare. Eccome se lo facevano. Loro poi stavano sempre con me dalla mattina alla sera. Inoltre non mi criticavano mai, nemmeno se mi facevo la riga di lato. E stavo malissimo con quella pettinatura. Di solito li portavo all’indietro, alla spazzola è il termine tecnico. Insomma i capelli mi stimavano e io stimavo loro più di ogni altra cosa al mondo. Cosa c’era di male in tutto questo? A quei tempi avevo una splendida chioma fluente. Di colore castano. Essa conosceva a menadito tre lingue: l’inglese, il francese e l’italiano. Non mi potevo proprio lamentare, insomma. Avevo in testa un panettone da fare invidia persino a quel bellimbusto di Pierfrancesco Favino. “Un uomo molto fascinoso!” così mi ricorda, quando lo vede in tv, quell’ingrata della mia donna. In un certo senso conscia di mettere il dito in una ferita ancora aperta. La mia donna è più sadica dello scrivente perché è conscia di toccare con l’argomento un nervo scoperto. Con il sottoscritto parlare di capelli è come discutere amabilmente con Superman nell’Universo DC, quello derivante dall’esplosione di Krypton.
Insomma una ferita che mai si rimarginerà perché i capelli sono troppo importanti per l’orgoglio di un uomo. Per questo motivo sono convinto che il fascino di Favino dipenda soprattutto dalla sua fantastica chioma. Anche se lui, per ovvie ragioni, non lo ammetterà mai. Mai! Mai! Che ingrato sei Pierfrancesco!  E intanto apro l’Hashtag:  #icapellidifavinosonoilsegretodelsuosuccesso?

Mi sentivo un Dio nonostante non avessi mai lavorato in vita mia. E sapete non mi pesava affatto, nonostante allora non ci fosse nemmeno il reddito di cittadinanza. Anche perché andavo in giro senza nemmeno un euro nel portafoglio. Allora andava di moda così. Mamma io vado a vivere a Roma! Ma almeno, figlio mio, portati un po’ di soldi con te. No Mamma preferisco andare senza… e se poi li spendo? Bada bene, Roma non è come Manfredonia! È una grande città, una metropoli! Si! Mamma lo so! No! No! Non lo puoi sapere figlio mio. Dai mamma non fare così. Non essere triste per la mia partenza. Cosa c’è che ti preoccupa? Ehm, e se ti dovessero rapinare tu cosa gli dai? Niente Mamma. Ehm e se poi la prendono sul personale? Hai ragione Mamma, nonostante il tuo fare depressivo mi riesci sempre a tirare su il morale. Dai su, ecco, prendi 100 euro. Non lo dire a tuo padre. Ok mamma! Mettile subito nel portafoglio e non le consumare. Si mamma. E mi raccomando figlio mio, non mi fare stare in pensiero. Tirale fuori soltanto se ti dovessero rapinare. Ok mamma. TVTB!

Mi sentivo appagato. Un Dio greco dai capelli indorati dal sole. E non era perché mia madre mi aveva dato ben cento euro per difesa personale. Anche se, parliamoci chiaro, potevano bastare soltanto per due rapine, al massimo tre, se condotte soltanto da professionisti. Cosa potevo desiderare di più dalla vita? Una donna? Una Ferrari? Un cd di Marco Masini? No! No! Ero felice così anche senza niente, soprattutto perché sportivamente parlando andavo alla grande. La Roma di Mr. Capello aveva appena vinto il suo terzo scudetto. E sinceramente per il sottoscritto, Capello è stato l’allenatore più forte di tutti i tempi. Ce ne fossero di allenatori come Mr. Capello. Altro che quelle mezze pippe di Iachini, Serse Cosmi, Maran, Delio Rossi, Colantuono, Pioli, Liverani e soprattutto quell’antipatico di Spalletti. Quest’ultimo è stato sempre troppo pelato per i miei gusti tricologici raffinati. Almeno Pioli era stempiato alla Lazio. E invece, no. Lui vuole fare il diverso. Eccedere sempre in tutto anche nella sua calvizie. Con quel accento toscano estremamente tangibile a enfatizzare il suo pensiero spesso incomprensibile. Con quel suo modo di fare popolare da fare invidia alla nota influencer di Mondello: “Non ce n’è coviddi!”. Soprattutto con quella capoccia liscia come un faro abbagliante.
Ma ritorniamo a Deming. Conoscete la Fontana dell'Adriatico? Quella vicino all’Altare della Patria per intenderci. In quel luogo magico, io e la mia compagna, ci siamo dati il primo bacio. In realtà ci trovavamo li soltanto perché c’eravamo persi. E io ero troppo stanco per continuare. Mi funzionava solo la lingua e un orecchio. L’altro era assente giustificato perché si riposava per il giorno dopo. Portavo certe scarpe scomode. Il 41 al posto del 43. Lei mi parlava con enfasi di questo tizio e del suo ciclo virtuoso. E io non ho saputo resistere al suo fascino. Non è da tutte le donne conoscere nel profondo l’Ing. William Edwards Deming.

NOZIONI DI EDILIZIA E CICLO DI DEMING – PARTE II   
Lo prendiamo o no questo appalto? Dipende dai costi e soprattutto dal valore dell’offerta fatta al committente. Capo! Capo! Non ci siamo solo noi al mondo perché altre società partecipano alla gara d’appalto. E soprattutto chi prenderà l’appalto non è sempre il migliore dell’allegra compagnia. Tutt’altro, ahimè, spesso è il peggiore e senza uno straccio di garanzia. Difatti per il buon esito della gara è determinante il valore economico dell’offerta proposta che economicamente deve sempre tendere al ribasso. Insomma, cari lettori - senza prenderla troppo alla larga - conosciamo tutti le difficoltà nel mondo degli affari. Se siamo dei poveracci ci sarà un motivo? O la causa è la concorrenza sleale di società dell’Est Europa che riescono a essere più competitive grazie a un costo del lavoro più basso rispetto a quello degli italiani? Tutto ciò si traduce in una ferocità bestiale che si cela in fondo alla sessualità possente dell’essere umano. Nel mondo degli affari, se non stai attento, il rischio è quello di essere sodomizzato dal primo che capita e senza lubrificante. Mamma mia che doloreeee! Che dolore…..!
Questo è un mondo di squali e sapete, ogni santo giorno dobbiamo faticare, e ahimè non poco, per riuscire a portare a casa la pagnotta. E alla fine l’obiettivo finale deve essere sempre quello di metterci nel panino almeno una fetta di mortadella con pezzettini gustosi di pistacchio. Tradotto in economese: riuscire a fare il margine per la nostra commessa.
Tutto questo è per capirci la Roma di oggi.
La mia ROMA è ancora nella fase di quotazione del capitolato. Che tristezza! Non è nemmeno al primo step, il Plan. Dan, Baldissoni e Fienga sono in piena fase di Brainstorming di categoria F5. Ci teniamo Dzeko o lo vendiamo ai gobbacci della Juventus? Se ce lo teniamo, occhio, alla prima lo mettiamo in panchina possibilmente per perdere. E di Milik cosa ne facciamo? Lo mettiamo nel latte con i biscotti o aspettiamo che lo prenda un'altra squadra, magari la stessa Juventus impietosita? Se io fossi in te Dan aspetterei fino all’ultimo. Magari è il volere del destino. Dai su affidiamoci a DIO. Tanto che ci frega? Poi ci rimette i capelli quel poveraccio di Fonseca. Ma i capelli di Paulo sono belli tosti. Duri a cadere. Non sono come quelli di Spalletti (caduti per scelta personale) e nemmeno come quelli di Rudi Garcia (avvelenati dal testosterone). Quest’ultimo venuto a Roma con una folta e bellissima chioma per poi andarsene con i sintomi di un alopecia da stress da record mondiale. Non si è più ripreso. Poveraccio! Ha perso tutti i capelli.
Ebbene, senza altri giri di parole, signori e signore, questa è l’attuale situazione organizzativa della mia squadra del cuore, la Roma.

Prima di salutarvi con affetto mi diletterò nel primo pagellone.
IL PAGELLONE DI ARSENICO17

Mirante, Voto 7. Con lui a difendere la porta giallorossa non si perde mai, al massimo si pareggia. #Talismano!
Mancini, Voto 6,5. Il ragazzo ha una capacita non comune tra i suoi colleghi. Durante i novanti minuti di gioco riesce a essere pericoloso sia in difesa che in attacco. #Fenomeno!
Cristante, Voto 7. E’ un voto di incoraggiamento. Va beh! Gli ho messo un voto discreto perché il ragazzo mi fa tanta tenerezza. Si impegna, corre e suda per la maglia ma non eccede mai in nulla. Alla prossima partita mi aspetto di trovarlo in Porta.  Ma non al posto di Mirante. A sostituire la porta, i pali e la rete. #poveraccio
Ibanez, Voto 10. Per stare in difesa con Cristante e Mancini ci vuole talento e un pizzico di sana follia. L’incoscienza dell’età o semplicemente un predestinato? #predestinato
Karsdorp, Voto 4. Il terzino più scarso nella storia della Roma. Mi ricorda un giocattolino per bambini. Parte a razzo per poi perdere d’intensità e velocità. Proprio come un giocattolo tirato con la molla. Poi sempre come i giocattoli cinesi si rompe. #rottamatelo
Spinazzola, voto 7,5. E’ il migliore della Roma e infatti Pallotta lo voleva vendere all’Inter per Politano. E’ stato il più pericoloso per i giallorossi. Peccato per quel tiro al volo finito sulla traversa. Con il suo gesto tecnico e atletico, mi ha ricordato uno dei personaggi televisti preferiti. Chi Van Damme? No! No! Non scherziamo, Daniel LaRusso!  #karateKid
Diawara, voto 5. Poteva avere un futuro luminoso come comparsa nel mondo dorato del cinema. Era adatto per svolgere il ruolo della gamba nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Purtroppo così non è stato. E ce lo teniamo nel centrocampo della Roma. #comparsa
Veretout, voto 6,5. Il centrocampista più forte della rosa giallorossa. Ma non basta perché per vincere le partite ci vuole ben altro. Qualità e quantità. #rimandatoaottobre
Pellegrini, voto 5. Di Magnifico ha solo il nome. Non sa né di carne né di pesce. Per fortuna non puzza. Poco determinato. Non è facile per nessuno giocare in questa Roma mediocre. #femminuccia
Mkhitaryan, voto 7. Il voto è di stima. Non lo puoi mettere a fare il centravanti. Non ha le caratteristiche fisiche e tecniche. E’ il miglior calciatore della rosa giallorossa dopo il gigante buono. Peccato, davvero, perché con Dzeko l’intesa stava crescendo. Insieme i due avrebbero fatto molto bene. E invece a Roma è sempre Capodanno. Stagione nuova, attacco nuovo. #rompitutto
Pedro, voto 5. Durante i novanti minuti si è visto qualcosina di buono. Ma non era lui. Ha un grande demerito, quello di aver fatto rimpiangere Under a tutti i tifosi della Lupa #bollito
Fonseca, voto 5. L’allenatore lusitano se lo chiede ogni santo giorno. Ma chi me la fatta fare? Si stava meglio in Ucraina, quando si stava peggio. Nonostante il suo travaglio fisico e psicologico (sembra invecchiato di dieci anni) non posso imputare niente de che all’allenatore portoghese. La Rosa giallorossa è incompleta allo stato attuale dei fatti. Giocare senza centravanti di ruolo non è facile per nessuno. Soprattutto se quel centravanti ha un nome e cognome: Edin Dzeko.
E infine Edin Dzeko voto ZERO. Il bosniaco si è rifiutato di scendere in campo. Questo non va bene caro Edin. Perché è una mancanza di professionalità e rispetto per i tuoi attuali compagni e tifosi. Con la Roma hai guadagnato tanti bei soldini. Per carità ci ha fatto spesso sognare e altre volte piangere. Ma onestamente non mi aspettavo questo atteggiamento di chiusura dal gigante buono. Non me la prendo più di tanto. Per carità di Dio, sono un uomo di mondo. I problemi della vita sono bel altri. Ad esempio? Uno su tutti, la caduta dei capelli. E poi caro e vecchio amico bosniaco di vecchie battaglie, ahimè. Vivo sulla mia pelle gli effetti devastanti dell’età che avanza. Prima la caduta dei capelli, poi una ruga sul viso e poi un’altra e ancora un'altra senza nessuna pietà. Per non parlare della postata infiammata. Eh già il tempo non fa sconti a nessuno, caro e vecchio amico mio… ed è risaputo che con l’avanzare dell’età purtroppo ci si ingobbisce… E si diventa, ahimè, tanto BRUTTI E CATTIVI.  

Arsenico17