La Roma di Fonseca è stata sconfitta dalla modesta formazione del Parma orfana di Roberto Inglese, Yann Karamoh e in seguito, durante il match, del suo uomo migliore: Kouassi Gervais Yao, meglio noto come Gervinho; quest’ultimo è stato costretto ad abbandonare, alla fine del primo tempo, il campo di gioco a seguito di un lieve infortunio muscolare. Niente di preoccupante per Er Tendina; rassicuro i tanti tifosi emiliani sopravvissuti ai Tanzi e ai Girardi, i quali hanno fatto più danni del terremoto dell'Emilia. Bando alle ciance: la prestazione della squadra giallorossa è stata insufficiente, tanto, per essere chiaro fin dall’inizio - il mio peccato principale - e non lasciare spazio al dubbio che, talvolta, si annida tra i neuroni come un cancro.

Subito dopo la sconfitta il sindaco di Roma, la bellissima e competente (?) Virginia Raggi (nonché musa di Peppe Grillo), ha prontamente emesso il seguente avviso di criticità: perturbazione in transito su Trigoria con piogge e rovesci sparsi e temporanei rinforzi dei venti; Giuro, ha fatto tutto da sola! A parte le indicazioni Meteo, sempre interessanti per chi dovesse pianificare un weekend fuori porta - beato lui - non sono richieste, peculiari, doti divinatorie per prevedere l’ennesima stagione fallimentare e, purtroppo, avara di soddisfazioni per i colori giallorossi.

I problemi? Sono tanti, ce solo l’imbarazzo della scelta! Da dove inizio?

LA POLITICA DELLA DIREZIONE

La politica dell’Associazione Sportiva Roma consiste nel fornire un alto standard di qualità attraverso la progettazione e la realizzazione di plusvalenze allo scopo di ottenere una maggiore capacità contributiva a discapito, principalmente, dei risultati sportivi. Per approfondimenti chiedere ai procuratori, milionari, di Salah, Rudiger, Digne, Allison, Szczęsny, Pjanic, Nainggolan, etc.

SOLDI! SOLDI! SOLDI!

Sarebbe carino e, soprattutto, dignitoso che una figura pia e misericordiosa della società A.S. Roma, per una volta, ci mettesse la faccia - di bronzo, altro che Riace - per formalizzare la politica dell’alta direzione: non vincere nulla, zero titoli, come del resto tutte le altre stagioni della presidenza americana.

ALLENATORE

Propriamente si sa solo quando si sa poco; col sapere cresce anche il dubbio che a compromettere la situazione ci sono anche le scelte, discutibili a dir poco, dell’allenatore portoghese; per il sottoscritto Mr. Fonseca non ha portato - alla giornata numero dodici di campionato - il cosiddetto valore aggiunto anzi tutt’altro. Con un po' d’invidia (eufemismo) devo ammettere che il portoghese è un bel uomo, sicuramente egli farà breccia tra i cuori delle bellissime e passionali romane. Chi sarà la prossima Francesca Brienza? Sono aperte le scommesse!

Con piacere lascio la competenza sulla tattica a tifosi, giornalisti e vari ed eventuali perché a seguire mi diletterò, soltanto, nel mettere la pulce nell’orecchio: È destinato al fallimento, alias esonero, un allenatore che non pone nelle condizioni ideali il suo miglior centravanti, Edin Dzeko?

Il forte centravanti bosniaco, infatti, sembra un corpo estraneo al progetto tecnico e tattico dell’allenatore. Con uno sforzo di memoria – gli anni, purtroppo, si fanno sentire - il trentatreenne bosniaco ricorda più quello svogliato e involutivo di Mr. Di Francesco che quello formidable, da record, di Mr. Spalletti. Sebbene siano maestranze, abili e arruolabili - nessuno sano di mente lo può mettere in dubbio - i vari Zaniolo, Perotti, Pastore, Under, Kluivert, Pellegrini, Cristante non hanno virtù degne di nota, di certo, nella fase realizzativa. Ci vuole, forse, un genio per capirlo o solo uno stupido per evidenziarlo? Caro Fonseca non può aspettarti, sempre, che un ragazzino di diciannove anni, Zaniolo, ti risolvi le partire ………! Anche perché baby face, Nicolò, di sicuro è un buonissimo prospetto ma per adesso preferisco la mamma sicuramente più matura del figlio!

DIREZIONE SPORTIVA

La squadra giallorossa è stata costruita male, Petrachi non faccia come il suo predecessore illustre, Monchi er pelato de Sevilla: si prenda in largo anticipo, pubblicamente, le sue responsabilità. Ci dica qualcosa che noi, profani del pallone, ancora non sappiamo - non solo che il calcio è uno sport per maschi. È un dato oggettivo che la rosa, maschia, giallorossa è costituta da pochi centravanti finalizzatori, al contrario ci sono troppi calciatori - sempre maschi - nel ruolo di mezzala e/o di trequartista.

Tanta carne, maschia, al fuoco! Meglio quella sinuosa e prosperosa di Francesca Costa! Giusto? Non voglio rischiare di passare dalla ragione al torto o, per così poco, dall’interesse alla noia! Vi saluto, però, vorrei farlo con il dubbio: Non sarebbe stato meglio comprare un Mandžukić per poterlo affiancare semplicemente a Dzeko?”

Tanto a essere banali, un po' sognatori, allora sì caro Petrachi che dietro i due centravanti ci potevi far giocare uno tra i tanti trequartisti, maschi, della tua rosa... per quello, soltanto, ce solo l’imbarazzo della scelta! 

È così difficile giocare a calcio per un popolo da un glorioso passato? A quanto pare sì per Fonseca e Petrachi, al contrario per Pallotta è solo una questione di capacità contributiva... 


Arsenico17