Il vero segreto di un vincente non è quello di apparire sempre impeccabile senza mostrare alcun punto debole sul proprio corpo, ma è implicito, si nasconde nella sua perseverenza accanita, nella focosa voglia di rialzarsi in seguito alle cadute, perché in realtà vincenti non lo si nasce, ma lo si diventa.

Correva la stagione 2016/2017 quando nel mese di gennaio l'attaccante olandese Memphis Depay veniva ceduto dal Manchester United verso la destinazione francese dell'Olympique Lyonnais, in quello che rappresentava per il talento di Moordrecht un terribile passo indietro nella propria carriera.

Sbarcato in Inghilterra tra le brillanti aspettative del popolo dell'Old Trafford solo 2 anni prima, questo ragazzo divenne presto un genio incompreso, bollato come tulipano mai sbocciato, del quale un ambiente veloce come quello britannico non poteva attendere la tarda fioritura. Ed è proprio qui che egli venne scaraventato a terra, gettato nell'agglomerato di quei calciatori mediocri che presto si spengono sotto l'azione della pressione.

Forse l'opportunità di esplodere in una piazza importante sfumava anch'essa con quella cessione, ma il giovane classe 1994 non aveva alcuna intenzione di arrendersi: non appena giunto a Lione si traforma prestissimo in una pedina fondamentale nello scacchiere del proprio allenatore Bruno Genesio, che dapprima decide di metterloa alla prova, per poi presto consacrarlo come uno dei titolari inamovibili del club.

Non sono un mistero le sue strabilianti prestazioni con la maglia dei Les Phocéens, con le quali è riuscito a richiamare su di sé l'attenzione dei riflettori di tutta Europa, con le formazioni più prestigiose pronte a regalargli una nuova opportunità per scrivere la storia: 25 i goal segnati in terra transalpina, tra cui gioielli su calcio piazzato, incursioni alla velocità delle luce in area avversaria, magiche conclusioni dalla distanza, tutti frutti del suo immenso estro calcistico, che in ogni occasione hanno dato prova di un genio che comprende colpi di qualunque categoria.

Anche in nazionale i risultati non si sono fatti attendere, a testmonianza di ciò quest'ultimo ha messo a segno ben 12 reti nel complesso di 41 presenze, trasformandosi in un centravanti imprevedibile, in grado di aiutare la squadra in fase di ripiegamento, e contemporaneamente di gettarsi in contropiedi micidiali per le avversarie, galleggiando sulla linea del fuorigioco nello stile maturo di un tulipano finalmente nel pieno della fioritura: proprio così infatti nella serata di sabato scorso la sua squadra ha mandato in totale tilt la difesa tedesca nel secco 3-0 che ha rispedito a casa la Germania di Joachim Low, uscita con le ossa rotte dalla Johan Cruijff Arena di Amsterdam.

Una rete messa a segno nel match per un Memphis Depay completamente risorto dalle proprie ceneri, arrivata dopo un'azione ribaltata in offensiva dai compagni, che servendolo tutto solo davanti all'inerme Manuel Neuer gli hanno permesso di apporre anche la propria firma sul risultato, che avrebbe potuto personalmente arrotondare pochi minuti più tardi, quando in seguito all'ennesima fuga ai danni di un disastroso Jerome Boateng, stampa un destro tremendo sulla traversa. E non finisce mica qui, poiché nell'arco dei 3 minuti di recupero gli orange continuano a colpire con un'invenzione del numero 10 che serve il centrocampista del Liverpool Georginio Wijnaldum, il quale si mette in proprio con uno slalom da applausi, concluso poi con un potente e preciso diagonale che si insacca alle spalle dell'estremo difensore tedesco, la cui porta termina la partita nel totale assedio olandese.

Risulta essere ormai chiaro e limpido il messaggio lanciato dall'attaccante ex United, protagonista assoluto del match con una prestazione, l'ennesima verrebbe da dire, che richiama grande attenzione da parte degli intenditori di questo sport: Memphis Depay sta finalmente consacrandosi come uno dei calciatori più devastanti di questo presente calcistico, diventando per caratteristiche un centravanti atipico unico nel suo genere.

Chissà se nelle menti dei dirigenti del prestigioso Real Madrid, in sofferenza per la partenza dell'asso portoghese Cristiano Ronaldo, possa trapelare l'idea di scommettere sul genio di questo strabiliante ragazzo, concedendogli la tanto attesa opportunità di brillare nuovamente in un palcoscenico stellare, riuscendo in tal modo nel completamento della rinascita di una stella che solo poco tempo fa sembrava essersi tristemente spenta.