La Roma dopo un buon inizio di stagione, dove era riuscita a raggiungere il quarto posto distanziando l’Atalanta di qualche punto e addirittura a mettendo nel mirino il terzetto che sta combattendo per lo scudetto, in questo 2020 sembra aver perso quello smalto e quell’identità di gioco che la contraddistingueva.

I tonfi arrivati in casa contro Torino, Juventus e Bologna e le rovinose trasferte di Bergamo e Reggio Emilia, hanno fatto scivolare la squadra capitolina al quinto posto a tre punti dall’Atalanta (Bergamaschi con una partita in meno e lo scontro diretto a favore) e addirittura a diciotto punti dalla vetta che fino a qualche giornata fa distava solo sette lunghezze.

Le cause di questo calo di rendimento sono molteplici, su tutte però spiccano i gravi infortuni di due giocatori chiave per la compagine giallorossa: Nicolò Zaniolo e Amadou Diawara.

Il giovane talento italiano grazie alla sua fisicità abbinata ad una tecnica cristallina creava scompiglio nelle difese avversarie con cavalcate sulla fascia, cambi di direzione, dribbling, cross e soprattutto un contributo importante anche in fase realizzativa.

Il guineano ex Napoli invece era diventato il fulcro del gioco, sia in fase d’attacco che in fase di contenimento. In pochi mesi era diventato il primo regista, dettando i tempi di gioco; abile sia in fase di ordinaria distribuzione ma capace anche di verticalizzazioni improvvise pronte a cogliere di sorpresa le linee difensive degli avversari. Mentre in fase difensiva riusciva sempre a posizionarsi nelle linee di passaggio rivali spesso intercettando il pallone ricucendo l’azione per la compagine giallorossa.

L’assenza prolungata del mediano e dell’ala destra ha scombussolato anche i piani di Petrachi sul mercato, che probabilmente avrebbe preferito concentrarsi sull’acquisto di un buon vice-Dzeko (viste le deludenti prestazioni di Kalinic), e su un Terzino destro vista la partenza di Florenzi.
Vista la situazione di emergenza e il budget abbastanza limitato il D.S ex Toro ha deciso di optare per due giovani talenti provenienti dalla Spagna: Carles Perez e Gonzalo Villar.
La scelta è ricaduta sui due spagnoli poiché nonostante la giovane età dispongono di quel tasso tecnico necessario a riconferire quella vitalità in fase offensiva che troppo è mancata in questo avvio di 2020 alla compagine di Fonseca.

La rinascita della Roma sembra passare proprio per i piedi del catalano che giovedì ha siglato il goal che ha permesso la vittoria contro il Gent in Europa League.
Una vittoria sofferta dove i giallorossi non hanno brillato davanti ed hanno traballato dietro.
Si sa, vincere aiuta a vincere e nonostante una prova non del tutto convincente il risultato ha dato slancio alla squadra e all’ambiente Romano; tanto che contro il Lecce è arrivata una delle migliori prestazioni in stagione, convincente sia dal punto di vista del gioco e soprattutto del risultato.

I salentini durante il campionato si sono dimostrati una squadra ostica capace di far cadere moltissime ‘Big’, sia in casa ma soprattutto in trasferta, dimostrando di rendersi pericolosi con un’idea di calcio propositiva frutto delle idee del tecnico Liverani.

Per la Roma era vitale riconquistare i 3 punti in serie a che mancavano addirittura dalla trasferta di Genova; così l’allenatore ha deciso di preparare il match con degli accorgimenti tattici volti a contrastare le insidiose caratteristiche dei pugliesi ma soprattutto per esaltare le caratteristiche dei propri giocatori.

Il tecnico portoghese ha deciso di snaturare il suo amato 4-2-3-1 in un inedito 3-1-5-1.

I centrali designati per proteggere Pau Lopez erano Smalling sul centro sinistra mancini al centro e la sorpresissima Veretout utilizzato sul centro destra. Questa mossa tattica poteva sembrare avventata ma è stata azzeccatissima; Il francese è stato uno dei migliori perchè si sono sfruttate al meglio sia le sue doti atletiche, ideali per contrastare gli inserimenti dei centrocampisti salentini, sia le sue caratteristiche tecniche che gli hanno permesso di essere il calciatore che ha effettuato più passaggi durante la gara(74) con una precisone (quasi) impeccabile del 93%.
Inoltre la posizione dell’Ex viola ha permesso una buona prestazione da parte di un giocatore che sembrava perso come Bruno Peres, infatti il Brasiliano è riuscito a fornire un grande contributo in fase offensiva, liberato dalla pressione che lo attanagliava in fase di copertura (dove non ha mai brillato), coperto proprio da Veretout.

Davanti alla difesa a fare da filtro c’era Cristante, che da quando è rientrato dall’infortunio ha avuto difficoltà a ritrovare la forma, ma grazie a questo schieramento tattico dove aveva 5 soluzioni davanti e 3 dietro è riuscito anche lui a tornare ai suoi livelli.
Davanti al numero 4 erano presenti Kolarov, Mhkitaryan, Pellegrini, Under e ovviamente Peres.

Per Kolarov vale lo stesso discorso di Peres, il serbo sembra essere tornato ai suoi standard, ha percorso la fascia come una furia innumerevoli volte, con la consapevolezza di essere coperto da un monumentale Chris Smalling, riuscendo persino ad iscriversi all’albo dei marcatori.
L’accentramento delle ali di Fonseca è stato fatale, infatti sia il turco che l’Armeno sono andati in rete.
Il numero 77 ex Arsenal grazie alla sua versatilità nel secondo tempo ha preso la posizione di Pellegrini giocando una partita di altissima fattura anche da centrocampista.

Ma il giocatore che sembra abbia beneficiato di più di questa innovazione tattica è stato il neo-capitano Edin Dzeko.
Il bosniaco ha collezionato 9 tiri, 3 passaggi chiave, 1 cross,4 dribbling e 4 duelli aerei vinti. Perfezionando la sua immensa prestazione con un goal ed un assist.

Il cigno di Sarajevo è stato il ‘9.5’ ideale, letale in fase di finalizzazione ma prezioso anche in fase di costruzione; infatti la sua visione di gioco ha permesso il continuo inserimento delle ali, inoltre la sua fisicità ha permesso in più di un’occasione alla squadra di risalire e guadagnare campo.

La Roma grazie ad una nuova idea di calcio ha prodotto la miglior prestazione stagionale per le statistiche, riuscendo ad effettuare:

  • 26 tiri,11 dei quali nello specchio della porta
  • 24 passaggi chiave(passaggi che tagliano fuori dall’azione uno o più giocatori avversari)
  • 19 cross
  • 23 dribbling.

Il quarto posto è lontano ma non impossibile e ora e c’è anche un’Europa League da onorare.
Il tecnico portoghese sembra aver ritrovato la bussola, vedremo se riuscirà a guidare la Roma in questo complicatissimo percorso senza cadere di nuovo.