L’internazionale di Milano strapazza il Genoa con un sonoro quattro a zero: PAM! PAM! PAM! PAM! Partita senza storia - tutti a casa per i preparativi di Capodanno, cotechino e lenticchie per tutti offre Arsenco17 - imbarazzante, per non infierire con altro, la differenza tecnica tra i due schieramenti in campo.

La compagine di Antonio Conte è scesa “affamata” sul terreno di gioco: “Forse a causa di una dieta italiana povera di alimenti di origine europea?”. Al contrario il Genoa di Thiago Motta - fin troppo sazio per essere vero - ha interpretato il ruolo della vittima predestinata un po’ come lo era il povero agnello sacrificale per Abramo.

Il protagonista della serata è stato - senza ombra di dubbio - il forte attaccante belga, Romelu Lukaku, che ha messo a segno due reti di pregevole fattura con l’applicazione del raverse charge. Il primo goal siglato di testa (su pennellata di Antonio Candreva) e, al contrario, la seconda marcatura realizzata, con un mix esplosivo di potenza e tecnica, rientrando di sinistro per poi lanciare una sassata, terrificante, all’incrocio dei pali.

Per la cronaca è da segnalare l’unico aspetto positivo di un serata, assolutamente, da dimenticare per i grifoni: con la presente rassicuro i parenti a casa e tutti i tifosi genoani. Radu sta bene! Nonostante il ragazzo sia molto traumatizzato, lasciato da solo per novanta minuti di gioco; affidato alle cure premurose (si spera reversibili) di un bravo psicologo e, fortunatamente, rimasto illeso fisicamente dalla tremenda sassaiola belga. 

Partita senza storianon c’è più nulla da aggiungere a favore degli affamati interisti per non esagerare e a sfavore dei sazi genoani per non infieriredominata in lungo e il largo dagli uomini di Antonio Conte. Quest’ultimo, ormai sembra superfluo sottolinearlo almeno per lo scrivente, è stato il dodicesimo uomo in campo, per i novanta minuti posseduto da uno spirito greco e bizantino tipico del popolo salentino: “Simu salentini dellu munnu cittadini!”.  

Dalla tribune di San Siro – Ahimè è tutto vero per i tifosi bianconeri – ammirare il tecnico salentino è uno spettacolo nello spettacolo; per intenderci una sorta di connubio vincente tra la musica classica e quella reggae, tra movenze arcaiche e una sensibilità moderna.

Per i tifosi interisti tutto nella norma - che si traduce con il primo posto in classifica (meritato) in compagnia degli odiati juventini - a eccezion fatta per un lieto evento che poteva essere difficilmente pronosticabile, fino a pochi mesi fa, da un ragazzino di “soli” diciassette anni di Castellammare di Stabia.

La prima partita da titolare per Esposito.

Una notte passata insonne (come lo stesso Esposito dichiarerà visibilmente commosso, in lacrime, alla fine della partita) per un ragazzino, ricordiamolo, nemmeno diciottenne. Magari una nottata vissuta come tanti ragazzini - tra la playstation e momenti d’introspezione - a sognare una possibile esultanza per un assist o, se va di lusso, per una marcatura determinante ai fini del risultato finale: Canta l’immensa gioia di vivere, d’esser forte, d’esser giovine, di mordere tutti i frutti terresti con saldi e banchi denti voraci!

È anche questo il calcio, non solo lustrini e pagliette di calciatori famosi spesso non cosi meritevoli come sembrano.  

A parere del sottoscritto “il vostro?” questo è Il calcio più bello!
È il calcio visto con gli occhi di un bambino che, da adolescente, è costretto a lasciare i propri affetti e l’amata terra per mangiare panini e – come tanti meridionali purtroppo sono costretti a fare in questi anni solo per necessità virtù – per ascoltare tutte le musiche e di guardare con occhi fiammei il volto divino del mondo come l’amante guarda l’amata.


Ma non perdiamoci in chiacchiere! Le mie! Mi armo di coraggio per andare a descrive, con dovizia di dettaglio, un calcio di rigore.

Fallo su Gagliardini, calcio di rigore assegnato all’Inter! Questa volta non c’è bisogno del VAR, il fallo è solare. Sul dischetto ci va, da sempre, il rigorista dall’allenatore preventivamente designato. In questo caso è il belga Romelu Lukaku che, fino a quel momento, è stato il protagonista assoluto del match.

CLAMOROSO!

I settantamila tifosi presenti allo Stadio, vogliono un ragazzino sul dischetto di rigore, intonando in coro e all’unisono: Esposito! Esposito! Esposito!

Sono forse impazziti i tifosi dell’Inter? O più semplicemente alberga negli animi dei vecchi milanesi la frase gloriosa: ma Milan l’è gran Milan!

Dopo un breve conciliabolo, tra il campione che si è fatto uomo e il ragazzino sognante, Esposito si dirige in prossimità del dischetto all’interno dell’area di rigore.

Il tempo è un concetto relativo, almeno, per un diciassettenne! Non c’è tempo per pensare, oggi canta la gioia! Lungi da l’anima nostro il dolore, veste cinerea. E’ un misero schiavo colui che dal dolore fa la sua veste.

Sebastiano Espositooooo!




Arsenico17