Jorge Mendes ed il Milan. Un binomio che tante volte si è sfiorato ma senza mai pienamente legarsi. Per fare un paragone geometrico un po' come due rette che si toccano in un punto ma senza intersecarsi.

La storia inizia nel marzo 2014. Il Milan per la prima volta dopo tanti anni rischia fortemente di restare fuori dalle coppe. Il ridimensionamento ormai è lampante. Iniziano a circolare le prime voci di un Berlusconi pressato dai figli, soprattutto quelli di primo letto Piersilvio e Marina, a cedere il Milan o quantomeno una consistentissima quota di minoranza. In un apparentemente tranquillo Milan -Chievo le telecamere intercettano a San Siro proprio lui Jorge Mendes seduto a fianco di Adriano Galliani. Pare che l'agente di Cristiano Ronaldo e Mourinho fosse li per "recapitare" un'offerta per l'acquisto del 51% presentata da un suo amico, il magnate singaporiano Peter Lim.

Offerta che sarà rispedita al mittente con educata fermezza da Silvio Berlusconi. Onestamente non è di quelle che non si possono rifiutare, il Cavaliere non ha ancora maturato l'idea di mollare e poi vede il portoghese come fumo negli occhi. Come l'antitesi del Milan "giovane e italiano" che sogna, o meglio che gli serve per far accettare il ridimensionamento a stampa e tifosi.

La tendenza ad un ital-Milan ed il budget non certo da sceicchi troncheranno sul nascere ogni possibile collaborazione anche in chiave di semplice calciomercato, nonostante la stima reciproca che intercorre fra Mendes e Galliani.

L'anno successivo Berlusconi è un po' più convinto a mollare ed è stato stipulato un contratto preliminare con Bee Taechaubol, broker thailandese amico di Paolo Cannavaro, che si dichiara frontman di una alquanto misteriosa cordata asiatico. Taechaubol, soprannominato dalla stampa italiana Mr Bee, risulta in modo non proprio chiaro legato al fondo di investimento Doyen, celebre TPO presieduto dal portoghese Nelio Lucas e che esercita una sorta di controllo su alcuni club lusitani e spagnoli. La Doyen, non fosse altro per vicinanza geografica e di interessi, si trova spesso a coincidere con la galassia mendesiana, talvolta in veste di alleato, talvolta di concorrente di Mendes e della sua Gestifute. Nell'idea originaria la Doyen avrebbe dovuto fungere da advisor di Galliani nel muoversi nel mercato estero. Tuttavia dopo alcune trattative saltate, a cui secondo le voci giornalistiche pare non fosse estraneo lo stesso Mendes, Silvio stoppa tutto e decreta un ritorno al calciomercato tradizionale. La prova ne è il precipitoso acquisto di Andrea Bertolacci.

Nell'estate 2016 altro giro altra corsa. Evaporato Mr Bee Berlusconi ha intavolato un'altra trattativa. Stavolta con una cordata cinese. La trattativa viene condotta da un italo-americano specializzato in acquisizioni sportive Sal Galatioto, coadiuvato dall'italo-svizzero Nicholas Gancikoff. La negoziazione va per le lunghe, complici anche le delicate condizioni di salute dello stesso Berlusconi. Il mistero su chi ci sia realmente dietro i due intermediari è fitto e le indicazioni circa lo "stato dell'arte" contradditorio. A momenti sembra che la firma sia imminente, a momenti sembra invece che stia per saltare tutto. 

Il 4 agosto 2016 la " Gazzetta dello Sport" lancia la bomba. Un altro soggetto è fortemente interessato all' acquisto del Milan e complici le lungaggini della trattativa con Galatioto e Gancikoff avrebbe presentato un'offerta. Si tratta del fondo cinese Fosun presieduto dal miliardario Guo Guangchang, già proprietario del Wolverhampton e strettamente legato a Mendes.

Il 5 agosto 2016 la svolta clamorosa. Galatioto e Gancikoff sono estromessi dalle trattave e Berlusconi firma un preliminare di vendita con Li Yonghong.

Cosa sia successo nelle ore precedenti non è dato saperlo. Ne è dato sapere se in tutto questo Mendes abbia avuto un ruolo e se si quale...

Attenendoci ai meri fatti il 13 aprile 2017 dopo un infinito tira e molla Li Yonghong diventa proprietario del Milan.

Il mercato estivo 2017 non sarà più onore ed onere di Adriano Galliani ma sarà condotto dal duo di fiducia della nuova proprietà Marco Fassone-Massimiliano Mirabelli.

Il budget stavolta è decisamente consistente. Dopo un primo incontro positivo fra le parti in occasione della finale di Champions League i contatti fra Mendes e la nuova dirigenza rossonera si susseguono numerosi. Si parla dell'avvio di una stretta collaborazione con Gestifute e si fanno tantissimi nomi in ballo, da Falcao ad James Rodriguez. Si vocifera persino di Cristiano Ronaldo. In realtà l'unico acquisto di scuderia Gestifute sarà Andrè Silva. Il giovane portoghese, probabilmente in effetti forse non pronto per la Serie A, sarà proprio per la sua appartenenza alla galassia Mendes oggetto di una shitstorm assurda da parte della stampa e di parte della tifoseria.

Il Milan cinese non decolla. Le difficoltà economiche sono pressanti. Il fondo Elliott, che ha prestato una parte consistente dei capitali necessari a completare il closing, pretende il rigoroso rispetto degli accordi, pena l'immediata escussione del pegno e l'estromissione di Mr Li dal club rossonero. 

Mr Li per non perdere il Milan o quantomeno rientrare almeno in parte nelle spese si gioca la carta di disperata dell'ingresso di un soggetto che liquidi Elliott o addirittura della cessione. Si muove Mendes. Si parla di insistenti contatti con un soggetto malese, si vocifera il Sultano di Johor, il cui figlio,grande appassionato di calcio, è amico del portoghese, e con soggetti russi o comunque dell'Europa dell'Est, si vocifera di Rybolovlev e del magnate ceco Daniel Kretinsky. Per onestà intellettuale bisogna dire tuttavia che ci sono stati anche tentativi con soggetti estranei a Mendes come il miliardario italo-americano Rocco Commisso.

Ma ormai è tardi ed il Milan passa ad Elliott. L'era cinese si chiude prematuramente. La dirigenza milanista cambia nuovamente volti. Il Presidente sarà il professor Paolo Scaroni, grande amico di Berlusconi, come amministratore delegato verrà scelto l'ex Ceo dell'Arsenal Ivan Gazidis e la parte sportiva sarà affidata a Paolo Maldini ed al figliol prodigo Leonardo.

La collaborazione con Mendes di fatto si interrompe. Silva sarà ceduto in prestito e nessun nuovo giocatore di Gestifute o ad essa legato verrà acquistato. Al contrario vi sarà un riavvicinamento col grande rivale di Mendes Mino Raiola.

Dopo il crollo delle ultime partite che rischia di costare veramente caro ai rossoneri pare che la Società abbia deciso a fine stagione di salutare Gattuso.

E' iniziato ufficialmente il casting per la panchina. 

Fra i nomi accostati c'è anche quello di Leonardo Jardim, tecnico portoghese artefice dello splendido Monaco in grado di spezzare l'egemonia Psg e di arrivare in semifinale di Champions League. A detta di chi scrive si tratta di un profilo particolarmente valido. Carismatico e bravo a lavorare coi giovani, oltre che dai costi ampiamente sostenibili. Un tecnico in grado di segnare veramente una svolta.

Tuttavia presenta delle forti resistenze da parte di stampa, tifosi e, voces dicunt, figure interne alla Società stessa. Il motivo? Naturalmente il suo legame con Jorge Mendes.

Perché tanta paura di Mendes? Mendes per molti rappresentanta l'emblema di un calcio malato schiavo dello strapotere dei procuratori ed in cui l'unica cosa che conta sono i legami ed i soldi. Un calcio in cui i prezzi dei giocatori sono gonfiati a dismisura e dove il procuratore di appartenenza conta più del talento. 

In parte ciò può essere vero ma Mendes è solo una parte del sistema, in cui agiscono allo stesso modo tanti altri procuratori.

Andrè Silva probabilmente è stato un acquisto sbagliato, un giocatore sopravvalutato pagato a peso d'oro.

Ma vista la mediocrità delle rose del Milan di questi anni ed i suoi risultati scadenti non è certo stato l'unico. Ogni riferimento ad Andrea Bertolacci e' puramente voluto.

Il niet a Mendes non ha fatto certo Milan una realtà competitiva ed economicamente sana.

Anzi forse a questo punto una collaborazione con Mendes potrebbe rappresentare una svolta in positivo.

A detta di chi scrive le vere ragioni di questa paura stanno nel fatto che il portoghese non avendo fra i suoi assistiti calciatori ed allenatori italiani viene visto come un corpo estraneo. Lo straniero colonizzatore che vuole riempirci dei suoi giocatori a scapito dei talenti autoctoni.

Ed è questo agli occhi degli italiani ciò che lo differenzia da Mino Raiola.