Un cazzeggio, che altro!?

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La Dea bellissima...

Bella l'Atalanta di ieri sera e bello il risultato. Belli i sogni che evoca e belli anche i paragoni con la splendida squadra che era l'Ajax di due anni fa. Bello vedere dei nerazzurri vincere a San Siro in Champions, anche se non sono i miei. Bello vedere che la definizione di Dea, data dai suoi tifosi, è quanto mai aderente a questa realtà. Una bellissima serata regalata dal calcio italiano, e regalata al calcio italiano. Speriamo che le partite di Champions della prossima settimana percorrano lo stesso sentiero tracciato ieri sera. Comunque: grazie "Bellissima"...

Iosip Ilicic, fischiato a Firenze, determinato e determinante a Bergamo. Un vino buono che è maturato bene o cattivi bevitori, inconsapevoli di avere tanta qualità in casa? Comunque sia, anche questo è un altro piccolo miracolo di Gasperini che l'aveva convinto a scegliere l'Atalanta,  pregustandone l'utilizzo e  il peso in squadra. Un ulteriore motivo per rammaricarsi del suo passato interista, tempo in cui anch'io mi ero lasciato esasperare dai risultati. Un maestro, magari tanto esigente. Inutile porsi ancora sciocche domande su come si comporterebbe alla guida di una squadra più blasonata. I tempi e i modi in cui si verificano i cambiamenti sono determinanti anche per il risultato. All'Inter è arrivato in un momento non proprio favorevole e ha proposto soluzioni non proprio semplici a chi era appena scivolato giù dal podio del triplete e cercava di ritrovare un'identità smarrita. Anche all'Atalanta l'inizio non fu felicissimo, dal punto di vista dei risultati, ma pazienza, fortuna e tempistica gli furono favorevoli proprio quando si iniziava a parlare di un suo siluramento, vincendo contro un Napoli che ambiva ad altre posizioni e decollando verso soddisfazioni sempre crescenti.

Un po' mi ricorda l'esperienza di Francesco Guidolin all'Udinese, nel suo primo anno, quando, dopo una serie di sconfitte si trovò le spalle coperte dalla dirigenza e potè proseguire nel suo lavoro, portando l'Udinese a stagioni più che soddisfacenti, lontane dalle attualli traversie. L'Atalanta mi sembra però più accorta, come società, nel dissanguare la rosa a seconda delle richieste di mercato. Non mi sembra che si siano creati grossi buchi nella rosa, con partenze importanti anche se ben remunerate.

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Eriksen, please!

La partite di Coppa Uefa, questa sera, dovrebbero portare un paio di speranzose vittorie a Inter e Roma. Soprattutto dovrebbero permettere a me di ammirare dal primo minuto Eriksen: avere un capolavoro da mettere in mostra e tenerlo in cantina è sempre un brutto segnale e, pur riconoscendo che un allenatore ha ben altre conoscenze e responsabilità rispetto ad un semplice tifoso, lo avrei voluto in campo, almeno per un tempo pieno, anche nella sconfitta romana consumatasi nella ventiquattresima di campionato.

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Gemelli diversi o estranei somiglianti?

Il calcio ricchissimo e ben esibito in vetrina di questi ultimi lustri ha qualcosa in comune con il sé stesso di alcuni decenni fa? E di quello delle mezze partite trasmesse nella tv in bianco e nero? E di quello alla radio? Per come si è modificato sembra quasi altra cosa ma, alla fine, ci regala lo stesso delle emozioni. Certo, a quei tempi la violenza stava racchiusa tutta nelle emozioni, con quel sentirsi felici o abbattuti per una semplice partita a pallone, con il tempo la violenza è stata esteriorizzata e, quasi, accettata, seppure non legittimata, se non in qualche gruppuscolo che la predica come valore in sé.

Va bene, comunque la si pensi, credo che un filo in comune sia rimasto e, fatte tutte le considerazioni, questo calcio è anche figlio di questi tempi, per quanto riguarda l'attualizzazione.

Dove voglio andare a parare? Magari lo sapessi! Scherzo. Ho letto di recente un post bello e interessante, a mio avviso (lo preciso perché non sono un giudice attendibile e preferisco non giudicare i lavori degli altri che sono, spesso e volentieri, ben più preparati di me ) di Massimo Perin: "La differenza tra te e me... e quel borsone", che mi ha riportato a tempi anche antecedenti a quelli a cui lui si rifà per scrivere, facendomi ritrovare qualche ricordo che si era rintanato in posti, non proprio accessibili, della memoria.

Ecco: la domanda che mi ronzava in testa era confusamente formulata ma tendeva a confrontare il calcio professionistico, o quasi, con quello estremamente amatoriale. Avevano qualcosa in comune? E ce l'hanno ancora? Quello delle sfide pomeridiane, negli anni dell'adolescenza, tra compagni di scuola, magari di classi diverse... Quello dei lunghi e assolati pomeriggi (e anche mattinate, a scuole chiuse) oratoriali... Quelli in qualsiasi spazio dove potevi appoggiare per terra dei sassi, o in alternativa libri, cartelle, indumenti, per delimitare le porte... Quello che organizzavi il giorno prima con i colleghi, per la sfida in un parco o, se ti andava di lusso, perché riuscivi a prenotarlo per tempo, in un campo con porte e spogliatoi... Intendo: quel gioco che facevamo, tanto improvvisato ed esaltante, tanto democratico da non escludere chiunque avesse voglia di divertirsi. Quello per cui si componevano le squadre facendo a pari e dispari e scegliendo sconosciuti  che erano impazienti quanto te di iniziare a correre e sentirsi vivi? Quello per cui allontanavi le porte per fare entrare anche le persone che semplicemente ti chiedevano di partecipare, quando in pochi vi eravate trovati per dare "due calci" e una sfida nata incompleta a 5 contro 5, perché alcuni colleghi erano rimasti impigliati nella rete degli eventi aziendali, mentre avrebbe dovuto essere a 7, si trasformava pian piano per diventare, come mi capitò una volta, in una sfida 15 contro 15, nel parco di Monza, con sconosciuti che poi si salutava come fratelli dandosi appuntamento per eventuali dispute settimanali, sempre in quella scomoda e polverosa area, cambiandosi in macchina e ritornandovi sporchi e sudati a fine contesa.

Quel calcio è lo stesso gioco di quello praticato nella massima categoria dei tornei nazionali o è una subdola imitazione? O addirittura è il contrario: quello che dà maggiore divertimento e partecipazione è il gioco vero, quello per cui è nato, che ti fa sentire vivo e gioioso, anche se non sei un virtuoso del dribbling e quell'altro è una (ormai) ricca rappresentazione fatta per chi non vuole, o non può, partecipare in prima persona e gli piace vivere l'evento come spettatore e che si è man mano rafforzata e raffinata da avere sostituito completamente quello amatoriale, per cui quello amatoriale è stato pian piano relegato a piacere da praticare con discrezione, quasi vergognandosi un pochino di quella debolezza.

Se fosse così, e tutto si esaurisce nel professionismo, perché campioni come Maldini e Zanetti, citando a caso, vestono ancora i panni del calciatore in anonime partitelle con in palio nulla di più che una vittoria effimera ma un divertimento vero e sudato?

Ricordo quando, arrivato a Milano da poco e conoscendo solo colleghi di lavoro, praticamente, e gente della mia età (15, 16 anni) o poco più grandi che lavoravano per gli artigiani che avevano laboratori e officine, meccaniche o automobilistiche, nei cortili all'interno dei palazzi della zona, dopo un po' iniziammo ad utilizzare il largo marciapiede di via Melchiorre Gioia (ora vi è a rubar spazio una fermata della linea 3 della metropolitana e qualche altra modifica), per partitelle che ci vedevano contrapporci in minuscole squadre di 3 o 4 elementi, ovviamente senza portieri, durante l'ora di pranzo. Ci ingozzavamo in un tempo da record con quanto ci eravamo portati da casa nella schiscetta, di prammatica a quei tempi, e correvamo in strada a goderci quella mezz'ora piena di quella cosa che chiamavamo calcio.

All'inizio con un pallone in gomma pesante, ma, dopo le prime volte che ci venne sequestrato da un vigile, giovane e che aveva forse più voglia di unirsi a noi che di fare quello sfottente arbitrio, ripiegammo su palle di stracci preparate legandoli con dello spago a tenerli insieme e a dare una forma "nota" e riconoscibile da noi pedatori improvvisati. Il vigile provò a sequestrarci, sempre sbucando da dietro l'angolo o da dietro un camion parcheggiato sul marciapiede, per coglierci di sorpresa, anche quella palla ma, al solo raccattarla, si notò la sua frustrazione per cui dopo un altro paio di tentativi, rimasti tali per aver controllato da distante che eravamo lì ancora con una palla "povera", ci lasciò in pace.

Ecco, questo gioco (avevo scritto d'istinto "calcio", poi ho modificato in un generico "gioco") è assimilabile al rito che viene officiato negli stadi e che vede, qua in Italia, un calciatore superlativo che per scendere in campo si porta a casa 30 milioni netti di ingaggio annui? Non lo è? E allora perché ci dava quasi una gioia maggiore gareggiare con una palla di stracci e sudarci una vittoria, intermezzo di altri impegni lavorativi, lì su quel marciapiede tanti anni fa che vedere una partita da spettatore?

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Un occhio a questa venticinquesima giornata che arriva...

Cosa ci aspetta questo fine settimana? Tra le pieghe del nostro campionato vi è qualche partita da tenere maggiormente in considerazione?  Facendo il giochino della somma dei punti fra le avversarie di ogni partita vediamo che Genoa-Lazio 78 (22+56), Inter-Sampdoria 76 (54+22),  Atalanta-Sassuolo  74 (45+29) e Spal-Juventus  72 (15+57)  portano tutte  e quattro  le squadre che occupano le prime posizioni  nella giusta collocazione ma, mentre Lazio (+34), Inter e Juve  (+32)  hanno una differenza quasi abissale di punti  con la loro avversaria di  turno, l'Atalanta dovrebbe trovare maggiori difficoltà ad affermarsi giocando con un Sassuolo che dista "solo" 15 punti in classifica. Sarà davvero così? La bella Atalanta vista ieri sera risentirà più della stanchezza per le energie spese nell'affermarsi in Champions o dell'entusiasmo che questo si trascina?  Terrà i piedi per terra, come raccomanda Gasperini, che ricorda che ancora il turno non è mica superato, o vi sarà eccessiva, e perfida, fiducia nei propri mezzi? Il Sassuolo, che viene da una sconfitta casalinga contro il Parma andrà a Bergamo solo per cedere le armi, difendendo al massimo la borsa con il punto iniziale, o proverà a scappare via con  un'imprevista borsa di 3 punti? Non voglio dichiarare pronostici, che potrebbere essere caricati di sventura e malocchio, qualora il risultato previsto fosse ribaltato, anche se nella mia testa uno personale l'ho formulato ... Per le prime 3, invece, sembra che tutto dovrebbe restare inalterato in questa giornata poco impegnativa sulla carta... a meno che per qualcuna il destino non sia scritto su carta velina...

A soli 5 punti dalla partita della Juve si colloca Verona-Cagliari 67 (35+32). A guardarla così: partita tra due squadre alla pari!... ma, a metterla sotto la lente e esaminarla con cura, scopriamo che entrambe sono state definite "sorpresa" per questo campionato, ma in tempi differenti. La "sorpresa" Cagliari, della prima parte, ha rallentato e ceduto al Verona tale definizione. I 3 punti che li dividono, se fosse ulteriore sorpresa anche il risultato in campo, le vedrebbe di nuovo appaiate. Entrambe distanti dalle posizioni critiche e parte di un gruppone che vede anche squadre di ben altro blasone, in fase di riscatto ma ancora non poco impantanate in posizioni non consone e con prestazioni altalenanti, potrebbero dare vita ad una partita a viso aperto e con duelli a tutto campo. Vedo un Verona favorito, ma un Cagliari senza il freno a mano preventivamente tirato, potrebbe provare a riprendersi i favori della propria piazza, lontani dal dissenso sonoro dei propri sostenitori, per tornare a casa con un bottino inaspettato e rinnovate aspettative di un campionato molto tranquillo. Ci proveranno? Il bravo Maran azzarderà qualcosa? 

A qualche passo (punto) seguono Roma-Lecce 64 (39+25), Fiorentina-Milan 63 (28+35) e Torino-Parma 62 (27+35). La Roma, che questa sera ha la possibilità di avviare una doppietta da chiudere in bellezza domenica pomeriggio, entrambe le partite davanti al proprio pubblico, non deve mancare assolutamente l'occasione di  vestire di nuovo i panni di un ruolo più appropriato, soprattutto in coppa dove la Lazio non può far valere risultati migliori, per la rivalità cittadina, ma che è inarrivabile in classifica. Per questa sera (spero e) prevedo una buona serata, con qualche sorriso da spendere, mentre per domenica l'avversaria di turno, che già vive un buon momento e mostra un calcio piacevole all'occhio, stimola ricordi che fanno un po' paura e ancora adesso causano qualche sofferenza a quei tifosi che non sono giovanissimi. Fiorentina-Milan, con esattamente la metà di punti di differenza, rispetto alla partita di Roma (14 contro 7), potrebbe essere altra occasione, per entrambe le squadre, di affermare il buon momento recente. Il brillante risultato di Genova, contro una Sampdoria deludente e, in parte, sprecona, ha esaltato Chiesa e compagni mentre la squadra rossonera, seppure di misura contro il Torino, ha mostrato contro squadre molto più avanti in classifica di avere qualcosa da dire, magari cercando un posto in Europa. Anche questa sembra partita che potrebbe concedere soddisfazioni agli occhi e da tenere presente, nelle scelte che la serie A propone per questa 25 giornata. Un Torino in forte difficoltà e un Parma che ha raccolto tutti i punti disponibili nella trasferta con il Sassuolo, propongono una partita da tripla ma che non credo possa affascinare sul campo, dove praticità e contropiede, paura e azzardo, dovranno fronteggiarsi. Spero di sbagliarmi, ovviamente.

Bologna-Udinese 59 (33+26) e Brescia-Napoli 49 (16+33) potrebbero dare vita a partite interessanti, l'una per l'equità delle forze in campo, l'altra per l'azzardo che entrambe le squadre sono costrette a fare, con forze molto sbilanciate. Non tragga in inganno la partita di Torino dove il Brescia si è trovata a fronteggiare una Juventus svogliata e con la testa altrove che l'ha battuta mollemente con un classico 2-0. Una partita di allenamento sarebbe stata più divertente. Il Napoli non può mancare questa occasione per fare qualche passettino in avanti e mettere altra autostima in circolo, dopo le vittorie in Coppa Italia a casa dell'Inter e a Cagliari, in campionato.

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Come al solito un ringraziamento a chi è arrivato fin qui e si è lasciato scorticare la pazienza da uno che, dovendo lasciar trascorrere il tempo in attesa della partita della sua Inter, si è messo a cazzeggiare in libertà... Un saluto.