Un blogger romano, di recente tra i commenti, mi ha confidato che il suo cantante preferito è nientedimeno che, un certo, Pierangelo Bertoli. Alla notizia ho, subito, stropicciato gli occhi per, poi, fare un balzo felino sulla sedia: “Alla faccia del bicarbonato di sodio!”. Mi sono detto sorpreso, aggiungendo: “Il ragazzo è un virtuoso non solo della tastiera, ma anche un buon intenditore di musica! E’ bravo Massimo48!”.

Bertoli Pierangelo, classe 1942, è stato un cantastorie italiano, il quale ha scritto uno dei pezzi più “sinceri” di tutta la storia della musica italiana. Mi riferisco alla canzone con il titolo: “A muso duro”. Il testo è forte, una denuncia alla vita: “Canterò le mie canzoni per la strada ed affronterò la vita a muso duro. Un guerriero senza patria e senza spada con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto sul futuro”.
Poesia in musica, versi in note; un connubio esplosivo che diventa subito mito.
Leggendo il testo della canzone - dall’alto verso il basso, al centro, da sinistra verso destra e viceversa - sorge nell’animo umano anche del più stolto, spontanea, una domanda: E’ possibile aggiungere altro a quanto scritto, di così pregevole fattura, dal cantautore originario di Sassuolo? No!  Non è possibile mettere altra carne al fuoco perché il testo è, fin troppo, perfetto anche per i miei gusti! Il rischio è quello di sedere, senza invito e impreparato, allo stesso tavolo di un grande uomo che ha fatto la storia della musica italiana. Scorrendo il testo di “A muso duro” - come un ubriaco assetato che, prima di andare a letto, si fa dell’ultimo bicchiere per affogare nell’alcool la giornata – leggo e rileggo, mai domo, quelle crude righe: “E le masturbazioni celebrarli, le lascio a chi è maturo al punto giusto. Le mie canzoni voglio raccontarle a chi sa masturbarsi per il gusto!”.
Penso e ripenso tra le mura, modeste, della mia solitudine: verrà anche per me il giorno in cui dovrò smettere di masturbarmi, anche se solo per il gusto? Il pensiero mi angoscia, facendomi sentire un uomo triste e solo. Fragile come un bicchiere di cristallo!
A muso duro è un pugno nello stomaco! Vi assicuro che fa male. Tanto! A causa di una serie infinita di controindicazioni, soprattutto, per i poveri di spirito! Fa un male cane, come un macellaio che sfila dal corpo, senza anestesia, metri su metri d'intestino per farne una pietanza da grigliare.  L’inizio della canzone è tutto un programma: “Non ho ordini precisi di lavoro ho sempre odiato i porci ed i ruffiani e quelli che rubavano un salario, i falsi che si fanno una carriera con certe prestazioni fuori orario”.

A proposito, di muso duro e prestazioni fuori orario:

Durante la partita di campionato tra la Lazio e la Sampdoria - per la cronaca la ventesima giornata di serie A - i tifosi biancocelesti hanno intonato un coro “duro” a sfavore della giovane promessa giallorossa, nonché il forte centrocampista offensivo: Nicolò Zaniolo. Rettifico! Va beh! Dai su! Non voglio buttare benzina sul fuoco! Più che un coro “duro” - diciamo la verità per una volta - si è trattato di un piccolo coro dell'Antoniano di poche ma, semplici e banali parole: “Zaniolo, salta con noi!”. 
Devo ammettere per onestà intellettuale che i tifosi laziali conoscono l’italiano sicuramente meglio dello scrivente! Non ci vuole tanto! La frase incriminata (Zaniolo, salta con noi) è costituita da un soggetto, un verbo, una preposizione semplice e, infine, il complemento. Mi chiedo, curioso: quanto sforzo all’intelletto avranno chiesto i tifosi della Lazio per comporre la frase incriminata? Al contrario, solo per manifesta ignoranza, metto subito le mani avanti: di coro da stadio non me ne intendo! Se si parla di coro mi viene in mente, solo, quello dell’Armata Rossa. In questo caso non vale perché in fondo, nell’animo mio, sono stato sempre un po’ comunista. Rischierei di vedere la vicenda da un punto di vista, solo, parziale. Ma va! Dai, su! Non voglio fare, a tutti i costi, l’uomo zelante! In Italia tutto fa brodo, soprattutto, in uno Stadio!
Infatti dopo poche ore, come un fulmine a ciel sereno, è arrivata puntuale la risposta “dura” di Nicolò Zaniolo. Con lo stesso metro di giudizio utilizzato per i laziali, questa volta, da segnalare nella frase l’assenza del soggetto che è stato “solo” sottointeso: “Inferiori” e “fate pena… tutti!”.  Pochi minuti dopo, come la trappola del fuorigioco, il post è stato, prontamente, rimosso forse a causa del VAR (non lo sapremo mai!), sempre, dallo stesso protagonista.
Vittima e carnefice di se stesso, come nel racconto l’Arte del Sopravvivere di Stephen King. Nonostante tutto, in questa triste storia, resta un fatto: l’affermazione di Nicolò è priva del soggetto e, quindi non costituisce un reato almeno per la legge italiana. Come nelle migliori favole tutto è bene quello che finisce bene.  
Giusto? No! Come al solito, mi sbaglio! Sono il solito ingenuo! Perché? Dovete sapere che, cari lettori, il bello del mondo virtuale (social) è che tutti, compreso lo scrivente, possono essere protagonisti della storia, anche senza un formale invito: “Cari baci a tutti. ‘nvidiosi. Il karma restituisce tutto a tutti!” (Firmato: la mamma di Zaniolo).

Siamo alla fine del racconto e, per questa gradita occasione, mi tornano in mente, Déjà-vu, le parole profetiche della prof. di italiano: “Arsenico, hai preso un bel quattro perché sei andato fuori tema come al solito! Cosa c'entra Pierangelo Bertoli in questa storia?”. Le mani mi sudano, il cuore batte a mille all’ora. Tachicardia! Penso e ripenso, passandomi le mani tra i capelli, in preda a un'imminente crisi di panico: “Adesso chi lo dice ai miei genitori che, forse, dovrò ripete l’anno? Sono fottuto! Devo trovare in pochi secondi, assolutamente, una valida risposta! Magari quella stronza si convince, alzandomi il voto, almeno, fino alla sufficenza! Tutto fa brodo! Siamo o no in Italia?”.

Cosa c'entra Pierangelo Bertoli in questa storia? Incalza, nuovamente, la prof con un tono sempre più minaccioso come il mare in tempesta!

E io, con un filo di voce, timido le rispondo: “Prof, mi scusi ma: Cip! Cip! Cip! Cip! Cip! Cip! Cip! Cip! Cip! Cip! Cip! Cip!!!”

 

Arsenico17