Eppur si muove.
Le celeberrime parole di Galileo ricalcano benissimo l'attuale situazione del Milan. 

La sconfitta nel derby aveva dato inizio ad un periodo nero che aveva visto i rossoneri venire sconfitti dalla Samp e pareggiare a fatica con l'Udinese. La sconfitta con la Juve poi sembrava il colpo di grazia al morale ed alle ambizioni Champions del club di Via Aldo Rossi. I tifosi vedevano già realizzato lo scenario più "catastrofico". Invece il Milan ha rialzato la testa e battuto di rigore la Lazio, diretta concorrente per il quarto posto. Il gioco è tutto fuorché brillante e spettacolare, ma siamo ancora lì ed è quello che conta davvero.
Per quanto riguarda la panchina, e quindi una eventuale conferma di Gattuso, al momento la situazione è decisamente fluida. In settimana vi è stata una presa di posizione pubblica da parte sia di Maldini che di Leonardo, forse con un po' meno convinzione del "collega", a favore del tecnico. Se poi si tratti di mera facciata per stemperare la tensione e scompattare l'ambiente in vista dell'obiettivo ultimo ora come ora non è dato saperlo.

Fatto sta che Gattuso divide parecchio la piazza. Il mister calabrese ha la squadra dalla sua e ,sebbene ciò sia avvenuto più per demeriti altrui che per meriti proprio, i risultati sono in linea con gli obbiettivi fissati, però ha anche dimostrato importanti limiti a livello tattico e di lettura delle partite oltre che testardaggine e scarsa duttilità. Al di là delle parole la tentazione a fine stagione di dirgli "arrivederci e grazie", Champions o non Champions esiste eccome.
Stando alle voci giornalistiche Maldini e Scaroni sarebbero più orientati verso una conferma mentre più propensi al divorzio sarebbero Gazidis e soprattutto Leonardo. Fatto sta che iniziano già a circolare i nomi dei possibili successori. Oltre agli evergreen Conte, Sarri, Gasperini, Donadoni e Wenger dall'Inghilterra è spuntato un nome decisamente a sorpresa ovvero quello dello "Sceriffo di Murphy" MAURICIO POCHETTINO.

Pochettino nasce, per l'appunto a Murphy, Provincia di Santa Fe, in Argentina il 2 marzo 1972. Dopo una carriera di buon livello, spesa soprattutto fra Spagna, Espanyol, e Francia, Paris Saint Germain e Bordeaux, ed impreziosita da 20 presenze con la Nazionale Argentina nel 2008, appesi gli scarpini al chiodo inizia la carriera di allenatore come tecnico in seconda dell'Espanyol.
L'anno successivo a seguito dell'esonero di José Manuel Esnal viene promosso sulla panchina della seconda squadra di Barcellona, in quel momento ultima in Liga, dove riesce a centrare una soffertissima salvezza.
I due anni successivi conquista la salvezza in maniera decisamente più agevole mostrando un gioco propositivo ed "occhio clinico" per i giovani. Tuttavia nel novembre 2012 dopo un pessimo inizio di campionato arriva per lui l'esonero. Nel gennaio 2013 la chance della Premier League con la chiamata del Southampton, al momento in grave crisi di risultati. Ottenuta la salvezza nella stagione successiva porta i "Saints" ad un ottimo ottavo posto. I risultati ottenuti gli attirano l'attenzione di club decisamente più quotati ed il 27 maggio 2014 firma con Tottenham.
Gli anni con il club della comunità ebraica londinese sono positivi, con risultati che oscillano dal terzo al quinto posto, seppur con una certa nomea di perdente di successo. Quest'anno dopo il passaggio al fotofinish del girone di ferro con Inter e Barcellona ed un agevole ottavo con Borussia la grande occasione del derby inglese con il City di Guardiola. Il match di andata si è concluso il risultato di 1a0 in favore degli Spurs.
Allievo del loco Marcelo Bielsa, suo scopritore e mentore, Pochettino predilige il 4231. Tuttavia, nonostante alcune accuse di integralismo da parte della stampa inglese,  ne pratica una versione abbastanza fluida che tende ad adattarsi agli avversari e che ha il suo giocatore cardine in Christian Eriksen.
Il suo Tottenham è caratterizzato da un gioco piacevole da vedersi, ricco di combinazioni palla a terra nella trequarti avversaria,spesso innescate dalla verticalizzazione di un centrale o di un centrocampista, e da un ottimo sistema di pressing e contropressing collettivo, ma manifesta una certa fragilità difensiva. Nel suo sistema di gioco rivestono grande importanza la qualità in mezzo al campo e la capacità dei terzini di disimpegnarsi egregiamente in entrambe le fasi. Carattere e schivo ed anti-mediatico, l'argentino possiede una personalità fortemente carismatica e grandi doti naturali di leadership. 
Cura maniacale dei dettagli, attenzione ai giovani e ad un gestione dello spogliatoio in cui il gruppo venga prima delle individualita' ma senza soffocare e tanto tanto lavoro e sudore sono i suoi marchi di fabbrica.

Un'altra importante caratteristica dello "Sceriffo" è adottare la cultura del paese dove lavora, e creare un nucleo di giocatori provenienti dal settore giovanile o comunque locali che funzionino da addensatore d'identità per il resto del gruppo.

Numerose voci dicono che sia un profilo che intrighi parecchio sia Gazidis che Leonardo, ma può essere il nome giusto per l'ennesima rivoluzione rossonera? Sicuramente si tratta di un tecnico di valore e la scelta di mantenere anzi incentivare in squadra una base di giocatori locali, cosa non scontata in tecnici stranieri, sarebbe sicuramente un punto a suo favore in una piazza conservatrice ed italianofila come quella rossonera.

Tuttavia presenta alcune controindicazioni. Innanzitutto i costi non proprio da discount. Oltre al suo stipendio in senso stretto, forse non ai livelli di Mourinho e Guardiola ma non certo low cost, per potergli consentire il suo gioco sarebbe necessario investire pesantemente innanzitutto per innalzare la qualità del centrocampo ed in secondo luogo sull'esterna. E purtroppo invece la situazione legata al contenzioso con la Uefa potrebbe non consentire grandi voli pindarici. Inoltre l'avere come punto debole la non spiccata solidità difensiva in Italia, patria per eccellenza del tatticismo difensivo dove di solito vince lo Scudetto non chi segna di più ma chi subisce di meno, rischia di essere un grave handicap.
Infine last but not least le squadre di Pochettino spesso sono un po' un diesel, che partono al rallentatore per poi iniziare ad ingranare dopo qualche tempo. In tal caso i tifosi ed i giornalisti avrebbero la pazienza di aspettare senza chiedere la testa dello Sceriffo?

Per ora tutti uniti e a testa bassa verso la riconquista della Coppa dalle grandi orecchie in attesa di capire se la dura legge di Murphy si abbatterà su Milanello.