La Juventus passa in finale di Coppa Italia, ma nelle due partite contro il Milan ha faticato più del previsto per eliminare la squadra rossonera.  La squadra di Sarri ha giocato abbastanza sottotono, non riuscendo a vincere una partita contro un avversario nettamente inferiore, che aveva  assenze pesanti  e  che dal 16 minuto del primo tempo ha giocato in dieci per l'espulsione sacrosanta di  Rebic.
Ronaldo e compagni non sono ripartiti da dove avevano finito, ovvero la vittoria meritata e convincente contro l'Inter. Tuttavia non è la prima volta che i bianconeri sotto la guida di Sarri offrono prestazioni molto al di sotto del loro potenziale. 
Tra dicembre e febbraio, cinque sono state le sconfitte, due volte contro la Lazio, e una contro Hellas Verona, Napoli e Lione. Rischiando una sesta nella partita d'andata della semifinale, nel quale non riuscirono praticamente mai a tirare in porta contro gli uomini di Pioli, salvo nell'occasione del netto rigore. 
Qui le responsabilità per il mancato gioco e per le diverse prestazioni all'altezza sono dell'allenatore, che non è riuscito ad oggi a dare un gioco collettivo e dare una forte solidità alla sua squadra.  
Quando si è alzato il livello dell'avversario e ha giocato contro Inter, Atalanta, Roma e Atletico Madrid i giocatori hanno disputato delle partite all'altezza della loro caratura, ma in troppe poche partite per una squadra che vuole competere in Champions League. 
Il Milan ha disputato una partita orgogliosa e tignosa e nonostante le assenze numerose e importanti, ha tenuto botta. Nonostante la clamorosa ingenuità di Rebic, è sempre rimasta in partita uscendo imbattuta. Senza Ibrahimovic, Castillejo, Theo Hernandez e in dieci dopo 16 minuti, gli uomini di Pioli non hanno perso la testa, ma hanno continuato a giocare. 
Nonostante la situazione societaria non sia il massimo, non si può imputare ai giocatori rossoneri di non aver dato il massimo.

Bassano Giancarlo