Un Napoli in piena crisi batte meritatamente, con una partita non bella ma estremamente solida in difesa, una Juventus a dir poco pessima. Pessima come lo era stata a Roma due settimane fa e come lo è stata nella maggior parte delle partite di questa stagione. Una squadra con un atteggiamento del genere e dei tali limiti non arriverà mai a coronare i propri obiettivi, in altre parole non vincerà mai la tanto agognata Champions League, e forse questo sarà l'anno buono in cui riuscirà a vincere nemmeno il campionato.

Ma il problema è Sarri? Forse, ma di certo non il principale. Questa Juventus è la Juventus di Paratici, una squadra che rende un abisso alle Juventus costruite negli anni scorsi sotto la supervisione di Beppe Marotta; gli juventini rimpiangeranno ampiamente il loro vecchio AD, dopo che il loro presidente lo ha cacciato credendo di tenersi in casa un fenomeno del calciomercato, il quale in realtà è solo un sopravvalutato che non conosce il valore dei soldi.

Certo questa Juventus sarà pure prima in campionato, avrà passato da prima del girone il primo turno di Champions e in Coppa Italia parrà anche inarrestabile, ma messa a confronto con gli anni scorsi, il divario è alquanto grottesco. La colpa può essere dell'allenatore ed in parte forse lo è anche, ma il vero colpevole di questa involuzione, che nella peggiore delle ipotesi (per gli juventini) potrebbe rappresentare l'inizio della fine del dominio bianconero sulla scena italiana, è esclusivamente di Fabio Paratici.

Non siete d'accordo?
 Mettete a confronto il centrocampo della Juventus con i reparti mediani degli altri top-club europei, poi rifletteteci. E riflettete anche sul fatto che quel vecchio volpone di Marotta si è preso a 20 mln (VENTI MILIONI) un fuoriclasse come Christian Eriksen. Poi ditemi.