Sono dei veri e propri Eroi, lottano ogni giorno per trovare e lanciare una notizia prima di tutti, dopo aver aspettato ore ed ore davanti a qualche ristorante, dove molto spesso si incontrano dirigenti, o un centro sportivo.
Ma non pensate che sia finita qui; i dirigenti sportivi molto spesso “muti”, e non rispondono a nessuna domanda dei poveri inviati, che sono comunque sempre davanti la telecamera, con caldo o freddo, con sole e pioggia, a darci tutte le notizie per tenerci aggiornati sulle ultime notizie delle nostre squadre. Molti sono ormai degli idoli per tutti i telespettatori, ma anche per chi li vede sul posto di lavoro, che di certo si ferma e li saluta, chiedendogli magari anche di comparire nell’inquadratura, in secondo piano. Molti conduttori li portano a compiere delle “mission impossible”, accompagnati ovviamente dai colleghi, con cui volendo o no, passano tutte le ore lavorative e da lì nasce ovviamente una grande amicizia, che li porta a collaborare anche se si parla sempre di concorrenza. Questo e molto altro mi racconterà uno degli “uomini” di Michele Crisicitiello, che ogni sera vediamo a Sportitalia insieme a Luca Cilli e Carmine Rossi.

Lui è Samuele Ragusa, noto soprattutto per la sua “Missione” di quest'estate, quando in diretta tv da Malpensa ha aspettato fino alle due di notte l'arrivo del nuovo acquisto dell'Inter, Romelu Lukaku, mettendo fine ad una vicenda durata per mesi e mesi ed essendo uno dei primi a riportare la notizia. Vi lascio adesso all’intervista, la prima di questa serie, dove ne seguiranno altre a molti inviati, che ogni giorno siamo abituati a vedere in televisione. Vi lascio adesso alla mia intervista con Samuele, dove l’inviato di Sportitalia mi ha raccontato cosa gli piacerebbe fare in futuro ma anche molte altre cose:

Ciao Samuele, oggi sei uno dei volti più conosciuti della redazione di Sportitalia ma nel 2017 hai vinto la nona edizione dei Workshop, organizzati da Michele Criscitiello. Che cosa hai provato appena sei stato nominato vincitore e com'è cambiata la tua vita?
Non ti nascondo che ho pianto come mai ho fatto nella mia vita, è stata una soddisfazione ed un’emozione davvero incredibile. La vittoria, naturalmente, mi ha cambiato la vita...avrei iniziato l’università da lì a poco e fin da subito quindi ho dovuto riorganizzare i miei ritmi di vita. Adesso, due anni dopo, sono ad un anno dalla laurea e continuo a fare quello che è stato sempre il mio sogno! Quindi direi che il workshop mi ha decisamente rivoluzionato la vita, nel miglior modo possibile!

Prima di partecipare al Workshop, quale mestiere facevi? Lavoravi già nel settore giornalistico?
Ho iniziato a lavorare in una tv locale di Genova da quando avevo 15 anni, ogni sabato e domenica giravo per gli stadi di promozione, eccellenza o prima categoria per seguire le partite e confezionare un servizio per la trasmissione “dilettantissimo”. È stata una tappa fondamentale, un’ottima palestra per poi fare il grande salto a Sportitalia.

Come nasce la tua passione per questo mestiere, chi è il tuo idolo, a cui ti sei ispirato per iniziare?
Come tutti i bambini che seguono il calcio ho sempre avuto il sogno di diventare calciatore...purtroppo i piedi non mi hanno dato una mano, allora ho pensato fosse meglio provare a parlare di calcio...e decisamente è stato meglio così (ride, ndr). Non ho un vero e proprio idolo, ho stima per molti colleghi, sono cresciuto con il mito di Gianni Brera, ma se proprio devo scegliere un modello, riferendoci alla piu stretta attualità, ti dico Luca Cilli...avendoci a che fare ogni giorno ho capito che fin da quando era ragazzo ci accomunava la stessa passione.

Come ti hanno accolto i tuoi colleghi appena sei entrato e come ti stai trovando ora con tutti i membri della redazione?
Sono sempre stato il “piccolo” della redazione, e come tale mi sono sempre messo in ascolto e al servizio dei miei colleghi più esperti. Sono sempre stati molto disponibili e attenti a guardarmi crescere, dopotutto Sportitalia è una grande famiglia!

Tornando ai Workshop, la scorsa settimana moltissimi ospiti, che hanno a che fare con il mondo del calcio, sono diventati professori ed hanno insegnato ai ragazzi i segreti del mestiere. Credi che loro possano essere degli esempi per i ragazzi e secondo te cosa resta realmente agli "alunni" dopo le lezioni?
La settimana del workshop è stata molto utile a me per avere un primo approccio con il grande giornalismo sportivo nazionale, ho incontrato professionisti per cui provo molta stima, e così credo sia valso anche per i ragazzi dell’ultima edizione del workshop. Sono 6 giorni pieni, ma da cui è fondamentale assimilare il più possibile!

Il tuo direttore, Michele Criscitiello, ti ha dato diverse missioni nei mesi delle maratone di calciomercato, tra cui quella di recarti all'aeroporto dove sarebbe arrivato Lukaku, nuovo acquisto dell'Inter. Ci racconti quante ore di lavoro, e di attesa, ci sono realmente dietro queste "missioni"? Quale esperienza ti ha reso più fiero del lavoro che svolgi?
È stata una giornata molto concitata, da un momento all’altro abbiamo scoperto che Lukaku sarebbe arrivato a Milano quella sera stessa! Da lì una corsa contro il tempo per cercare di seguire nel migliore dei modi la notizia. Il tempo, poi, una volta all’aeroporto è davvero volato, e mi sono davvero divertito! Ho visto molto entusiasmo e dopotutto, essere in mezzo ai tifosi non può che trasmettertene altrettanto anche a chi è lì a lavorare.

Sicuramente nel corso della tua carriera avrai incontrato qualche dirigente che ti ha "dribblato" senza neanche guardarti in faccia. Perché secondo te alcune queste persone non rispettano il lavoro degli altri? A volte basterebbe anche un "grazie, ma non posso rispondere".....
Vedo queste situazioni come un vero e proprio “gioco di ruolo”, ognuno fa la propria parte, il proprio gioco, quindi comprendo ogni tipo di reazione. Certo, si può rimanere spiazzati sul momento ma di certo ci sarà una “prossima volta”.

Prima di chiudere ti faccio le ultime due domande sui workshop. Prima di tutto vorrei chiederti se hai conosciuto e lavorato insieme ai ragazzi che hanno vinto. Come ti sembrano, secondo te potranno fare il tuo stesso percorso, rimanendo anche dopo i 3 mesi di stage? Ancora non ho avuto modo di conoscere bene i due nuovi vincitori ma seguendo il workshop, posso dire senza dubbio che sono due grandi talenti. Dovranno giocarsi bene le proprie carte ma hanno fatto vedere già grandi cose, quindi penso che se la caveranno davvero molto bene

Cosa pensi del concorso organizzato da Sportitalia, può essere anche una piccola opportunità per i giovani che hanno questo sogno? Penso che sia la migliore opportunità per poter concretizzare il proprio sogno. Lo consiglio a chiunque, a chi ha passione, a chi ha talento. E poi, vittoria a parte, è una settimana bellissima in cui ho avuto modo di conoscere persone fantastiche.

Per chiudere ti chiedo come ti vedi in futuro. Sogni di rimanere dove sei oggi oppure vorresti fare altro? Ho 20 anni, il futuro è qualcosa di troppo lontano per me (ride, ndr). Mi concentro solo a fare il meglio giorno dopo giorno con l’obiettivo di continuare a fare quello che amo nel migliore dei modi