Ebbene cari amici juventini e non, siamo arrivati al capolinea! Il ciclo della Juventus è ufficialmente concluso, con una stagione estremamente fallimentare conclusa con all'attivo SOLAMENTE IL NONO SCUDETTO CONSECUTIVO, ma a pesare sono le due finali perse in coppa Italia e Supercoppa, che se le avesse vinte non le avrebbero nemmeno menzionate, e l'eliminazione in Champions Legue. Come se non bastasse il presidente Agnelli, incompetente e assalito da un attacco di onnipotenza, caccia Sarri e prende l'esordiendte Pirlo. The end! La fine è servita, ora basta solamente decidere a chi andrà lo scudetto 2020/21.

Ora, scherzi a parte.... Mi sembra di essere tornato indietro di sei anni, a quando dopo l'addio del salentino, la Juve di Marotta annunciò Allegri. A proposito, a quel tempo Marotta era un incompetente, l'attuale Re Mida lo è diventato quando è andato via... Comunque, la Juve annuncia Allegri e i non juventini si scatenano in scene di giubilo e caroselli prevedendo un imminente fallimento dell'era bianconera. In realtà non serve che faccio la lista di ciò che ha fatto Allegri in cinque stagioni vero? Oggi i discorsi che sento sono più o meno gli stessi, con l'aggravante che questo presunto presidente incompetente viene trattato come un Cairo qualsiasi, dopo ciò che ha fatto, dopo aver preso una società dalle macerie e portata dove è oggi, e si dice che i risultati ottenuti in questi anni non sono merito suo ma di chi ha cacciato, Marotta il Don Beppe.

L'altra bellissima favola che si racconta è quella nella quale Marotta fu cacciato perché lui non voleva Ronaldo. Ecco, pensate che c'è in giro chi crede veramente che una società quotata in borsa, che fa capo alla Exor, possa permettersi questi giochini da bambini. Marotta è indubbiamente una persona seria e perbene e un ottimo direttore generale, su questo nessuno può dire nulla, ma dire che le disgrazie bianconere siano iniziate con il suo addio è falso, falsissimo. La Juve ha avuto il suo picco massimo a livello tecnico nel 2015, quando quella squadra arrivò in finale di Champions a Berlino contro il Barcellona, e che poteva vantare una squadra di tutto rispetto con un livello tecnico veramente alto. In difesa c'erano i migliori Buffon, Bonucci, Barzagli e Chiellini, a centrocampo Pirlo, Vidal, Pogba e Marchisio, in avanti Tevez e Morata oltre gli altri. Da quel momento in poi è iniziato il lento ma inesorabile declino che ha portato pian piano alla cessione di tutti i migliori, da Pogba a Vidal a Tevez ecc... senza degni sostituti. E si è continuato con i rinnovi monster di giocatori che hanno praticamente fatto vacanza a Torino, Khedira su tutti, ma anche altri che ancora oggi pesano parecchio sulle casse bianconere. Tutto questo è iniziato e proseguito con Marotta al comando: ora che alcuni nodi sono venuti al pettine è troppo semplice dare la colpa unicamente a Paratici e Nedved al primo anno senza Marotta. Non funziona così. La Juve oggi paga molto le scelte sbagliate del passato, alla quali non sarà semplice porre rimedio. Dire che Marotta non voleva Ronaldo ed è stato cacciato è un insulto all'intelligenza di molti.

Lo scorso anno il presidente ha commesso un errore, quello di dare ascolto alla parte di tifosi 2.0 naif da salotto buono e parte dei giornalisti o opinionisti che annoiati dalle vittorie e stanchi di sentirsi dire dagli altri che si vinciamo ma giochiamo male, ha ceduto alle insistenze di Paratici e Nedved e ha preso Sarri. L'uomo sbagliato nel posto sbagliato nel momento sbagliato, ma fortunatamente non ha perso tempo ed è corso ai ripari. Sicuramente Paratici e Nedved si sono giocati l'ultimo bonus a loro disposizione, ora o si riga dritto da Juve o... La Juve è la Juve, una società basata sulla vittoria, sulla praticità e soprattutto sulla forza e l'unione del gruppo. Prima vengono gli uomini e il rapporto umano poi il resto. Nel bene e nel male questo è sempre stato il punto di forza di questa società. La tecnica, le alchimie tattiche, non hanno mai avuto il primo posto nelle priorità della Juventus. Sarri non c'entrava nulla con questo stile e modo di vedere il calcio. Non c'è mai stato un minimo di unione tra allenatore e squadra, troppe distanze, e le parole di Paratici sono abbastanza chiare in questo senso.

Arriva Pirlo! Bella scommessa, e come tale si porta dietro un sacco di incognite. La scelta è frutto della consapevolezza della forza societaria di essere in grado di difendere, aiutare e di mettere nelle migliori condizioni possibili un allenatore di lavorare con la squadra, a patto sia in grado di instaurare un rapporto di fiducia e stima e rispetto con tutta la squadra, e su questo sono molto fiducioso. Sulla preparazione e sull'esperienza non posso, ovviamente, dire nulla. Le parole di chi ha avuto modo di parlare, confrontarsi con lui sui temi di questo lavoro dicono che Andreino da Brescia ha idee innovative e che ha tutte le carte in regola per costruire una carriera fortunata, parlo di Capello e di Ulivieri. La speranza di molti è che Agnelli abbia preso una cantonata simile a quella del Milan con Inzaghi, ma ci sono delle differenze. Quel Milan era in piena crisi societaria e tecnica e francamente in quel contesto sarebbe servito più un allenatore di esperienza e polso. La Juve, nonostante tutto, rimane la squadra e la società più forte in Italia, ed è ancora in grado di mettere a disposizione dell'allenatore una squadra competitiva e sopratutto la serenità di poter lavorare in piena tranquillità. Certamente, la possibilità che questo si trasformi in uno sbaglio c'è, ed è normale che sia così. Una squadra che vince ininterrottamente in Italia da nove anni e che è in Europa in pianta stabile, può certamente incappare in un anno di transizione, non per questo motivo gli altri possono sentirsi in dovere di esultare, quando magari non saranno nemmeno loro a beneficiarne del possibile forfait.

La cosa più importante in questo momento è ricreare l'ambiente che tutti conosciamo. Andrea Pirlo è chiamato in primis a ristabilire quell'atmosfera che da sempre aleggia nel mondo Juventus e che quest'anno era svanita. Trovare un nuovo entusiasmo, trovare gioia e serenità, poi il presidente e la società faranno il resto. La Juve ha sicuramente delle lacune tecniche da aggiustare, ma ciò che abbiamo visto quest'anno è stato molto più negativo di quanto in realtà avrebbe potuto essere. La stessa squadra, gli stessi giocatori in un altro contesto e atmosfera avrebbero sicuramente fatto meglio. Ripartiamo con i fucili puntati addosso, con tutti pronti per il nostro funerale, e lo sono da diversi anni, ma venderemo cara la pelle, chi vorrà sedersi sul trono della serie A dovrà mettere sul campo tanta ma tanta roba perché noi non molliamo, noi vogliamo il decimo, noi siamo la Juve è i tifosi veri e veraci, non i 2.0 che nulla sanno del passato e della nostra storia. Un altro piccolo appunto: basta, vi prego basta anche con la storia che la Juve non vince in Europa per colpa del gioco o del non gioco, è stucchevole ed imbarazzante questa teoria. La Juve vincerà la Champions se e quando sarà l'annata giusta e il gioco non conterà nulla, come non è contato per molti. Gli occhi della tigre, quelli dobbiamo ritrovare, quelli che avevano Torricelli, Porrini, Di Livio, Conte, Ferrara, Vialli, Ravanelli, Vierchwood, Padovano. Quando troveremo nuovamente quelli, allora potremmo avere qualche chance in più. Buon lavoro Mozart.