L’estate 2018 resterà impressa per molti decenni nelle menti dei tifosi juventini (e non solo) grazie a quei 10 giorni di passione che portarono all’acquisto più incredibile ed eccitante dell’intera storia juventina: con l’acquisto di CR7 la critica tutta collocò senza troppe remore la rosa 2018/19 nell’Olimpo delle Juventus di tutti i tempi, oltre che tra le favoritissime per la vittoria finale di quella Champion’s League che invece poi somministrò pesantissimi risvegli ai supporter bianconeri, alla Dirigenza e, soprattutto, alla Proprietà.

Nell’arco di pochi minuti giocati in campo internazionale, la rosa costruita lo scorso anno e ritenuta da tutti formidabile venne severamente e giustamente ridimensionata: tolta una manciata di gol segnati dall’onesto Mandzukic (peraltro solo in competizioni nazionali), l’unico marcatore della Juventus è sostanzialmente stato Cristiano Ronaldo. Non ci sono state marcature da parte dai centrocampisti, e nemmeno da punte e mezze punte. Se non segnava Ronaldo la Juve restava praticamente a bocca asciutta.
Il giocatore che da questo punto di vista ha deluso maggiormente le aspettative è stato Dybala, involuto fino a superare ogni più pessimistica profezia; ma anche l’apporto realizzativo di Bernardeschi e Douglas Costa è stato drammaticamente insufficiente.

In realtà, già la scorsa estate non era così difficile capire che alla Juventus sarebbe servito trattenere Higuain, ed il sottoscritto lo ha scritto e ripetuto ovunque e in tutte le salse ben prima di quello che poi è diventato evidentissimo durante la stagione. L’Higuain degli anni juventini è cambiato rispetto al giocatore che era prima: ha imparato a sacrificarsi, sa giocare anche in trequarti, vede ed esegue l’ultimo passaggio; insomma sarebbe stato un Benzema con molta più capacità realizzativa: il compagno di reparto PERFETTO per Cristiano, un attaccante vero ma non egoista che avrebbe portato almeno 18/20 gol.
Invece la Juventus ha effettuato l’ormai non più sostenibile accanimento terapeutico su Dybala, senza voler comprendere che, anche dal punto di vista squisitamente tattico, per caratteristiche l’ex Palermo avrebbe certamente avuto e creato problemi in una qualsiasi formazione che prevede lo schieramento di Ronaldo.
Venendo a Mandzukic, invece, certamente idoneo dal punto di vista tattico a giocare con Ronaldo, ma si sa perfettamente che non è certo un attaccante dai grandi numeri realizzativi.
Era insomma evidentissimo che alla Juventus sarebbe mancato un secondo cannone, sia da utilizzare assieme a Ronaldo per un attacco pesante, sia da utilizzare nelle partite in cui Ronaldo non sarebbe stato utilizzato (e Ronaldo, proprio per mancanza di attaccanti profilici in rosa, ha giocato molto più del previsto arrivando stanco e rischiando infortuni più del dovuto).


Adesso stiamo assistendo, temo, al ripetersi dell’errore: vero che con Sarri, almeno sulla carta, il baricentro della squadra sarà più alto e ci saranno più occasioni per chi gioca davanti, però se le voci di mercato sono attendibili, la Società sta ripetendo lo stesso errore dello scorso anno: regalare Higuain al primo che passa e continuare l’accanimento terapeutico su Dybala, sperando in chissà quale miracolosa rianimazione da parte di Sarri, e dimenticando che il coniglietto bagnato argentino da sempre delude sistematicamente anche in Nazionale, con vari allenatori, e quindi forse non è il solo lavoro di Allegri ad avere responsabilità negative sulle inguardabili prestazioni dell’argentino.

Purtroppo l’unico nome di centravanti vero che è accostato alla Juve è quello di Icardi, che corre un terzo di Higuain e sa fare solo il terminale (benissimo però): vero che come ha cambiato modo di giocare Higuain lo può fare anche Icardi, però non mi sembra che l’assistito della Wanda abbia la stessa disponibilità e nemmeno la stessa capacità di attrarre a sé i difensori avversari liberando spazi, cosa che invece a Higuain è sempre riuscita benissimo.

Insomma, in una fase (molto preliminare, non scordiamolo) di mercato in cui si stanno dando per fatte, o quasi, le trattative Rabiot e De Ligt (ottimi entrambi, l’olandese poi sarebbe un colpaccio davvero ‘gobbo’), sembra che nessuno preveda un centravanti di peso, che si sappia sacrificare ma che al contempo abbia anche capacità realizzative tali da poter dividere con Ronaldo il peso delle reti necessarie per vincere in Italia e in Europa; e nemmeno respiro grande convinzione circa una possibile permanenza di Higuain alla Juve, giocatore di livello assoluto, che conosce già l’ambiente, e che la Juve avrebbe già in casa: basterebbe un incontro cordiale in cui scaricare le colpe della sua rottamazione 2018 su Allegri (che tanto non c’è più) e il rapporto probabilmente sarebbe ricucito, potendo così partire ai nastri con una coppia da 50/55 gol a stagione e perfettamente complementare.

E coi 70/75 milioni di Dybala ci si paga giusto giusto De Ligt, che alla veneranda difesa juventina serve come il Viagra.

 

 

Matteo Capitoni