Il 18 agosto 2021 il Santo Padre afferma con un video messaggio al mondo: “Vaccinarsi è un atto d’amore. Grazie a Dio e al lavoro di molti oggi abbiamo vaccini per proteggerci dal Covid-19. Questi danno la speranza di porre fine alla pandemia ma solo se sono disponibili per tutti e se collaboriamo gli uni con gli altri”.

Essendo totalmente ignorante in materia religiosa, ho proposto un’intervista sul tema (onestamente ci ho capito poco in merito alle dichiarazioni di Papa Francesco) a una mia conoscente. Lei è cattolica praticante con una fede inossidabile
Fortunatamente, lei ha accettato con molto entusiasmo. Ed io sono felice. 

Ciao, Lucilla. Stiamo vivendo un momento molto difficile a seguito di una terribile Pandemia di livello mondiale. 
Confermo. Non è un bel periodo storico, soprattutto da un punto di vista spirituale.  
Milioni di italiani, purtroppo, sono in una condizione di sofferenza fisica, psicologica ed economica. Tutto questo a causa dei recenti vincoli imposti dal Decreto Green Pass. C’è una piccola minoranza di persone che non vorrebbe vaccinarsi per motivi personali (meno del 20% della popolazione).  Ma alla loro scelta  – giusta o sbagliata che sia non sta a me giudicare – c’è chi si oppone con forza e fermezza, nonostante in Italia non ci sia una legge sulla vaccinazione obbligatoria, ritenendo che la vaccinazione sia un dovere civico e morale.
Secondo te, chi ha ragione tra le due fazioni contrapposte?  
Entrambe, se hanno fatto una scelta d’amore. Ti spiego meglio.
Molte delle nostre azioni in astratto sono moralmente indifferenti (come ad esempio il camminare, l’aprire una finestra…). Nessuna azione, invece, in concreto è indifferente. Se non altro viene specificata come buona o cattiva dalle circostanze. San Tommaso dice che “nessuna azione di un individuo è indifferente” (Somma teologica, I-II, 18,9, sed contra). Può succedere, allora, che un’azione di per sé oggettivamente indifferente (come lo sport) riceva dalle circostanze una qualifica morale a seconda che sia praticato in maniera ragionevole o sconsiderata, oppure che un’azione buona quanto all’oggetto possa diventare cattiva in base alle circostanze, come quando per darsi a speciali pratiche religiose si trascura il proprio dovere. Talvolta capita che un’azione buona possa ricevere un’ulteriore bontà perché la si compie per un obiettivo più alto. Non tutte le circostanze influiscono sulla moralità degli atti nel medesimo modo. Alcune di esse non mutano la specie dell’atto. Altre influiscono solo lievemente. In ogni caso va tenuto presente che le azioni umane devono essere rette non solo in ordine al loro obiettivo intrinseco e all’intenzione, ma anche in ordine alle circostanze. È sufficiente che una sola di esse sia difettosa per rendere meno buona, o addirittura cattiva, un’azione. Di qui il detto degli antichi: “Bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu” (dionigi, De divinis nominibus, 4,22). Che significa: perché un’azione sia buona deve essere buona in tutti i suoi elementi (circostanze). Perché sia cattiva basta che uno solo di questi elementi non sia al suo posto.”. Alla luce di queste considerazioni, la prima cosa che risulta lampante è sicuramente che l’Atto d’Amore non può per sua natura portare nocumento a chicchessia, tantomeno può quindi permettere che a causa di esso vengano trascurati doveri morali come, ad esempio, il mantenimento della propria famiglia. Come si potrebbe togliere pane di bocca ad un bambino perché si ha la buona intenzione di dare quel pane ad un altro?

In poche parole - se mi sbaglio mi corriggerete -  mi stai dicendo che la vaccinazione non dovrebbe essere vista come un obbligo civile o morale, bensì un atto d’amore verso il prossimo?
Esattamente. Perché il vero “amore” non può arrecare danno a nessun essere vivente. L’Amore, secondo il concetto Cattolico è il dono di sé.
Vediamo se ho capito bene. L’amore è un dono e quindi, essendo tale per definizione, deve essere libero da ogni condizionamento?  
Certo. Perché essendo l’amore un dono, esso è un atto di carità che viene dal profondo del nostro cuore. Esso viene descritto nella maniera più sublime, anche a livello letterario, oltre che concettuale nella Bibbia da San Paolo in 1Corinzi 13, 1-13: “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”. Insomma, senza il dono di sé non c’è atto d’amore e quindi io non sono nulla
Cosa pensi di coloro che cercano di imporre, con la forza, il proprio pensiero totalitario e predominante sulla comunità? Mi sembra - ma posso sbagliarmi - che loro facciano confusione tra il concetto di dono e quello di sacrificio. È corretto?   
Non giudico nessuno. Ma sarebbe un errore grave, teologicamente parlando, scambiare un dono con un sacrificio e viceversa. Sono due azioni diametralmente opposte, sebbene potrebbero essere collegate tra loro in talune circostanze della vita. Ma la carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.
Eppure, in questi lunghi mesi pandemici, c’è chi della “verità” ha fatto il suo cavallo di battaglia a discapito del contraddittorio   Anzi – ti dirò di più – chi si è scontrato con quella verità assoluta è stato, subito, messo al pubblico ludibrio. Tu cosa ne pensi a riguardo?
Nessuno ha la verità in tasca. Nemmeno io. Perché la nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. E soltanto tre cose rimarranno: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità! Ubi caritas est vera, Deus ibi est. “Dio è amore” e “chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio”. 
E tu, Lucilla? Come stai vivendo questo periodo difficile? 
Bella domanda. Rischio di essere ripetitiva, ma lo sto vivendo con la piena consapevolezza dell’amore di Dio verso i suoi figli. Questa presenza costante nella mia vita – spesso silenziosa come le cose che contano, altre rumorosa come il rumore di una campana alle prime luci dell’alba – mi appaga completamente al netto di tutte quelle difficoltà oggettive in questo periodo complicato. Perché l’amore di Dio è una dimensione totalizzante. Penso al dono di sé più alto, l’atto d’Amore che ha compiuto Salvo d’Acquisto o Padre Massimiliano Kolbe; esso conduce alla realizzazione di sé, della propria essenza. Penso alla condivisione del cibo, oppure al rapporto che si può realizzare tra un Maestro e i suoi alunni o tra un medico e i suoi pazienti o in tante altre forme di incontro sia professionali sia personali con il nostro prossimo. È un atto libero, gratuito, un gesto che arricchisce reciprocamente e conferisce valore di eternità; mai superficiale quindi. Un po’ come il nostro incontro di questa sera, caro Arsenico17.
Cara Lucilla, come al solito, mi lasci senza parole. Basito. Prima di salutarti, ti vorrei ringraziare di cuore per il tempo “prezioso” che mi hai dedicato. Vorrei farti un’ultima domanda. Cosa avrebbe fatto San Francesco se si  fosse trovato a vivere ciò che noi stiamo vivendo?
È evidente che qualsiasi Santo ha compiuto atti d’Amore che rispettano appieno tutti i canoni elencati. L’Atto d’Amore è un atto incondizionato, libero e responsabile, è armonia che pacifica il cuore di chi lo compie e di chi lo riceve; anche il più piccolo atto genera armonia e tutti sappiamo che l’armonia nella musica rispetta determinati canoni tecnici ed estetici, altrimenti parliamo di cacofonia… 
A proposito di musica, cara Lucilla, te la senti di dedicare una canzone a tutti gli italiani in difficoltà a causa del Green Pass? 
Così mi metti in difficoltà. Chi l’ha scritta quella che fa... 'Sempre e per sempre tu ricordati dovunque sei, se mi cercherai, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai'. 
Non importa chi l'ha scritta… non importa. Grazie di tutto, cara Lucilla.

 

Arsenico17