L'Inter di Antonio Conte è partita forte, anzi fortissima: 31 punti su 36 disponibili, solo una lunghezza dietro la corazzata Juventus e già 9 lunghezze sul quinto posto, 12 sul Napoli e addirittura 18 sui cugini del Milan, partiti sì con ambizioni diverse ma con la speranza che Bennacer, Krunic, Leao potessero essere più forti di Sensi, Barella e Lukaku.
Nonostante questo avvio fulmineo, Conte non sembra essere particolarmente soddisfatto se non per l'impegno che ci sta mettendo chi ha sposato la sua causa al 110%, ovvero i suoi calciatori, pronti sì a morire (sportivamente parlando), ma il cui compito è complesso, oltre dispendioso.

Pertanto il tecnico leccese chiede di più, sia in termini tecnici che numerici relativamente al materiale a sua disposizione, per poter lottare con la Juventus, se non armi pari quasi: si presume, ovviamente la certezza l'hanno soltanto a Corso Vittorio Emanuele, che l'allenatore interista voglia 3 acquisti: una punta che sostituisca Politano (che la punta l'ha fatta solo 6 mesi al Sassuolo) dato che Sanchez a gennaio dovrebbe essere prossimo al rientro e poi c'è il centrocampo, la zona nevralgica dove l'Inter soffre di più la stanchezza causata da un gioco verticale tanto bello quanto sfiancante e le rotazioni ridotte al lumicino dalle assenze e dal non apprezzamento che Conte ha verso Borja Valero, forse ritenuto troppo anziano per dare il suo contributo.
Ecco che allora le richieste riguardano, almeno per gennaio, due riserve, quelle di Brozovic e Sensi, o almeno un giocatore di qualità in più tenendo sia Gagliardini che Vecino (nell'idea di Conte uno dei due è il vice Barella, l'altro potrebbe essere sacrificato), dato che quando il croato è in appannamento e senza Sensi, l'Inter attraversa momenti difficile nella gestione del possesso (vedasi Brescia e secondo tempo a Dortmund) costringendo i nerazzurri ad essere fin troppo verticali, quindi ad allungarsi e rischiare più ripartenze, oltre che essere più stanchi. Sugli esterni, mentre Biraghi è in una fase un po' di calo, da sottolineare la crescita di Lazaro mentre la difesa col rientro del silenzioso leader D'Ambrosio torna finalmente al completo, aspetto fondamentale per ritrovare quella solidità che ha contraddistinto i primi 2 mesi dell'Inter di Conte.